A una settimana di distanza dal termine delle NBA Finals, Josh Hart dei New York Knicks ha lanciato una frecciatina nei confronti dei San Antonio Spurs, dicendo che i loro avversari non hanno mai riconosciuto i meriti dei Knicks nella loro sconfitta. Un sentimento condiviso anche da Jose Alvarado, che è tornato sul mancato saluto al termine di gara-5 da parte di Victor Wembanyama e compagni
È passata ormai quasi una settimana dalla fine delle NBA Finals che ha visto i New York Knicks superare i San Antonio Spurs per conquistare un titolo atteso 53 anni, ma qualche animosità tra le due squadre è comunque rimasta. A riaccenderle è stato Josh Hart, che parlando nel suo podcast non ha mancato di lanciare qualche frecciata ai nero-argento: "Ovviamente non eravamo nel loro spogliatoio e sono sicuro che a volte si sono sentiti di non aver giocato al loro meglio, così come è successo a noi" ha detto. "Ma la mia sensazione è che noi abbiamo sempre dato loro rispetto e che abbiamo sempre rispettato il gioco. A volte non abbiamo giocato al nostro meglio perché loro hanno messo in campo più intensità e hanno imposto la loro volontà sulla partita, non permettendoci di giocare al meglio. E lo stesso abbiamo fatto anche noi, ma non ci hanno mai riconosciuto i nostri meriti".
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Alvarado: "Io i miei avversari li guardo negli occhi"
La sensazione è che ai Knicks non sia andato proprio giù il modo in cui gli Spurs al termine di gara-5 sono usciti dal campo senza salutare i loro avversari, a partire da Victor Wembanyama che ha imboccato subito gli spogliatoi. Sull’episodio si è espresso anche Jose Alvarado: "Ho sensazioni contrastanti. Sono un agonista anch’io, ma i miei nemici li guardo negli occhi" ha detto parlando in un podcast. "Li guardo in faccia e stringo loro la mano. Ovviamente lì per lì non è una cosa che ti piace fare, specie dopo aver perso forse la partita più importante della tua carriera, ma avranno altri momenti. Il modo in cui [Wemby] lo ha fatto è stato un po’ fuori di testa ma a me piace il modo in cui compete in campo. Alla gente non è piaciuto quando è stato troppo aggressivo, ma abbiamo combattuto per qualcosa di importante. Dentro le linee del campo si può fare tutto. Fuori dal campo ci si stringe la mano e come è andata è andata".
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Brunson: "Bisogna sempre mostrare rispetto"
Pur senza citare direttamente Wembanyama, anche Jalen Brunson è tornato su quei secondi finali dopo la sirena di gara-5, al termine della quale è andato subito a stringere la mano a Mitch Johnson, capo-allenatore degli Spurs. “È stata una cosa istintiva, anche per come sono stato cresciuto" ha detto a CBS. "Che si vinca o che si perda, bisogna mostrare rispetto all’avversario indipendentemente dal risultato. E ho molto rispetto per le persone che ci sono a San Antonio".