Yamaha, Quartararo: "Pronto a lottare per il Mondiale 2021"

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Debuttare nel team ufficiale non fa paura al Diablo: "È davvero speciale, non vedo l'ora di affrontare la prima gara. Abbiamo tutto il necessario per lottare per il titolo. Uno dei miei punti di forza è sentire tanto i cambiamenti, spero di poter essere importante nello sviluppo della moto". Quartararo sarà in coppia con Vinales: "Sarà guerra in qualifica e in gara". Su Marquez: "Spero che torni. Una parte del mio successo dipende da lui"

YAMAHA 2021, LA PAROLE D'ORDINE È COSTANZA

Finalmente il debutto nel team ufficiale: Quartararo si gode la nuova moto nel giorno della presentazione. Il Diablo ha preso il posto di Valentino Rossi, il suo eroe d'infanzia: "Non credo ancora, è incredibile perché ricordo quando avevo sei, sette anni e guardavo le sue gare. Ora essere un pilota ufficiale Yamaha è davvero speciale, non vedo l'ora di essere in in pista in Qatar. Non ho molta esperienza come pilota ufficiale, ma il lavoro è sicuramente diverso. Durante i test dovrò provare tante cose nuove, sviluppare la moto sarà un po' più difficile, forse ci sarà un po' più di pressione, ma ci sono molti aspetti positivi. E mi sento pronto, assolutamente".

"Abbiamo il potenziale per giocarcela"

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Una livrea più elegante: svelata la Yamaha 2021

"Il mio obiettivo personale penso che sia abbastanza chiaro. Vogliamo lottare per il Mondiale. Abbiamo il potenziale per lottare per posizioni davvero importanti. Bastano piccoli step e costanza per giocarsi il Mondiale, per ora tutti sono in corsa. Impossibile sceglierne uno ora, ci sono dieci o dodici piloti che possono giocarsela. Spero di portare alla Yamaha il titolo. Sono un pilota con sensibilità spiccata, uno dei miei punti di forza è sentire tanto i cambiamenti. Spero di dare tante cose positive alla Yamaha, quando testeremo qualcosa penso che sarò molto chiaro nell'indicare la direzione da seguire".

"Con Vinales sarà guerra in qualifica e in gara"

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Vinales: "Ora dobbiamo fare una squadra sola”

"L'anno scorso Vinales non era il mio compagno di squadra, io ero in Petronas con Morbidelli, ma avevamo la stessa moto e guardavamo sempre quale fosse la migliore delle Yamaha... Era bello, ho imparato molto, per esempo mi ha aiutato a spingermi oltre i miei limiti. Una sua grande qualità è la costanza in gara. Ricordo che a Sepang 2018 tutto il weekend sono andato forte, avevo fatto sempre bene in prova ma il ritmo di Maverick in gara era velocissimo". Ai media il pilota francese aggiunge: "Spero di giocarmela con Maverick come hanno fatto Rossi e Lorenzo, penso che faremo un buon lavoro insieme, dobbiamo spingere verso la stessa direzione. Sarà il mio rivale principale, ma l'obiettivo sarà essere un buon compagno per combattere per il primo e il secondo posto. Poi in qualifica e gara ovviamente sarà guerra...Spero di essere il n.1 della Yamaha a fine anno, ma per ora non c'è un leader".

"Il team come una famiglia"

I VERTICI

Jarvis: "Squadra pronta, non ci manca nulla"

Nel team Monster Energy Yamaha Quartararo si riunirà con alcuni membri del suo team precedente, tra cui il tuo capo-tecnico Diego Gubellini. Altri invece lavoravano con Valentino, inclusi meccanici di grande esperienza come Bernard Ansiau e Mark Elder. "Lavoro con i miei ingegneri e con il mio capo tecnico già da due anni, abbiamo costruito un'amicizia, una sorta di famiglia. Sono felice di portare anche alcuni meccanici insieme a Ansiau, sono molto contento di far parte della squadra. Non ho un riding coach perché non ne ho bisogno, voglio il gruppo più stretto possibile, con la telemetria vedo già tutto, non voglio qualcuno in cui non creda al 100%. Ho uno psicologo per l'inverno e sta andando tutto bene. C'è maggiore pressione nel team factory, ma anche più sostegno. In Petronas avevo il materiale e confermavo se andasse bene o no, qui invece posso cucirmi la moto addosso".

"Al top della condizione fisica"

"La settimana dopo Portimao ho posto meno attenzione in certi comportamenti e ho preso il Covid-19. Ero preoccupato ma ora mi sento di nuovo bene, sono al 100% della forma".

L'analisi tecnica

"Bisogna lavorare su aerodinamica e sul peso, la moto pesa un po' troppo. Sarà importante anche per la velocità di punta. Ci sono tante cose che rendono il motore più lento, Yamaha sa che può fare un grande lavoro per sviluppare il potenziale del motore che è congelato".

"Una parte del mio successo dipende da Marquez"

"Spero di essere il più grande rivale di Marquez, sto lavorando molto per questo e spero che torni. Una parte del mio successo in MotoGP dipende da lui. Quando l'hai davanti o dietro ti rendi conto che ci sia lui e spingi molto di più superando i tuoi limiti".

"Imparato tanto dal 2020"

"Pressione? Penso sia solo una questione di svolgere il mio lavoro e di farlo al meglio. Sono completamente concentrato, lavoro duramente per realizzare il mio sogno. Certo, per la Francia sarebbe veramente importante vincere un Mondiale, non succede da oltre 20 anni, ma per il momento sono solo un ragazzo che vuole conquistare un campionato del mondo di MotoGP. Non sentivo tanta pressione l'anno scorso e la moto andava bene. Poi il potenziale è calato e abbiamo visto che il Campionato mi stava sfuggendo. Ho imparato tante cose. Ero arrabbiato con me stesso perché stavo perdendo una grande opportunità di vincere il Mondiale, non accettavo di lottare per una settima o una ottava posizione, e cadevo. Se non si può far meglio, bisogna comunque portare a casa più punti possibili. Lo psicologo mi aiuta a star calmo e a non ascoltare cosa dicono gli altri togliendo il focus, mi aiuta a concentrarmi su me stesso e non su ciò che dicono le persone, specialmente se penso che non sia vero e giusto".

I segreti sul numero 20 e il soprannome

"Il numero 20 ha un significato speciale ma davvero semplice: sono nato il 20 aprile. È molto emozionante vedere il mio numero sulla M1...Riguardo l'origine del soprannome Diablo, invece, quando avevo sette anni possedevo un casco replica di un vecchio pilota, Roberto Locatelli, che aveva una specie di diavolo dietro e uno dei piloti nel campionato spagnolo mi chiamava el diablo. A calcio, con la moto, la bicicletta, qualunque cosa, i miei amici hanno iniziato a chiamarmi el diablo e mi sono portato dietro quel soprannome fino ad ora".

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