F1, GP Monza: le possibili strategie dei team in Italia secondo Pirelli
A Monza la gestione termica e la ricerca dell'efficienza aerodinamica a basso carico sono i fattori chiave. Nonostante le elevate velocità medie, il consumo meccanico limitato spinge la maggior parte delle squadre verso una strategia a una singola sosta. Tuttavia, il rischio di surriscaldamento dell'asse posteriore nelle staccate e in trazione, associato all'elevata perdita di tempo nella corsia box, rende decisiva la scelta delle mescole...
GP ITALIA A MONZA: LE POSSIBILI STRATEGIE DI GARA
- Il Gran Premio d'Italia a Monza rappresenta da sempre la sfida definitiva sulla ricerca della massima velocità rettilinea e sulla stabilità in staccata. Tra le varianti della Roggia, del Serraglio e l'uscita dalla Parabolica (ora Curva Alboreto), le monoposto scaricano a terra la potenza per oltre l'80% del giro, sottoponendo la struttura degli pneumatici a importanti sollecitazioni longitudinali e a rischi di surriscaldamento termico sull'asse posteriore.
LE GOMME PIRELLI A MONZA
- Per questa edizione, Pirelli ha confermato le mescole più morbide della gamma – C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft – una scelta che sulla carta incentiva la prestazione ma richiede una gestione meticolosa delle temperature operative. La sfida del muretto box consiste nel bilanciare la velocità pura nei primi giri con la tenuta sul lungo periodo per evitare degrado termico improvviso e blistering.
LA VIA MAESTRA: MEDIUM-HARD PER LA STRATEGIA A SOSTA SINGOLA
- La pianificazione lineare per chi parte nelle prime posizioni prevede la partenza con gomma Medium (C4) per coprire un primo stint compreso indicativamente tra il 18° e il 24° giro. La mescola gialla garantisce un ottimo compromesso tra aderenza al via e resistenza nelle fasi a serbatoio pieno. Il passaggio alla Hard (C3) permette di arrivare fino alla bandiera a scacchi sfruttando la consistenza della mescola più dura.
- Con il tempo perso in pit-lane a Monza che si attesta attorno ai 24 secondi, ridurre al minimo i passaggi ai box risulta quasi sempre la scelta fondamentale. I piloti dovranno però prestare attenzione alla trazione all'uscita dalla Prima Variante e dalla Roggia per non surriscaldare la gomma nei primi chilometri del secondo stint
L'ATTACCO DALL'INTERNO: UNDERCUT PRECOCE E PASSAGGIO A DUE SOSTE
- Qualora il degrado termico dovesse rivelarsi superiore alle attese – o per chi si ritrova bloccato in un treno DRS a centro gruppo – l'opzione a due soste diventa un'arma di attacco aggressiva. La sequenza ideale in questo caso prevede Medium (C4) / Hard (C3) / Soft (C5) oppure due stint su Medium completati dalla Hard. Anticipare la prima sosta al 13°-15° giro permette di sfruttare la gomma fresca per piazzare un undercut devastante nei confronti degli avversari diretti.
- Questa scelta costringe chi sta davanti a coprire la posizione o a rischiare di perdere pista, accettando però lo scotto di dover gestire un secondo pit-stop nei minuti finali di gara per montare la mescola Soft (C5) a serbatoio scarico.
LA SCOMMESSA DI RINCORSA: PARTENZA SU HARD E FINALE ALL'ATTACCO
- Per chi si trova costretto a risalire dalla seconda metà della griglia, la strategia alternativa per eccellenza è l'inversione della sequenza delle mescole: partenza su Hard (C3) e secondo stint su Medium (C4) o Soft (C5). Allungare il primo stint oltre il 30° giro con la mescola bianca consente di sfruttare l'eventuale ingresso di una Safety Car o Virtual Safety Car nella fase centrale della corsa.
- Questa evenienza abbatterebbe il costo in termini di tempo del pit-stop. Inoltre, presentarsi negli ultimi 15 giri con una gomma più morbida e prestazionale rispetto ai rivali in crisi di degrado offre una netta superiorità di trazione per completare i sorpassi sui rettilinei brianzoli.
- IL RIEPILOGO DELLE IPOTESI PIRELLI