Ducati, Dall'Igna: "Titolo? Non ho mai smesso di crederci e continuerò a farlo"
ducatiIl direttore generale Ducati Corse è intervenuto su Sky Sport al termine del weekend di Misano, che ha visto Marc Marquez completare la rimonta e agganciare Martin in testa alla classifica del Mondiale
Immagino che sarai soddisfatto...
"Sicuramente sono soddisfatto, è una giornata bellissima non solo perché c'è il sole, ma anche per quello che abbiamo fatto in questo fine settimana. Quindi sono veramente contento, soprattutto per tutti i ragazzi e soprattutto anche per Marc che se lo merita".
Parto da una considerazione che ha fatto Claudio Domenicali, l'amministratore delegato di Ducati. Ha detto che dopo le prime tre gare sembrava che Aprilia fosse nettamente superiore. In Ducati sono stati bravissimi ad avere questa reazione.
"Come sempre il Mondiale finisce a Valencia e quindi fino a Valencia bisogna provare a crederci e continuare a spingere per recuperare. Noi sapevamo che avevamo una situazione un po' particolare a inizio anno e quindi sapevamo che in ogni caso il tempo avrebbe un po' giocato a nostro favore. Abbiamo cercato di stare calmi, di rimanere concentrati, di provare a migliorare senza fare troppo casino che è uno dei problemi a cui normalmente si va incontro quando lo stress aumenta. Credo che siamo stati bravi per quello. E Marc è stato bravo perché anche lui con molta lucidità ha saputo fare quello che serve per mettersi a posto. Poi ancora non abbiamo fatto nulla, mancano ancora sette gare, manca ancora un terzo del campionato ed è ancora tutto molto lungo e da decidere".
Il fatto di avere un Bagnaia che sta attraversando un momento negativo e un Di Giannantonio in leggera flessione, non ti spaventa un pochino essere nelle sole mani di Marquez per la lotta per il campionato?
"Sicuramente su Pecco siamo in difficoltà, è inutile negarlo, come abbiamo già detto tante volte. Onestamente Fabio oggi è stato frenato da un problema diverso, tecnico, ma lui aveva il passo, era contento della moto. Da lui mi aspetto una parte finale di campionato sicuramente molto positiva. Alex è arrivato secondo facendo una gara meravigliosa, lo stesso Fermin ha dimostrato di essere comunque della partita, quindi, voglio dire, non credo che abbiamo solo Marc. Abbiamo una quantità di piloti importante per riuscire a fare quello che serve da qua a fine anno. Ripeto, non sarà facile, è ancora molto lunga. Dobbiamo stare molto concentrati e non dobbiamo commettere errori".
Ti faccio due domande tecniche. La prima: il fatto che Marc Marquez l'anno scorso abbia saltato la maggior parte delle piste che si presenteranno da qui a Valencia, potrebbe essere un limite? E la seconda: se è vero che la carcassa un po' più rigida delle intercontinentali in qualche modo potrebbe sfavorire Ducati?
"Marc ha così tanta esperienza che non credo che sia onestamente un problema aver saltato le gare che mancano da qua a fine anno. Per la carcassa, quello sicuramente sì. Diciamo che noi tendenzialmente soffriamo un po' più di altri il grip al posteriore, quindi è un qualcosa su cui dovremo lavorare. Però io resto positivo e confidente, anche se so che è ancora tutto da decidere".
Due piloti dopo 14 gare con gli stessi punti non era mai accaduto. Poco fa è venuto in diretta e Jorge Martin ha detto di soffrire di sindrome compartimentale e vedremo quello che potrà essere il prosieguo del suo Mondiale. Questo ti fa fare delle considerazioni o ti fa riconsiderare il più diretto rivale di Marc Marquez?
"Per me tutti i piloti che sono matematicamente in lotta per il Mondiale restano dei competitor e meritano il massimo rispetto. Ripeto, secondo me la condizione principale per riuscire a battere un avversario è quella di rispettarlo e quindi credo che tutti quelli che possono giocarsi il Mondiale meritino il nostro rispetto".
Se dopo il Mugello, quando Marquez era staccato di un centinaio di punti, ti avessero detto che a Misano sareste stati in testa al campionato a pari punti e addirittura in testa a quello costruttori, ci avresti creduto?
"Sicuramente forse non qua, però io non ho mai smesso di crederci, non ho mai smesso di spingere tutto il team a crederci e continuerò a farlo finché, appunto, la matematica non deciderà da una parte o dall'altra dove deve stare questo Mondiale".