New York-San Antonio, Brunson stoico, Wemby delude: le pagelle di gara-4 delle NBA Finals
Gara-4 delle NBA Finals è già a pieno diritto un instant classic, con la rimonta folle dei Knicks, capaci di vincere sulle spalle di OG Anunoby e Jalen Brunson dopo essere stati sotto di 29 punti e il crollo degli Spurs, simboleggiato da un Victor Wembanyama eccellente nel primo tempo ma assente dopo l’intervallo lungo. Le pagelle a giocatori e allenatori dopo gara-4 delle Finals
NEW YORK KNICKS
- Il primo tempo è un vero e proprio incubo, perché San Antonio sembra poter prendere possesso della partita e anche della serie. Quello che succede poi negli ultimi 9 minuti e mezzo di gara-4 è semplicemente destinato a entrare nella leggenda e a venire raccontato ai posteri per gli anni e i decenni a venire
JALEN BRUNSON
- Voto: 8
- Segna il suo primo canestro dal campo solo dopo 2 minuti nel 2° quarto e perde due palloni molto pesanti durante il primo tentativo di rimonta dei Knicks, ma se i padroni di casa non affondano del tutto nel secondo tempo è quasi interamente merito suo. Si prende tanti tiri e segna quelli che cambiano la direzione di gara-4, senza mai risparmiarsi o esimersi dalle responsabilità, confermandosi leader e anima dei Knicks
MIKAL BRIDGES
- Voto: 5
- La sua è quasi una replica della pessima gara-3 giocata due giorni prima, ma per sua fortuna la squadra riesce a rimettersi in piedi anche in sua assenza. Assenza nel vero senso della parola, perché nel secondo tempo coach Brown gli preferisce Alvarado
JOSH HART
- Voto: 7
- Segna solo 6 punti, è vero, ma nel cambio di rotta effettuato da New York nella seconda parte di gara-4 c’è tanto di suo, tra la consueta abnegazione in difesa e la capacità di servire i compagni in attacco
OG ANUNOBY
- Voto: 9
- Gioca una partita semplicemente mostruosa, in cui segna 33 punti tirando 7/9 dalla lunga distanza, andando a stoppare Fox a 11 secondi dalla fine e strappando il rimbalzo in attacco che vale il canestro del 107-106 finale. Se i Knicks dovessero vincere il titolo, la sua candidatura a MVP delle Finals godrebbe ti ottimi argomenti
KARL-ANTHONY TOWNS
- Voto: 6
- Commette il suo primo fallo dopo 18 secondi, il secondo, abbastanza controverso, dopo poco più di un minuto in attacco e il terzo, sempre in attacco, con ancora oltre 7 minuti da giocare nel 2° quarto, limitando in maniera sostanziale le rotazioni di New York. Pur senza brillare, però, contribuisce comunque con una doppia doppia da 13 punti e 10 rimbalzi e si conferma la miglior soluzione difensiva a disposizione dei Knicks per tentare di risolvere il rebus Wembanyama
JOSE ALVARADO
- Voto: 7
- In una serata in cui la panchina dei Knicks contribuisce con soli 12 punti totali, lui ne segna 8, tutti nella rimonta del secondo tempo, quando rappresenta un’alternativa essenziale a Brunson nel portare palla e nel creare tiri per sé e per i compagni
LANDRY SHAMET
- Voto: 5
- Gioca oltre 20 minuti ma non riesce a dare il consueto contributo, chiudendo con uno zero a tabellino per punti segnati e praticamente nessuno spunto degno di nota
MILES MCBRIDE
- Voto: 5
- È forse l’unico tra gli esterni dei Knicks ad avere dei tiri aperti sugli scarichi, ma li sbaglia praticamente tutti e nel secondo tempo Brown lo tiene in campo per poco più di un minuto. Serata no
MITCHELL ROBINSON
- Voto: 6
- I due falli di Towns nel primo minuto di gara gli regalano un ingresso in campo anticipato rispetto alle consuete rotazioni dei Knicks e appare subito in difficoltà dal punto di vista della condizione fisica e nel confronto diretto con Wembanyama. Come i compagni stringe i denti e mette la sua fisicità a disposizione della squadra dove e quando serve
JORDAN CLARKSON
- Voto: s.v.
- Si prende 3 tiri in 4 minuti giocati e ne segna uno, ma nel secondo tempo resta in panchina
ARIEL HUKPORTI
- Voto: s.v.
- I problemi di falli di Towns gli regalano l’esordio nelle Finals: 3 minuti e 27 secondi non esattamente indimenticabili, tutti nel disastroso primo tempo dei Knicks
MIKE BROWN
- Voto: 8
- Ha il merito di continuare a far giocare i suoi possesso dopo possesso anche quando San Antonio nel primo tempo sembra imprendibile e nella ripresa azzecca le mosse giuste, lasciando in campo Alvarado e fidandosi di Towns nonostante il problema falli. In questa New York che non si arrende mai c’è la sua mano e ora è a una sola vittoria dal primo titolo NBA da capo allenatore
SAN ANTONIO SPURS
- Un primo tempo praticamente perfetto sia in attacco che in difesa, chiuso segnando 76 punti e accumulando un vantaggio di 27 sui Knicks e una ripresa incommentabile, con soli 30 punti segnati e tanti, tantissimi errori che hanno concesso a New York di completare la rimonta più clamorosa nella storia delle Finals
DE’AARON FOX
- Voto: 4.5
- Segna la tripla che ricaccia a -7 i Knicks e a 4 minuti dalla fine sembra riportare San Antonio in controllo della partita, ma da lì in poi Fox è protagonista di errori ingiustificabili e di giocate, come l’appoggio a 11 secondi dalla fine in cui si fa stoppare da Anunoby, che finiscono per indirizzare la gara a favore di New York
STEPHON CASTLE
- Voto: 5
- Gioca una partita di grande maturità, il 2/2 dalla lunetta a 30 secondi dalla fine è pesantissimo, ma basta solo a compensare la palla persa poco prima pestando la linea di fondo. Anche lui cala drasticamente nel secondo tempo e non riesce più a incidere nel momento in cui i Knicks danno il via alla loro rimonta
JULIAN CHAMPAGNIE
- Voto: 4.5
- Un paio di giocate difensive su Brunson contribuiscono a fermare il primo tentativo di rimonta dei Knicks nel 3° quarto, ma al pari dei compagni Champagnie sparisce dal campo nel secondo tempo, in cui non segna nemmeno un punto e viene sovrastato dagli esterni avversari
DEVIN VASSELL
- Voto: 5
- Nell’inizio lanciatissimo degli Spurs ci sono due sue triple segnate sugli scarichi dei compagni e dal punto di vista delle percentuali dal campo è l’unico a salvarsi per San Antonio, ma nemmeno lui riesce a reagire alla furiosa rimonta dei Knicks a cavallo tra il 3° quarto e l’intervallo lungo
VICTOR WEMBANYAMA
- Voto: 4.5
- Prova a mettere le mani sulla partita già nel 1° quarto, nel quale segna 13 punti, mandando in crisi prima Towns e poi Robinson e rovinando completamente il piano partita dei Knicks. A inizio del secondo tempo commette un fallo antisportivo su Towns forse non proprio necessario e quindi da lì in poi sbaglia tutto lo sbagliabile, chiudendo con 3/14 dal campo nel secondo tempo e rendendosi protagonista di un per lui insolito 0/2 dalla lunetta a 1:44 dalla fine che pesa in maniera enorme sul risultato finale
DYLAN HARPER
- Voto: 6.5
- Si conferma un fattore su entrambi i lati del campo, giocando come se fosse un veterano e mettendo in mostra un talento offensivo con pochi eguali e tanta fisicità e applicazione in difesa. Quando New York prova a rientrare in partita a metà del 3° quarto, in uscita dal time out coach Johnson gli affida la palla e lui ricaccia indietro gli avversari. Dimenticato dai compagni nel finale punto a punto, errore tattico che costa caro agli Spurs
KELDON JOHNSON
- Voto: 5
- Discreto impatto, soprattutto difensivo, nel primo tempo, impalpabile nei 9 minuti in cui resta in campo nella ripresa e quasi non ci si rende contro della sua presenza sul parquet
LUKE KORNET
- Voto: 5
- 4 minuti in campo nel primo tempo per far rifiatare Wembanyama, nella ripresa gioca meno di un minuto perché l’intensità della partita non ne rende fattibile l’utilizzo considerati i noti limiti atletici
CARTER BRYANT
- Voto: s.v.
- 5 minuti nel primo tempo, zero nella ripresa, dove forse la sua fisicità e la sua aggressività difensiva sarebbero potute servire per contenere la rimonta prepotente di New York
MITCH JOHNSON
- Voto: 5
- Il doppio fallo di Towns nel primo minuto di gioco gli facilita il piano partita e nel primo tempo non ha nemmeno bisogno di sporcare la lavagnetta perché i suoi sembrano una perfetta macchina da pallacanestro. Quando la partita cambia tendenza tra il 3° e il 4° quarto, però, non trova risposte alla valanga blu e arancio e impone minutaggi forse eccessivi alle sue stelle, poco lucide poi nel finale punto a punto