Dakar 2019, al via in Perù. La guida alla Regina dei Raid

Motori
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Tutto quello che c’è da sapere per arrivare preparati alla partenza della Dakar 2019. Il via il 7 gennaio da Lima, 10 tappe, 100% del percorso in Perù con tantissima sabbia. Grande lotta tra KTM, Honda, Yamaha nelle moto, mentre nelle auto è Toyota a sfidare lo squadrone Mini. Il “privato” Loeb outsider con Peugeot.

Eurosport seguirà la maratona sudamericana, appuntamento sui canali 210 e 211 della piattaforma Sky tutte le sere da domani

Le informazioni chiave

41^ edizione, 11^ volta in Sud America e prima interamente in Perù
7-17 gennaio, con partenza e arrivo a Lima (dalle spiagge oceaniche alla catena montuosa delle Ande)
5541 km complessivi di cui 2889 km di prove speciali con il 70% su sabbia (ma non mancheranno pietraie e tratti duri e velocissimi)
10 tappe quindi più km e meno giorni rispetto al recente passato
334 equipaggi in totale, 167 in moto e quad, 126 in auto, 41 con i camion
Nuove regole: per aumentare lo spettacolo auto e camion ko nella prima settimana, potranno rientrare dopo la pausa con una classifica a parte. Confermate le tappe Marathon (senza assistenza la stage 4 e 5), due Mass Start (via in gruppo stile GP nella S5 e S9) e la partenza con i top 10 della generale di moto e auto che si muoveranno per primi nella stage 8.

Nelle moto tutti contro KTM

Lo squadrone KTM fa ancora una volta paura con tre punte di livello assoluto: Matthias Walkner (vincitore lo scorso anno), Toby Price (trionfatore nel 2016) e Sam Sunderland (sua l’edizione del 2017). La casa austrica vince la Regina dei Raid ininterrottamente dal 2001, allora era stato il nostro compianto Meoni a mettersi tutti dietro. Inutile dire che siano loro i favoriti.
Honda e Yamaha puntano ad interrompere il dominio di Mattighofen (che dura da 17 edizioni). La casa di Tokio schiera Kevin Benavides, Paulo Gonçalves e Joan Barreda mentre ad Iwata si sono affidati a Adrien Van Beveren e Xavier De Soultrait.

Grandi nomi tra le auto

La sfida in Perù sarà tra Mini, Toyota e Peugeot, quest’ultima presente in forma non ufficiale con il fenomeno Seb Loeb al via con una 3008 DKR privata. Le Mini saranno ben otto, al top i 3 buggy di Stéphane Peterhansel (il Re della Dakar con 13 vittorie, di cui 6 in moto), “El Matador” Carlos Sainz e Cyril Despres. In tre sommano 20 successi nella Regina dei Raid. Della partita sarà certamente anche Nani Roma, con la Jonh Cooper Works 4x4.
La Toyota risponde all’armata anglo-tedesca schierando uno dei favoriti assoluti, il principe Nasser Al-Attiyah sulla rinnovata Hilux 4×4. Il qatariota sarà affiancato dai compagni di team Bernhard ten Brinke e Giniel De Villiers, tutti Gazoo Racing.

Scontro tra titani nei camion

I favoriti tra i “bestioni” della Dakar sono gli equipaggi del Team Kamaz con Eduard Nikolaev (3 vittorie) e Airat Mardeev (primo nel 2015), sempre che riescano a tenere a bada sfidanti di peso come l’olandese De Rooy (un veterano) con l’Iveco e il bielorusso Viazovich, con il MAZ, quest’ultimo desideroso di confermarsi ad alti livelli. Da ricordare anche tra le potenziali sorprese l’argentino Villagra, l’olandese Ton Van Venugten e il ceco Martin Macik.

Tanti italiani al via

Al via della 41^ Dakar ci saranno 21 italiani, un buon numero. Sette correranno in moto, nove tra le auto, uno nei side-by-side e quattro nei camion. Avremo modo di conoscerli bene grazie alla copertura di Eurosport, che come ogni anno seguirà la maratona sudamericana. Appuntamento quindi sui canali 210 e 211 della piattaforma Sky tutte le sere da domani, 6 gennaio.

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