F2 e F3, la famiglia Rosin lascia Prema Racing: team fondato 42 anni fa
fine di un'era ©IPA/FotogrammaLa famiglia Rosin ha annunciato di lasciare Prema Racing, il team che fondò 42 anni fa. E' la fine di un'era per un'eccellenza italiana del motorsport, che ha raccolto titoli nelle categorie minori per oltre 30 anni e ha lanciato alcuni tra i migliori piloti in circolazione
Era da un paio di stagioni che il Team Prema sembrava irriconoscibile in Formula 2 e in Formula 3 e molti degli indizi di questo improvviso calo di prestazioni conducevano verso l'ipotesi dell'eccessivo impegno su troppi fronti, con particolare riferimento a quello negli Stati Uniti. Ora la notizia arriva come un uragano e spazza via ogni dubbio residuo: qualcosa si è rotto in quel meraviglioso orologio che aveva portato il team retto dalla famiglia Rosin (René, Angelo e le mogli Angelina e Grazia) ad essere un autentico punto di riferimento nelle categorie minori delle monoposto.
E difatti la famiglia Rosin ha preso il coraggio a due mani e ha tirato una linea rossa sul proprio presente, decidendo di uscire dal Team Prema, fondato quarantadue stagioni fa da Angelo. E questo vuol dire che se i Rosin non si inventeranno qualcosa di nuovo, non solo la F2 e la F3, ma anche la F4, la F1 Academy e la F. Regional sia Europa che Middle East resteranno orfane di un autentico punto di riferimento. Che verrà a mancare anche in Indycar. Inutile sottolineare cosa significhi il marchio Prema nel motorsport. Al via nel WEC e nell'ELMS, accanto alla Lamborghini nei suoi primi passi.
Ma oggi il 'pitting' è evidente e l'ingranaggio non funziona più. Forse l'ingresso nell'endurance è stato un passo troppo lungo, di sicuro gli investimenti sono sempre stati ingenti. Senza soffrire neppure il cambio di socio con l'uscita di Lawrence Stroll, cinque anni fa, che cedette le quote alla DC Solutions Ltd di Deborah Mayer. Ma oltre Atlantico la Prema non ha trovato l'America come sperava e i bilanci sono saltati. Nel vicentino si è sempre lavorato con grande determinazione e con lo sguardo proteso al futuro e a un 2026 di riscossa. Ma Babbo Natale non deve avere portato investitori nuovi.
E così la frattura si è fatta più profonda e fra i Rosin e la DC Racing si è preferito trovare una soluzione definitiva e netta, che purtroppo segna uno stop nella storia del team di Grisignano di Zocco. Come sembra lontano oggi quel 18 maggio di un anno fa, quando Robert Shwartzman centrava il primo posto in qualifica alla 500 miglia di Indianapolis nell'anno del debutto. Sembrava il risultato della svolta, invece fu la più dolce delle illusioni. Da Abano Terme al tetto del mondo, ora il buio e anche il dubbio sul proprio futuro per i più di 200 dipendenti fra USA ed Europa.
Dal primo titolo ottenuto in F3 italiana nel 1990 alla pole di Indianapolis, passando per oltre 70 vittorie nei campionati fra team e piloti, la Prema ora va mestamente in archivio. E si porta dietro le storie di tanti campioncini svezzati. Da Oscar Piastri e Charles Leclerc a Esteban Ocon, Pierre Gasly, Ryan Briscoe, Kamui Kobayashi, Mick Schumacher e Lance Stroll, per il quale il padre nel 2014 comprò parte della squadra. Mix perfetto di artigianato e gestione manageriale, il Team è stato tradito da una scelta di internazionalità più costosa che fruttuosa.
In una sorta di nemesi crudele, la squadra che ha alzato più di tutte l'asticella dell'eccellenza negli anni oggi è vittima del suo stesso modo di procedere e non è riuscita a restare al passo della folle corsa al dispendioso rialzo di una gestione globalizzata. In attesa di comprendere che succederà nel prossimo futuro e se davvero i Rosin riusciranno a restare lontani dai paddock, la Formula 1 ripartirà con ben nove piloti allevati in Prema: tra gli ultimi in ordine cronologico figurano Kimi Antonelli, Oliver Bearman e Arvid Lindblad. La più bella eredità di un capitolo inimitabile del motorsport.