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Si respira già aria di Indy 500: tutto sulla gara più iconica d'America su Sky

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Biagio Maglienti

Biagio Maglienti

Archiviata la vittoria di Lundgaard sul permanente, Indianapolis si prepara per il suo evento più sacro. Tra la gestione chirurgica dei motori ibridi di Palou e il ricordo delle beffe storiche alla Alonso, la Indy 500 resta un mix letale di velocità e destino. Gara live su Sky Sport F1 e in streaming su NOW

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Si è appena corsa la gara sul permanente di Indianapolis, con la vittoria di Christian Lundgaard che in volata ha battuto David Malukas, ma già si respira il clima della Indy 500. Una gara unica nel suo genere e incredibilmente seguita da quasi 500 mila persone in pista e milioni in televisione. Pensate è il terzo evento sportivo più seguito dopo il Superbowl americano e la 24 Ore di Daytona. Insomma, un qualcosa di veramente unico. E’ spettacolare, imprevedibile, pericolosa e affascinante allo stesso tempo. Non ci sono favoriti e riserva sempre delle grandissime sorprese. Certo mister Palou arriva come uno dei piloti da battere, forse il più in forma in questo periodo e il migliore a leggere il metodo di gestione di queste monoposto ibride. Ma per come sono andate le ultime gare, dove i contendenti sono stati numerosi, l’incognita è sempre ben presente, tre successi per Palou, e uno a testa per Newgarden, Kirkwood e Lundgaard con Honda e Chevrolet praticamente sullo stesso piano.

Indy 500, dove la vittoria non è mai scontata

Ma entrare a Indianapolis, al Motorspeedway, ha sempre un sapore diverso e non è mai così scontato essere il protagonista. C’è chi ha perso la gara a 100 metri dall’arrivo, come Hildebrand nel 2011 che praticamente è andato a muro e strisciando ha tagliato il traguardo ma in seconda posizione. Davanti a lui, anzi per quasi tutti gli ultimi giri dietro, era Dan Wheldon che si è trovato su di un piatto d’argento il successo, quando ormai sapeva di aver perso. Per il povero Hildebrand avrebbe significato la vittoria in grado di cambiare la vita e invece, è praticamente sparito quasi subito dopo, dall’orizzonte delle competizioni. Lo sa anche Fernando Alonso, che alla sua partecipazione, quando ormai lottava a pochi giri dal termine per la vittoria, gli è esploso il tanto vituperato motore Honda (lo aveva cassato drasticamente anche in F1) abbandonando qualsiasi ambizione per regalare il successo a Takuma Sato, suo amico e collega sempre in F1. Ma Indy 500 è anche, fortunatamente, l’ovale degli incidenti spettacolari, in prova e in gara, senza fortunatamente conseguenze per il pilota. Per esempio, il decollo (proprio tale è stato) della monoposto di Scott Dixon, nel 2022 sulla macchina di Tony Kanaan, con atterraggio di fortuna anche se drammatico ma senza conseguenze. E’ solo un terrificante esempio di quanto possa incredibilmente succedere e garantire al pilota di scendere con le proprie gambe dal cockpit. Tutto quanto fa spettacolo, in terra dell’Indiana. Siamo quindi pronti a sentire la preghiera del cappellano, per proteggere i piloti, i teams e i meccanici, data anche la pericolosità della gara, l’inno dell’Indiana (Back Home Again In), quello degli Stati Uniti (God Bless America), il suono del "Taps" per i caduti in guerra e il tradizionale: "Ladies and gentlemen start your engines", ovvero la Command. Buona Indy 500 a tutti, chiaramente su Sky.

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