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IndyCar, Newgarden stellare a St. Petersburg. Che inizio per il vincitore della Indy500!

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Matteo Pittaccio

FOTO da Team Penske - X

Cala il sipario sulla prima gara della nuova stagione IndyCar. Josef Newgarden ed il Team Penske vanno a centro a St. Petersburg, dominando il GP. 2° O’Ward, 3° McLaughlin

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Josef Newgarden comincia nel migliore dei modi la stagione IndyCar 2024 festeggiando la 30^ vittoria della carriera al termine di un GP di St. Petersburg dominato. Partito dalla pole position, il 33enne del Tennessee ha regolato prima Felix Rosenqvist, partitogli di fianco, perdendo poi due posizioni nel corso del primo pit stop, effettuato in regime di caution. Tornato in pista al terzo posto, Newgarden ha approfittato delle gomme morbide per avere la meglio nei confronti di Herta e Rosenqvist, entrambi in pista con le dure, arpionando un primo posto tenuto ben stretto fino alla bandiera a scacchi. Un inizio di stagione dolcissimo per il pilota Penske, già vincitore della 24 Ore di Daytona con Porsche Penske.

Gli ultimi giri della prima gara sono stati alquanto difficili per Patricio O’Ward, impegnato a rintuzzare gli attacchi di uno Scott McLaughlin bravo a rimontare dal 9° posto e forte degli pneumatici morbidi montati nell’ultimo pit stop. Nonostante la pressione, O’Ward ha portato a casa il 2° posto, staccando McLaughlin di nove decimi. 4° Will Power, che completa un quadro decisamente soddisfacente per il Team Penske, mentre la corsa per il 5° posto ha visto protagonisti Colton Herta - in difficoltà nel finale a causa delle gomme dure - e Alex Palou, risalito dalla 13^ alla 6^ piazza grazie ad un’ottima condotta, coadiuvata da una strategia orientata sull’overcut in base alle indicazioni di Barry Wanser, tornato al muretto box del campione dopo mesi di lotta contro una brutta malattia.

Dopo un promettente inizio Felix Rosenqvist si è dovuto accontentare del 7° posto alla prima uscita con Meyer Shank Racing, dimostrandosi tanto rapido con le morbide quanto poco efficace con le dure, soprattutto se appena montate. Lo svedese ha preceduto Alexander Rossi, ex compagno di squadra, Scott Dixon (ancora a secco di successi a St. Petersburg) e Rinus VeeKay, sceso al 10° posto nelle fasi decisive per via di un marcato degrado degli pneumatici soft.

Buon 11° posto per Santino Ferrucci, che rende onore agli sforzi di A.J. Foyt Racing (team alleatosi con Penske) dopo anni difficili. Il giovane americano ha tagliato il traguardo davanti a Kyle Kirkwood e Callum Ilott, quest’ultimo ritornato in IndyCar per sostituire l’infortunato David Malukas in casa Arrow McLaren. Alle spalle dell’inglese ecco Kyffin Simpson, all’esordio con i colori Ganassi e miglior debuttante a fine gara.

Niente bandiera a scacchi per Marcus Ericsson, vincitore del GP di St. Pete 2023 e al debutto con Andretti Global. In lotta per il podio, lo svedese ha alzato bandiera bianca nel momento in cui il motore Honda ha esalato gli ultimi respiri, costringendo Ericsson al ritiro. Problema tecnico anche per Romain Grosjean, che prima ha scontato un drive through per aver speronato Linus Lundqvist in curva 10, poi ha parcheggiato definitivamente la Dallara Juncos numero 77 a causa di un’avaria idraulica. Un Gran Premio dall’amara conclusione, inoltre, per Marcus Armstrong, a muro all’altezza della decima curva dopo aver bloccato l’anteriore sinistra.

Superata la difficile prova di St. Petersburg, la IndyCar si dirige al Thermal Club, teatro della gara extra-campionato che si terrà il 24 marzo, sempre in diretta su Sky Sport.