Guerra Iran-Usa, Yamaha non parteciperà al GP Qatar. MotoGP: "Gli altri team ci saranno"
Con un comunicato ufficiale, il team Yamaha ha annunciato che non sarà presente al Gran Premio del Qatar, in programma dal 6 all'8 novembre su Sky Sport e in streaming su NOW per via della situazione geopolotica in Medio Oriente. MotoGP Group ha invece confermato la partecipazione di tutte le altre case. Di seguito i comunicati
Arrivano importanti novità in vista del Gran Premio del Qatar di MotoGP. La Yamaha ha comunicato che nessun componente della sua squadra sarà a Lusail il prossimo fine settimana per il terzultimo appuntamento del Mondiale. Il motivo è legato al conflitto in Medio Oriente, che ha già fatto posticipare il Gran Premio del Qatar da aprile a novembre. Dopo la decisione comunicata dalla casa giapponese, la MotoGP ha confermato che tutti gli altri team hanno ricevuto le giuste garanzie e che saranno regolarmente in pista. Nella giornata di sabato 31 ottobre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump - che si prepara alle elezioni di midterm in programma martedì 3 novembre - partecipando a un evento di Halloween nella sua casa di Mar-a-Lago è tornato a parlare del conflitto con l'Iran: "Non sono molto affidabili. Fanno un accordo e poi si tirano indietro. Vedremo se alla fine lo faranno. Noi non abbiamo fretta. Ci sono ancora uno o due siti nucleari di cui occuparci, ma possiamo farlo in 10 minuti e abbiamo un piano".
Perché Pramac può correre in Moto2 ma non in MotoGP
La decisione riguarda in primis il team ufficiale formato da Fabio Quartararo e Alex Rins, ma a Lusail (considerando che non ci saranno ingegneri della casa di Iwata) non potrà correre nemmeno il team Pramac Racing con Jack Miller e Augusto Fernandez, sostituto dell'infortunato Toprak Razgatlioglu. Diverso il discorso del team Pramac Moto2: Izan Guevara, peraltro in piena lotta per il titolo della classe di mezzo con Manu Gonzalez, e Alberto Ferrnandez hanno un contratto diretto con Yamaha, ma non vengono considerati dipendenti, e dunque potranno essere in sella a Lusail. Presenti anche i vari tecnici, dipendenti diretti di Pramac e non della casa giapponese.
Il comunicato di Yamaha
"A seguito della più recente valutazione della situazione in Medio Oriente, Yamaha non ha riscontrato motivi sufficienti per modificare le restrizioni di viaggio attualmente in vigore in tutta l'azienda. Di conseguenza, Yamaha ha comunicato alla MotoGP la decisione di non partecipare al Gran Premio del Qatar del 2026. Tale decisione riflette la valutazione da parte di Yamaha delle informazioni attualmente disponibili ed è indipendente dalle misure attuate dal Gruppo MotoGP e dall'organizzatore dell'evento. Yamaha rimane pienamente impegnata nella MotoGP e non vede l'ora di tornare a gareggiare in occasione del Gran Premio del Portogallo".
MotoGP: "Gli altri team ci saranno". E valuta sanzioni per Iwata
"La MotoGP esprime disappunto per la decisione di Yamaha di non partecipare al Gran Premio del Qatar. Sebbene riconosciamo che il team sia soggetto a una politica aziendale più ampia che limita i viaggi in Medio Oriente, riteniamo che tale decisione non sia in linea con le ampie rassicurazioni fornite a tutte le parti interessate al campionato. A seguito di consultazioni con lo Stato del Qatar, il Lusail International Circuit, consulenti indipendenti in materia di sicurezza e il costante processo di valutazione dei rischi adottato dalla MotoGP, non è emerso alcun elemento che giustifichi una modifica ai piani attualmente previsti per l'evento. Oggi abbiamo comunicato questa posizione, insieme agli ultimi aggiornamenti disponibili, a tutti i costruttori e ai team: accogliamo con favore la conferma, da parte del resto dello schieramento, della loro partecipazione alla gara in Qatar e li ringraziamo per questo impegno. Oltre alle implicazioni contrattuali derivanti dalla decisione di Yamaha – in relazione agli accordi con la MotoGP e l'IRTA – la mancata partecipazione della scuderia comporta anche risvolti di natura sportiva, che dovranno essere gestiti di conseguenza".