WEC: Porsche vince una pazza 6 ore di Austin, Ferrari seconda. Podio per Rossi in GT3
MotoriPorsche batte Ferrari e torna a vincere nel FIA WEC al termine di un’avvincente edizione della Lone Star Le Mans. La 963 #6 di Kevin Estre/Laurens Vanthoor/Matt Campbell non sbaglia in una Austin bagnata dalla pioggia. Prima volta di McLaren in LMGT3. Secondo posto per Valentino Rossi sulla BMW #46 guidata insieme a Kelvin van der Linde e Ahmad Al Harthy. Prossimo appuntamento al Fuji 28 settembre, LIVE su Sky e in streaming su NOW
La prima ora d’azione delle sei previste si è consumata alle spalle della Safety Car. La direzione gara, viste le avverse condizioni meteo, ha deciso successivamente di sospendere con l’attività in pista esponendo la bandiera rossa per qualche minuto prima di cercare di iniziare a tutti gli effetti la corsa. Oltre alla pioggia, la causa dello stop si è ritrovata in un errore di comunicazione che ha portato in pista due Safety Car contemporaneamente. Anche in questo periodo di stallo le sorprese non sono mancate: la BMW #20 di Rast si è ritirata per un problema all'isolamento del sistema ibrido, danno probabilmente causato da una pioggia molto problematica a basse velocità. Superata questa situazione paradossale, dopo 1 ore e 50 minuti d’attesa la corsa è finalmente partita con la Ferrari #83 AF Corse di Phil Hanson a condurre il gruppo in curva 1 davanti alla 499P ufficiale #51 di James Calado ed alla Porsche #6 di Laurens Vanthoor. Dopo qualche giro in battaglia, la Ferrari #51 ha scavalcato la 499P #83 (diretta avversaria per il titolo piloti), ma la gara si è fermata in seguito agli incidentei in curva 2 per l’Aston Martin #007 di Tom Gamble e dell’Alpine #35 di Fred Makwiecki, entrambi caduti nella trappola dell'acqua planning. La pista, resa più che mai impegnativa dalla forte pioggia, ha tradito successivamente anche la Porsche 963 #99 Proton Competition, in difficoltà nella ghiaia dell’ultimo settore dopo un errore da parte di Nico Varrone. La seguente Virtual SC, la prima di giornata, ha cambiato le carte in tavola. Tutti gli equipaggi si sono fermati ai box e la Ferrari #51 ha saputo tenere la vetta, mentre la 499P #83 AF Corse ha perso terreno nelle concitate fasi di pit stop, scendendo dal secondo al quinto posto e lasciando campo libero a Porsche per attaccare la Ferrari #51.
Porsche e Ferrari ai ferri corti
Ma le condizioni critiche hanno offerto altri a brividi a due ore dalla conclusione, quando una nuova VSC ha fatto capolino per un’uscita di pista di José Maria Lopez, argentino di Toyota GR #7 al ritorno in Hypercar per sostituire l’infortunato Mike Conway. Nella ripartenza, infatti, la Ferrari in testa - guidata da Pier Guidi - ha atteso l'ultimo momento per prendere velocità, subendo una leggera toccata dalla Porsche di Estre. Il francese, però, non ha perso tempo e in curva uno si è lanciato all'attacco toccandosi con un Pier Guidi poi ritrovatosi con la gomma anteriore sinistra forata. I commissari hanno analizzato l'episodio, archiviato come incidente di gara. Pier Guidi è sceso in classifica, ma è riuscito a non perdere alcun giro dalla Porsche #6. Il piemontose è stato poi aiutato dal ritorno della Safety Car per un incidente in curva 19 della Lexus RC F GT3 #78 Akkodis ASP. La ripartenza seguente ha sempre e solo visto una vettura in vetta: la 963 #6 Penske Motorsport di Kevin Estre/Laurens Vanthoor/Matt Campbell. I due campioni del mondo in carica e l’australiano, per la prima volta a segno nel FIA WEC, hanno tagliato il traguardo con 8 secondi di margine sulla Ferrari #50 che nel finale ha piazzato un bel sorpasso sulla Peugeot #94 di Loïc Duval/Paul Di Resta/Stoffel Vandoorne. Il trio Molina/Nielsen/Fuoco è stato quello più nascosto dei tre Ferrari nelle prime fasi della gara, ma alla fine è anche quello che ha portato più punti in tasca, evitando errori in condizioni difficilissime.
Peugeot torna sul podio, giornata no per Kubica e AF Corse
Quanto a Peugeot, la 9X8 è tornata su quel podio che mancava dalla 8 Ore del Bahrain 2024, chiudendo terza con Vandoorne/Jakobsen/Duval, seguiti dalla gemella di Jensen/di Resta/Vergne. Le due LMh francesi hanno preceduto la Ferrari #51, che ha difeso così la leadership del Mondiale piloti con Alessandro Pier Guidi/James Calado/Antonio Giovinazzi. La 499P citata ha preceduto la Cadillac Hertz Team JOTA #38 e la Ferrari #83 AF Corse, calata di stint in stint e danneggiata dal contatto causato dalla BMW GT3 di Farfus. Giornata no per Kubica, Ye e Hanson, che hanno quantomeno limitato i danni conquistando qualche punto. Nona piazza per la Toyota #8, presente alle spalle della Cadillac #12 e davanti alla Porsche #5. Decisamente più attardati gli altri al termine di sei intense ore in cui non sono mancate le emozioni ed i colpi di scena.
Amarezza Ferrari in GT3, Valentino Rossi torna sul podio
La scelta delle gomme si è rivelata cruciale in LMGT3, che ha offerto un finale spettacolare. L’ultimo pit stop ha cambiato le carte in tavola con molte squadre che hanno optato per montare la mescola slick al posto di un nuovo treno di gomme da bagnato, scelte dai Ben Barker e Richard Lietz, rispettivamente al primo e secondo posto con Ford Proton e Porsche Manthey. La classifica è quindi cambiata repentinamente con la Ferrari 296 GT3 #54 VISTA AF Corse di Davide Rigon, la McLaren #95 United Autosports di Marino Sato e la BMW M4 GT3 EVO #46 Team WRT di Kelvin van der Linde all’inseguimento dei piloti citati sopra. La 992 GT3-R di Richard Lietz e la Mustang GT3 di Ben Barker non hanno potuto fronteggiare il rientro di chi ha optato per le slick. In particolare, Rigon si è scatenato al volante della Ferrari AF Corse #54 e ha tagliato per primo il traguardo davanti alla McLaren ed alla BMW. Tuttavia, la classifica è stata rimescolata dopo il traguardo. Rigon, in pista con Thomas Flohr e Francesco Castellacci, è stato infatti penalizzato di 5 secondi per un contatto in curva 11 con la Ford #77. L’italiano è stato retrocesso quindi in terza piazza, automaticamente alle spalle della McLaren #95 e della BMW #46. A tal proposito, dopo un periodo no Valentino Rossi è tornato sul podio nel WEC trainato dal velocissimo Kelvin van der Linde e accompagnato da Ahmad Al Harthy. Nessun errore per il pluricampione delle due ruote, protagonista peraltro di un gran duello con Pera, accontentatosi poi dell'ottavo posto insieme a Lietz e Hardwick. I tre mantengono comunque la leadership del campionato approfittando del 12° posto della Ferrari #21, costretta ad un pit stop nel finale, e dei problemi tecnici delle Corvette.