WRC 2018, rally di Svezia: l’Ogier furioso

Motori

Marco Giordo

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Nel rally di Svezia vince il belga Neuville davanti ad un grandissimo Breen e ad Andreas Mikkelsen. La neve ha cambiato notevolmente le carte in tavola, soprattutto quelle di Seb Ogier che ha concluso in 11esima posizione. Il WRC 2018 è un'esclusiva di Fox Sports, canale 204 della piattaforma Sky

Non si vedeva così tanta neve al rally di Svezia dal 2011, ed in questa edizione davvero da “winter rally” della gara scandinava, è stata proprio la neve a cambiare completamente le carte in tavola, imbiancando le varie speciali con uno strato di neve fresca alla vigilia della gara. Un vero dramma a livello agonistico per tre grandi favoriti della vigilia, Ogier, Tanak e Latvala che transitando per primi, hanno perso tempo prezioso e dovuto mettere subito da parte i loro sogni di gloria. Le tre Hyundai hanno così subito preso il largo e Neuville ha meritatamente vinto per la prima volta sulle nevi svedesi regalando alla i20 la sua prima vittoria stagionale. Ma è chiaro che gli attuali regolamenti dell’ordine di partenza sono da rivedere, è ormai evidente che sono obsoleti. Oggi infatti le performance tra le varie vetture si sono equilibrate, perché  in c’è più una marca come la Volkswagen che dominava il campionato in lungo ed in largo. 

Regolamenti obsoleti

E allora perché continuare ad insistere con queste regole create ad arte per penalizzare i piloti della VW Polo, e che oggi quasi sempre danneggiano chi deve partire in testa? Perché adesso la stessa cosa ora succederà in Messico a Neuville e poi via dicendo nelle altre gare. La soluzione migliore sarebbe quella di tornare come avvenne nel 2012 e 2013 al sistema della “qualifying stage”. Sportivamente parlando sarebbe la scelta giusta, chi è il più veloce nello shakedown sceglie dove partire nella tappa iniziale. Si premierebbero così le qualità di vetture e piloti. Ogier non l’ha fatto vedere, ma a Torsby era davvero furioso, perché la sua Fiesta non stava in strada vista la totale assenza di grip che la Ford aveva anche in rettilineo. Il campione transalpino, stanco di arrancare, ha così furbescamente pagato al controllo orario della power stage per partire indietro e finire nei punti. Una scelta vincente visto che ha portato a casa 4 punti per la quale poi qualcuno ha storto il naso. Una scelta però da capire, dopo aver passato due giorni e mezzo di gara davvero frustranti. Appuntamento ora in Messico, dove ci sarà sicuramente da divertirsi. Tornerà infatti sulla Citroen il grande Sébastien Loeb. Lo spettacolo è già assicurato.

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