Ja Morant, a Portland un nuovo inizio: "Ho imparato dagli errori, sono cresciuto"

NBA

Presente alla Summer League di Las Vegas coi nuovi compagni dei Portland Trail Blazers, Ja Morant ha parlato dello scambio e del futuro in Oregon: “Ho l’immagine del cattivo ragazzo ma ho imparato dagli errori e sono cresciuto. Nuova casa, nuova franchigia, nuova squadra: mostrerò ai tifosi un Ja maturo”

Il “cattivo ragazzo” Ja Morant è pronto per il suo “nuovo inizio”: chiusa dopo 7 anni l’esperienza coi Memphis Grizzlies, ripartirà dai Portland Trail Blazers, nell’estremo nord-ovest degli Stati Uniti. Era presente alla Summer League di Las Vegas per conoscere i nuovi compagni e ha anche parlato per la prima volta alla stampa da giocatore dei Blazers, arrivato nella trade che ha portato Jerami Grant e Kris Murray a Memphis.

"Mostrerò a Portland un Ja diverso"

Cosa vorrei che venisse chiarito? Penso che conosciate già la risposta. La mia immagine di cattivo ragazzo. Io sono Ja. Ho fatto quello che ho fatto in passato, ma la questione è già stata affrontata e risolta. Non capisco perché, a distanza di anni, se ne parli ancora quando non è successo più nulla. Se fossi davvero quel tipo, non stareste parlando con me adesso. Non sarei qui", ha risposto ai cronisti.

 

Morant, sospeso dalla NBA per 8 gare nel 2023-24 e poi per altre 25 partite a inizio 2024-25 per comportamento disdicevole e per aver mostrato delle armi da fuoco durante alcune live sui social network, ora si dice carico per la prossima avventura: “Nuova casa. Nuova squadra. Nuova organizzazione. Voglio mostrare ai tifosi di Portland un Ja diverso. È come ricominciare tutto da capo. Nel corso degli anni sono cresciuto molto e ho imparato. La mia mentalità è cambiata. Ora affronto le cose in modo diverso. Mi sento più maturo e sono pronto a lavorare".

"Mi sono appassionato alla natura, vado in bici e faccio kayak"

 

Ja la scorsa stagione è sceso in campo per appena 20 partite ed è anche stato sospeso una gara dai Grizzlies per un acceso confronto con coach Iisalo. Ora, salutata Memphis, pensa che Portland e l’Oregon siano un luogo ideale per la sua rinascita: “È un posto molto tranquillo, è piacevole. Non so se avete fatto caso ultimamente, ma mi sono appassionato alla natura. Lo considero un vantaggio. Non faccio escursioni, ma cammino, vado in bicicletta, faccio kayak. Sono grato di essere qui, per le cose che ho e per la mia famiglia. E ora ho la possibilità di ricominciare da capo".

 

Guardando poi al roster dei Blazers, Morant non sembra preoccupato dalla presenza di Lillard, di Holiday, di Henderson e di Sharpe, oltre a Deni Avdija, lo scorso anno diventato All Star col pallone tra le mani: “Tutti quei ragazzi probabilmente sbloccheranno nuovi aspetti del mio gioco, e io farò lo stesso per loro. Non credo che ci saranno problemi a metterci in campo o a far coincidere i minuti o altro. Siamo tutti molto altruisti”.

 

Infine, rispondendo a chi gli chiedeva della scelta del numero 1, Ja Morant ha fatto capire che Portland ha “altri piani” per la 12, la maglia che aveva a Murray State e ai Grizzlies, e che ai Blazers è stata indossata da LaMarcus Aldridge (potrebbe anche essere ritirata prossimamente).

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