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Indycar: Josef Newgarden vince un'incredibile Phoenix 250, Palou ko

Motori
Matteo Pittaccio

Matteo Pittaccio

Newgarden vince a Phoenix e diventa leader del campionato. Gara spettacolare in Arizona, partita con il colpo a vuoto di Alex Palou, ritirato. Rasmussen show, ma il coraggio non basta e nasce la polemica con Power

Josef Newgarden conquista la 33esima vittoria in IndyCar a Phoenix, rimontando nel finale di una corsa destinata a diventare un classico. Quattro le neutralizzazioni totali, a partire dal testacoda di Dennis Hauger, giratosi in curva due e ripartito dopo aver percorso tutto il rettilineo opposto in retromarcia. Ma il grande colpo di scena è arrivato con Alex Palou e Rinus VeeKay nel 22° giro, quando i due sono venuti a contatto e lo spagnolo, quattro volte campione, ha avuto la peggio ritirandosi. Palou, in quel momento quinto, non ha visto VeeKay all’esterno dell’ultima curva e l’aggancio lo ha portato contro le barriere, danneggiando senza rimedio l’anteriore destra. Con Palou fuori dai giochi per la prima volta dal GP di Detroit dello scorso anno, tutti gli altri hanno avuto modo di attaccare la leadership della classifica piloti, in primis David Malukas, partito dalla Pole e bravo a dettare il ritmo nel primo stint.

Nel secondo quarto di gara ha però fatto capolino Christian Rasmussen, che dal 18° posto è risalito piano piano fino alla vetta a suon di sorpassi. La guida del danese, aggressiva ma efficace negli ovali, ha portato Ed Carpenter Racing al comando a partire dal 73° giro, alternandosi in testa alla classifica con Pato O’Ward e Josef Newgarden nel giro delle soste, fasi in cui, invece, Mick Schumacher ha visto sfumare la possibilità di ottenere un buon risultato, pregiudicato da una sosta talmente lenta da far perdere al tedesco due giri.

 

Al 142° giro la gara ha cambiato di nuovo volto in seguito all’impatto di Louis Foster contro il muro di curva quattro, episodio che ha costretto la direzione gara a chiamare la terza caution. Tutti hanno imboccato la corsia box e sia Kyle Kirkwood sia Will Power (partito ultimo per un incidente occorso in qualifica), già in pit road una decina di giri prima, si sono ritrovati al primo e secondo posto, dovendo però gestire delle gomme leggermente più stanche. Ciò nonostante, i due piloti Andretti hanno mantenuto il passo dopo la ripartenza, con il solo Rasmussen capace di passarli, facendo una grande differenza su tutti.

L'ordine di arrivo e i tempi
L'ordine di arrivo e i tempi

Fermandosi due giri prima, Power ha ricambiato il favore, artigliando il comando della gara, ma Rasmussen, sempre in bilico e in sovrasterzo, ha impiegato poco a raggiungerlo. Tra i due è nato un confronto accesissimo, culminato con il contatto al 207° giro. Nella prima sopraelevata Rasmussen ha cercato un sorpasso rischioso all’esterno, ma Power non ha fatto in tempo a correggere la traiettoria. Rasmussen ha così sbattuto contro le barriere, rimbalzando sulla ruota posteriore sinistra dell’Andretti di un Power che, rimediando una foratura, ha detto addio alle possibilità di vincere dall’ultima posizione.

Bandiera gialla e Pace Car quindi in pista per una decina di giri, arco temporale in cui Pato O’Ward, Josef Newgarden, Alexander Rossi, Scott McLaughlin, Graham Rahal e Kyffin Simpson hanno deciso di cambiare gomme per lo sprint finale. In tutto questo Rasmussen ha raccolto la bandiera verde in testa alla corsa, pur con qualche vibrazione e dei danni dovuti al contatto con il muro, resistendo il più possibile a Kirkwood e tutti gli altri. Forti di gomme più fresche, Newgarden e O’Ward hanno scalato la classifica, con Rasmussen sempre più in crisi anche a causa di un’altra pesante botta contro il muro di curva due, da cui lo stoico danese si è comunque ripreso chiudendo 14°. La palla è dunque passata nelle mani di Josef Newgarden, che ha prima passato il poleman e compagno David Malukas, poi l’Andretti di Kyle Kirkwood a sei giri dalla fine.

La Good Ranchers 250 di Phoenix ha quindi trovato il suo epilogo con la seconda vittoria di Newgarden in Arizona, bissando il successo del 2018, con Kyle Kirkwood e David Malukas a completare il podio. Quarto Pato O’Ward, seguito da Marcus Armstrong, Alexander Rossi, Scott Dixon e Scott McLaughlin, ottavo e mai effettivamente nei giochi per la vittoria. Nono posto per Graham Rahal, che ha preceduto un buon Kyffin Simpson. Solamente 13° Christian Lundgaard sulla Arrow McLaren #7, appena dietro a Santino Ferrucci e Felix Rosenqvist. Dopo la foratura Power ha chiuso la gara al 16° posto, primo dei doppiati. 

Dennis Hauger ha approfittato dei problemi di Mick Schumacher per raccogliere il ruolo di miglior esordiente, archiviando il debutto su un ovale al 15° posto. Niente da fare per Romain Grosjean, ritiratosi nei primi giri per un problema tecnico sulla Dale Coyne #18.

Con la vittoria odierna Josef Newgarden diventa leader del campionato. Domenica 15/3 il terzo round ad Arlington.

Ecco la Top5 della classifica piloti:

  1.  Josef Newgarden, 78 punti
  2.  Kyle Kirkwood, 73 punti
  3. Scott McLaughlin, 66 punti
  4. Pato O’Ward, 63 punti
  5. Alex Palou, 59 punti

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