Valentino Rossi a 'Che Tempo Che Fa': "Sudafrica 2004 vittoria storica per la mia carriera"

MotoGp

Ospite di Fabio Fazio a 'Che Tempo Che Fa' il nove volte campione del mondo ha ricordanto alcuni divertenti episodi legati a vita privata e carriera: "Molti hanno cominciato a seguire le moto grazie a me e ne vado fiero"

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Valentino Rossi è stato ospite di Fabio Fazio a "Che Tempo Che Fa" su Rai 1. Molti gli argomenti toccati dal nove volte campione del mondo a pochi giorni dal 16 febbraio, giorno in cui compirà 40 anni, ma anche della presentazione della nuova moto per la stagione 2019. "Parto sabato per Giacarta, dove presentiamo la moto, poi rimaniamo li per il primo test. La nuova moto è un segreto, ma presenteremo la grafica più che altro. Non posso dire di preciso il colore, però la Yamaha è blu e lo sponsor è nero. Una moto un po’ interista". Il conduttore ha poi chiesto a Valentino di come tutto fosse iniziato e di come avesse scelto il numero: "La prima minimoto è arrivata presto, a 14 è arrivata l’ape car. Era freddo per andare a scuola a Pesaro. Non facevo mai in tempo a prendere la corriera, quindi dovevo andare in scooter, ma era freddo e mio papà, Graziano, mi disse di prendere l’Ape. Arrivavo comunque tardi. La prima minimoto arrivò nell’89, avevo dieci anni. Siamo andati a girare con Graziano e abbiamo iniziato lì. Per quanto riguarda la scelta del numero invece, era il numero con cui mi papa vinse la prima gara nel mondiale. Feci un po’ di ricerche e mi piacque. Poi suona bene". Rossi lo scorso anno ha scritto la definizione di velocità sul dizionario Zanichelli: "Con la mia professoressa di storia dell’arte non avevo un buon rapporto quindi mi piacerebbe sapere cosa ne pensa adesso. Le mie cugine adesso sono sue alunne. Con lei avevo un rapporto difficile soprattutto per colpa mia, abbiamo avuto dei problemi. Io le dissi che la storia dell’arte non mi sarebbe servito a niente e lei mi disse che non avrei guadagnato dei soldi con le moto". Entusiasta per l'esperienza con i ragazzi della VR46 Riders Academy: “Mi sento vicino ai giovani per la passione per la moto. E’ bello lavorare con loro, sono simpatici. Abbiamo la stessa passione anche se sono più grande. Se mi arriveranno davanti un po' mi darà fastidio. Passiamo tanto tempo insieme, ci alleniamo, e gli spiego un po’ la mia esperienza. E' un modo per rimanere giovani e poi è meno noioso. Ci spingiamo a migliorare. Morbidelli e Bagnaia saranno in MotoGP. Mio fratello e Bulega in Moto2, poi tutti gli altri. Pecco e Franco saranno i miei avversari". Tra le sue vittorie più belle, quella in Sudafrica nel 2004, la prima con la Yamaha: “E’ stato un momento storico per me quello. Prima correvo con la Honda e potevo continuare a vincere, invece decisi di cambiare e vincere mi diede tanto gusto". Infine sulle esultanze che lo hanno reso celebre Valentino rivela con orgoglio: "Sono contento, molti hanno cominciato a seguire le moto grazie a me e ne vado fiero. Quando vincevo e facevo gli sketch che nascevano insieme al mio fan club. Era una cosa nata come stupidaggini e invece ha attratto molta gente, anche chi non seguiva le moto. E’ stata una cosa che con il tempo ha funzionato". 

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