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Indycar, Graham Rahal torna sul podio ad Atlanta. Perchè è una "questione di famiglia"

Indycar
Biagio Maglienti

Biagio Maglienti

©IPA/Fotogramma

Il podio di Graham Rahal ad Atlanta riaccende la luce su una stagione che sembrava non portare con sè grandi pretese. Il figlio di Bobby Rahal ha dato prova di poter dire ancora la sua a 37 anni, con una prestazione che ha ricordato la grinta e la tenacia del padre

Il padre Bobby ha vinto la corsa più veloce del pianeta, la 500 miglia di Indianapolis, nel 1986. Graham, il figlio non era ancora nato, ma l’influenza di questo successo ha praticamente condizionato tutta la famiglia. Quando Bobby è ritornato in Formula Uno (aveva corso con la Wolf due Gran Premi senza successo), ci è ritornato come dirigente della Jaguar nel 2000, anche se senza troppa fortuna. Graham undicenne, diverse volte ha fatto capolino nel paddock, respirando quella atmosfera che poi lo ha portato a fare delle corse automobilistiche il suo lavoro. Certo non è stato così efficace come il padre, ma alla fine ha sempre cercato di dare il massimo e anche domenica nella gara di Barber, è stato protagonista di un riscatto particolarmente motivante. Ha iniziato a correre in Kart nel 2000, molto giovane e nel 2007 contro tutto e tutti, fu ingaggiato dal team Newman/Haas/Lanigan Racing  per correre nella Champ car, attuale Indycar. E’ vero era il team “quasi” del padre, ma alla fine era in squadra con il campione in carica Sebastien Bourdais e si aggiudicò il quarto posto in classifica. 

Graham Rahal, il riscatto ad Atlanta

L’anno successivo fu, visto che va molto di moda in questo periodo, uno dei più giovani se non il più giovane in assoluto a vincere una gara targata a stelle e strisce. A soli 19 anni e 93 giorni centrò il successo nel gran premio iniziale della stagione della Indycar a San Petersburg. Alla fine, sino ad oggi si è portato a casa ben 6 successi, 29 podi e 5 pole, un bottino sufficientemente interessante che gli consente di aver disputato sino ad ora 278 gran premi, ma soprattutto di continuare a… insistere. Così come è successo domenica ad Atlanta, dove partiva dalla terza posizione e senza nulla potere nei confronti di Alex Palou, si è nuovamente fregiato del podio. Quando ormai sembrava avviato ad una stagione senza troppe pretese, dopo aver raggiunto in extremis nel corso delle passate stagioni, la qualificazione alla 500 Miglia, gara che ne ha condizionato nella vita, il trentasettenne del Rahal Letterman Lanigan Racing  è risalito sul podio. Ha difeso questo risultato con la determinazione che era propria del padre. Infatti, nella gara della vita Bobby, superò Kevin Cogan con un sorpasso da leggenda, dopo una ripartenza per neutralizzazione a pochi giri dalla fine. Ci credeva, raccontò poi ai cronisti e “non avrei sprecato quell’occasione mai nella vita”. Graham, domenica ad Atlanta, ha un po’ ricordato il padre, anche se si è dovuto arrendere ad un super Christian Lundgaard e ad un inarrestabile Alex Palou, ma almeno è ritornato a sorridere e a far ben sperare per il prosieguo della stagione.

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