Indycar, Palou vince il GP di Portland: trionfo decisivo per il titolo
MotoriAlex Palou conquista il Gran Premio di Portland e mette un'altra pietra sul quinto titolo IndyCar. Sesta vittoria stagionale per lo spagnolo, terza sul circuito dell'Oregon battendo Rosenqvist e Power. Kirkwood e soprattutto Malukas perdono punti decisivi in ottica campionato
Alex Palou ha conquistato il Gran Premio di Portland 2026, 13ª prova della stagione IndyCar, mettendo a segno la sesta vittoria dell'anno e la terza della carriera sul circuito dell'Oregon, dopo i successi ottenuti nel 2021 e nel 2023. Per lo spagnolo questo è stato il 25° trionfo in IndyCar, traguardo che gli ha permesso di eguagliare il vincitore della Indy500 1973 Gordon Johncock. Un altro capolavoro del pilota di Chip Ganassi Racing quindi, che a Portland ha confermato ancora una volta la propria superiorità. L'unica casella sfuggita alla squadra è stata quella della Pole Position, conquistata da Felix Rosenqvist, ma in gara Palou è riuscito a ribaltare la situazione grazie a una gestione impeccabile delle tempistiche ai box. Il pilota svedese, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis, ha provato in ogni modo a mettere pressione al campione in carica, riuscendo a comandare la corsa nelle prime fasi. Rosenqvist ha infatti mantenuto la leadership per i primi 30 giri, prima che la strategia di Ganassi iniziasse a fare la differenza.
L'overcut che ha deciso la gara
Il momento chiave della corsa è arrivato attorno al 32° giro, quando Palou ha deciso di rimanere in pista un giro in più rispetto a Rosenqvist prima di effettuare la propria prima sosta. Una scelta apparentemente simile, ma quel giro a pista libera e con macchina leggera ha fatto una grande differenza. Il passaggio in più ha permesso allo spagnolo di sfruttare al meglio il potenziale della propria Ganassi numero 10 e, una volta completato il pit stop, di rientrare davanti al rivale della Meyer Shank Racing. L'overcut si è così trasformato nella mossa decisiva del Gran Premio: Palou ha conquistato la leadership e da quel momento ha iniziato a costruire il proprio margine. Dopo la successiva sequenza di soste, il pilota Ganassi ha ripreso definitivamente il comando all'87° giro, quando Will Power è rientrato ai box, senza più lasciarlo fino alla bandiera a scacchi. Al traguardo il margine su Rosenqvist è stato di 4,1 secondi, mentre Will Power ha completato il podio a poco più di otto secondi dal vincitore.
Palou allunga ancora: +110 su Kirkwood
Il successo di Portland ha assunto un peso enorme soprattutto in ottica campionato. Il quinto posto di Kirkwood e il 12° di Malukas, autore di un weekend opaco reso ancor più difficile dalla penalità per cambio motore, hanno permesso allo spagnolo di incrementare ulteriormente il proprio margine. Palou si ritrova con 110 punti di vantaggio sul secondo classificato in campionato, proprio Kirkwood, che ha scavalcato nuovamente Malukas e ora precede il pilota Penske di otto punti. Con ancora cinque gare da disputare, la situazione sembra ormai pendere pesantemente dalla parte del pilota catalano, anche se i 270 punti ancora a disposizione e le due gare tutte nuove (Markham e Washington D.C.) lasciano spazio ad eventuali ribaltoni. La sensazione, però, è che la sesta vittoria stagionale rappresenti un altro passo verso quello che sarebbe il quinto titolo IndyCar della carriera, oltre che il quarto consecutivo.
Rosenqvist e Power sul podio
Alle spalle di Palou, Felix Rosenqvist ha dovuto accontentarsi del secondo posto dopo aver conquistato la Pole Position. Lo svedese è rimasto in lotta per la vittoria per gran parte della gara, ma non è riuscito a piegare Palou, esattamente come accaduto a Long Beach. Terzo posto invece per Will Power, autore del suo terzo podio stagionale. L'australiano ha provato fino alla fine a mettere pressione a Rosenqvist, anche grazie a un vantaggio strategico nell'ultimo stint: Power disponeva infatti di gomme morbide contro le dure del pilota Meyer Shank Racing. L'attacco decisivo, però, non è mai arrivato. A complicare ulteriormente la situazione è stata anche un'incomprensione con il muretto Andretti in occasione dell'ultima sosta, quando Power ha percorso un giro in più rispetto a quanto inizialmente previsto, ritrovandosi poi nel traffico e perdendo secondi preziosi.
VeeKay ancora quarto: Juncos ormai è una certezza
Ancora una volta sorprendente la prestazione di Rinus VeeKay. L'olandese ha portato la Juncos Hollinger Racing al quarto posto, eguagliando i risultati di St. Louis e Mid-Ohio. Un risultato che conferma la crescita della squadra e, soprattutto, la capacità di VeeKay di inserirsi con sempre maggiore continuità nella parte alta della classifica. La battaglia per la quarta posizione ha coinvolto anche Kyle Kirkwood. VeeKay ha avuto la meglio nell'ultima sequenza di soste, riuscendo a precedere il pilota Andretti al traguardo. Kirkwood ha poi dovuto guardarsi le spalle da Marcus Ericsson, sesto. Lo svedese era partito molto bene, arrivando a occupare la seconda posizione, ma un lungo dopo la prima sosta ha compromesso la sua gara e lo ha costretto ad uscire dalla Top5.
Penske annacquata, settimo e ottavo posto per McLaughlin e Newgarden
Giornata meno brillante per Scott McLaughlin e Josef Newgarden, rispettivamente settimo e ottavo. I due piloti Penske non sono riusciti a inserirsi nella lotta per il podio e hanno concluso la gara alle spalle di Ericsson e Kirkwood. Newgarden ha virato verso una strategia più aggressiva fermandosi ai box al giro otto durante la caution provocata dal fuori pista di Graham Rahal (ripartito senza problemi). Con quattro soste invece delle tre scelte dagli altri, Newgarden ha spinto e recuperato posizioni, ma alla fine si è dovuto accontentare dell’ottava piazza.
Lundgaard, rimonta da 25° a 9°
Dietro al duo Penske ha chiuso Christian Lundgaard, protagonista di una spettacolare rimonta. Il danese della Arrow McLaren era stato costretto a partire dall'ultima posizione dopo il problema tecnico all'ibrido accusato durante le qualifiche. La sua partenza, però, è stata da capogiro: Lundgaard è riuscito a recuperare ben dieci posizioni nei primi chilometri, passando dalla 25ª alla 15ª posizione. Da lì è iniziata una gara paziente e aggressiva allo stesso tempo, culminata con il nono posto finale. Una rimonta resa ancora più interessante dalla sfida con Kyffin Simpson, che a metà gara era riuscito a superarlo all'esterno di curva 3. Favore restituito da Lundgaard negli ultimi giri, quando il danese si è ripreso il nono posto portando almeno una Arrow McLaren in Top10 in un weekend difficile per il team di Tony Kanaan.
Ancora buio per Dixon e Armstrong
Continua invece il momento complicato di Scott Dixon. Il sei volte campione IndyCar ha chiuso solamente al 14° posto, settima gara consecutiva fuori dalla Top 10. Un dato particolarmente insolito per uno dei piloti più costanti nella storia della categoria e che fotografa un periodo decisamente negativo per il neozelandese. Ancora peggio è andata a Marcus Armstrong, nuovamente alle prese con problemi tecnici. Per il pilota del team Meyer Shank Racing si è trattato del terzo weekend problematico negli ultimi quattro appuntamenti. L'unico pilota a non vedere la bandiera a scacchi è stato proprio Armstrong, mentre 19 dei 25 partenti sono riusciti a completare la gara a pieni giri in una corsa caratterizzata dalla sola caution di Rahal.
Ora arriva Markham
La IndyCar non si ferma. Dopo Portland, il campionato attraversa nuovamente il confine con il Canada per il nuovo Gran Premio di Markham, in programma domenica 16 agosto sul nuovo circuito cittadino dell'Ontario. Sarà un appuntamento storico: la gara si disputerà sul nuovo tracciato lungo 2,19 miglia e caratterizzato da 12 curve, scelto in luogo di una Toronto teatro dei mondiali di calcio. Appuntamento in diretta su Sky Sport e NOW domenica 16/8 dalle ore 18:00.