Sinner-Spizzirri, cosa è successo stanotte agli Australian Open
Lotta, sofferenza e personalità. C'è tutto nella vittoria di Jannik Sinner contro Eliot Spizzirri, una dimostrazione da vero fenomeno nella gestione di una situazione fisicamente e mentalmente complessa. Jannik ha dovuto fare i conti non solo contro l’avversario, ma anche contro il gran caldo australiano, soffrendo fino a essere piegato dai crampi. A fine match l’ammissione lucida: "Sono stato fortunato con la chiusura del tetto". Il racconto di cosa è successo stanotte
INIZIO IN SALITA: SPIZZIRRI VINCE IL 1° SET
- Quando Sinner entra in campo sulla Rod Laver Arena sono le 2.15 in Italia, le 12.15 a Melbourne. Temperatura iniziale: 31°C, con vento a 13km/h. Già dai primi game si capisce che per Jannik non è la giornata migliore: due volte si trova avanti di un break e in entrambi i casi non sfrutta il vantaggio. Nel finale è irriconoscibile: perde 16 degli ultimi 18 punti giocati e Spizzirri conquista il parziale. Per Sinner è il primo set concesso dalla finale di Vienna 2025
JANNIK FATICA, MA REAGISCE
- Sinner fatica notevolmente per il caldo, non è nella forma migliore, ma nel secondo set arriva la reazione. Jannik perde il servizio in apertura, poi conquista quattro game di fila con un doppio break. Il set finisce 6-3 in 55 minuti e intanto l'indice di calore continua a salire, superando il valore di 4...
ARRIVANO I CRAMPI E INTERVIENE IL FISIOTERAPISTA
- Il terzo set è da film ed è decisivo per le sorti del match. Il primo momento chiave è dopo il terzo game: Sinner inizia ad accusare i crampi e chiede l'intervento del fisioterapista per trattare il polpaccio destro
IL SUPPORTO DEL TEAM
- Nei momenti di difficoltà è fondamentale il supporto del team. Le parole di Darren Cahill e Simone Vagnozzi si aggiungono ai rimedi attuati da Jannik: ai cambi di campo resta in piedi, fa tanto stretching e beve succo di cetriolini (il pickle juice)
- "Dobbiamo arrivare fino alla fine del terzo set - le parole di Cahill a Jannik nella fase più complessa - Anche se cammini un po’ in giro, non preoccuparti. Ci prenderemo noi la colpa"
SINNER FERMO PER I CRAMPI: BREAK SPIZZIRRI
- Nonostante il trattamento del fisioterapista, la situazione per Sinner non migliora. Jannik accusa dolore non solo al polpaccio, ma anche a braccia e mani: è completamente bloccato. Spizzirri ne approfitta e ottiene il break: è 3-1 per lo statunitense. E intanto l'indice di calore arriva a 5, il valore massimo
STOP AL GIOCO: BISOGNA CHIUDERE IL TETTO PER IL CALDO
- Il momento peggiore di Sinner coincide anche con il momento più caldo della giornata. L'indice di calore arriva a 5 e si procede con quanto stabilito dal protocollo per la gestione del caldo estremo: il gioco viene interrotto per chiudere il tetto della Rod Laver Arena
- Il cooling break è di dieci minuti: Sinner rientra negli spogliatoi
LA RIMONTA DI JANNIK NEL 3° SET
- La pausa cambia l'inerzia del set e della partita. Al rientro Sinner gioca praticamente da fermo, ma a braccio sciolto e ottiene il controbreak. Spizzirri è molto più nervoso e Jannik ne approfitta vincendo cinque game su sei al rientro in campo
LA NUOVA PAUSA TRA TERZO E QUARTO SET
- Nonostante il tetto chiuso, il gran caldo si fa sentire ancora. La heat policy prevede una pausa di dieci minuti tra il terzo e il quarto set
DAL BREAK ALLA VITTORIA: LA CHIUSURA NEL QUARTO SET
- Nel quarto set la partenza è a handicap per Sinner che, come nel terzo parziale, si ritrova sotto 3-1 dopo il break subito nel quarto gioco. Il copione è lo stesso: Jannik ribalta il punteggio in una vera e propria battaglia di nervi e dopo 3 ore e 42 minuti di gioco conquista gli ottavi di finale
SINNER: "FORTUNATO CON LA CHIUSURA DEL TETTO"
- "È iniziato dalla gambe e poi si è esteso alle braccia, avevo crampi un po' ovunque - ha spiegato Sinner dopo il match - È lo sport, so che è un aspetto su cui devo migliorare. Sto spingendo nella giusta direzione, il tennis è uno sport mentale e sono qui per battermi in ogni punto. Non ho giocato al mio meglio, ma ho dato il meglio che avevo. Sono stato fortunato con la chiusura del tetto: mi sono preso il mio tempo e, con il passare dei minuti, mi sono sentito sempre meglio"