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Indycar: Palou fa sua Detroit e cala il poker, Schumacher spreca

INDYCAR
Matteo Pittaccio

Matteo Pittaccio

Palou trionfa a Detroit e consolida la leadership nella IndyCar battendo Kyle Kirkwood e Graham Rahal, sul podio dopo una grande rimonta. Schumacher spreca, mentre il contatto tra Will Power e Scott McLaughlin fa discutere

Alex Palou ha calato il poker nel GP della IndyCar a Detroit, vincendo per la seconda volta la gara da 100 giri nella Motor City e raggiungendo quota quattro successi su otto gare stagionali. Lo spagnolo, partito dalla Pole, non ha ceduto alla pressione degli avversari e alle difficoltà dello strettissimo circuito cittadino, portando la Dallara-Honda di Chip Ganassi Racing in Victory Lane nella corsa di casa di Chevrolet e General Motors.

Una corsa non così semplice per il quattro volte campione IndyCar: nel primo stint Palou è stato superato da Will Power, che però ha spinto troppo e, proprio insieme allo spagnolo, ha dovuto cedere il passo a Christian Lundgaard e Scott McLaughlin. Rimasto senza gomme, Palou è stato costretto ad anticipare la sosta, ma la potenza dell’undercut è stata talmente importante da consentirgli di guadagnare molto tempo con gomme nuove e tornare davanti a tutti. Una sequenza di incidenti e neutralizzazioni, sei in totale, ha tenuto il gruppo compatto fino agli ultimi giri, fase in cui Palou ha rintuzzato gli attacchi di Kyle Kirkwood, forte di pneumatici morbidi contro i duri montati dal pilota Ganassi. Contenendo il rientro del pilota Andretti, Palou ha così artigliato la 23esima vittoria della carriera, portando così il vantaggio sullo stesso Kirkwood a 62 lunghezze nella classifica piloti.

Grandioso e inaspettato terzo posto per Graham Rahal, spedito in testacoda da Kyffin Simpson in curva tre nel corso del 39° giro. Ripartito dall’ultima posizione, Rahal ha attinto dal Push-to-Pass, recuperando qualche casella e, momento chiave della sua corsa, approfittando della caution arrivata al giro 66° per il contatto tra Santino Ferrucci e Rinus VeeKay in curva cinque. Rahal, così come Palou, aveva già smarcato l’ultimo pit stop e, con la pit road chiusa per la presenza della Pace Car, ha scalato la classifica artigliando il sesto posto nel momento in cui tutti gli altri hanno effettuato collettivamente il pit stop finale.

 

Allo stesso modo, anche Mick Schumacher e David Malukas sono passati dalle retrovie alla lotta per il podio, ma la gloria è durata poco. Nella ripartenza Schumacher, terzo in quel momento, ha duellato con Malukas, ma il tedesco ha sprecato la grande occasione bloccando l’anteriore sinistra, finendo a muro e trascinando fuori pista Malukas. Spazio così concesso sul piatto d’argento a Graham Rahal, che ha poi sfruttato il contatto tra Will Power e Scott McLaughlin - entrambi costretti al ritiro - in curva tre per arpionare il terzo podio stagionale davanti alle Arrow McLaren di O’Ward e Lundgaard.  Per quanto riguarda Power e McLaughlin, la dinamica ha visto il secondo stringere il primo contro il muro di cemento, con l’Andretti di Power colpita nuovamente dalla Penske di McLaughlin in uscita dalla chicane di curva sette. Il doppio aggancio si è rivelato critico per entrambe le auto, parcheggiate ai box nei giri successivi con un Power visibilmente frustrato e contrariato.

Sesto il vincitore della Indy500 Felix Rosenqvist, seguito da Louis Foster, Marcus Ericsson, Kyffin Simpson e, a chiudere la Top10, Josef Newgarden, la cui gara è stata corsa totalmente in difesa a causa dell’infortunio alla gamba sinistra rimediato nella 500 Miglia. Tra gli incidenti segnaliamo anche la forte tamponata a 260 km/h da parte di Alexander Rossi e Romain Grosjean nella Jefferson Avenue: Rossi è stato sanzionato con uno Stop&Hold di 15 secondi, mentre Grosjean non ha visto il traguardo. La IndyCar prosegue senza sosta e, per la quarta settimana di fila, scende in pista. Appuntamento nella notte tra domenica 7 e lunedì 8 giugno con la Bommarito 500 nell’ovale di St. Louis, in programma alle ore 03:25 sui canali Sky Sport.

 

Questa la Top5 della classifica piloti dopo Detroit:

1.       Alex Palou – 327 punti

2.       Kyle Kirkwood – 265 punti (-62)

3.       David Malukas – 248 punti (-79)

4.       Christian Lundgaard – 226 punti (-101)

5.       Pato O’Ward - 220 punti (-107)

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