MotoGP, GP Aragon (Aragona): le pagelle di Paolo Beltramo

MOTOGP

Paolo Beltramo

I numeri al termine del GP di Aragon, stravinto da Marquez, sono emblematici: 78 vittorie, 129 podi, 89 pole, il campione del mondo uscente della Honda è nettamente il più forte. Ducati a due facce: da un lato la grande rimonta di Dovizioso, dall'altro l'involuzione di Petrucci. Rossi ottavo: 23" da Marquez sono tanti, troppi. Diamo i voti ai protagonisti del 14° GP della stagione

MARQUEZ VINCE IL MONDIALE SE...

L'EDITORIALE DI GUIDO MEDA

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MM

Marc Marquez, ma potete sbizzarrirvi davvero. Faccio qualche esempio: Magic Marc, Motor Marc, Mito Marquez, Moto Marc, Metal Marc… il MotoMondiale è roba sua, soprattutto se si corre in uno di quei circuiti antiorari che tanto ama (Austin, Sachsenring, Aragon, chissà Phillip Island). Non che negli altri si trovi male: quest'anno 8 vittorie, 5 secondi e uno 0 per una caduta non tutta colpa sua quando era in testa. Uno così, lo batti -a volte- soltanto se riesci a stargli addosso, a tampinarlo, a infastidirlo per tutta la gara. Altrimenti non sbaglia, controlla, domina. Con Aragon 200 GP disputati: 78 vittorie (10 in 125; 16 in Moto2; 52 in MotoGP) 129 podi, 89 pole (record assoluto). I numeri, al pari delle sensazioni quando lo vedi guidare, parlano chiaro: adesso e da qualche anno è nettamente lui il più forte. Con questo quasi sicuro (deve guadagnare 2 punti sul Dovi per vincere già a Buriram), i titoli della MotoGP da lui conquistati diventerebbero 6 negli ultimi 7 anni! Un dominio che va al di là delle antipatie o simpatie: stiamo ancora aspettando che arrivi qualcuno in grado di giocarsela sempre, con costanza, battendolo più spesso di quanto sia successo negli ultimi anni a Ducati, Yamaha e Suzuki, soltanto saltuariamente in grado di metterlo sotto. Sarà Quartararo il nuovo vincente? Dovremo aspettare ancora? Quanto? Due cose sono comunque sicure: il dominatore del momento è lui che ha 26 anni. I maschietti del branco che vorrebbero scalzare il suo dominio devono lavorare e capire che non sarà per nulla facile. Ammesso che sia già in MotoGP il nuovo maschio alfa, quello in grado di metterlo sotto.

Orgoglio Ducati

Andrea Dovizioso che parte decimo, ma finisce secondo aggiustando l'errore in qualifica con una gran rimonta, frutto di intelligenza, grinta, determinazione, voglia, caparbietà. E poi Jack Miller che finisce terzo, dimostrando in questa seconda fase di stagione una maturità e una costanza migliorate. Sembra aver imboccato la strada giusta con meno bassi e tanti alti. Se vogliamo era ora, ma bene. Ducati deve ancora lavorare sodo per risolvere l'annoso problema della percorrenza a centro curva e, magari, ritrovare il predominio motoristico messo in dubbio dal propulsore Honda '19. Ce la può fare. Guardi le altre Rosse cos'hanno combinato a Singapore e non molli. Nessuno è imbattibile.

Altra faccia della medaglia Ducati

Danilo Petrucci 12°, Pecco Bagnaia 16° per l'ottava volta senza punti quest'anno. Il primo sta vivendo una crisi cominciata dopo i tre podi consecutivi in Francia, Mugello e Barcellona con la chicca della vittoria italiana. Da lì in poi è stata un'involuzione preoccupante, secondo me frutto più di problemi nell'approccio mentale alla gara che tecnici. Quanto a Pecco, Campione da dominatore della Moto2 ha evidentemente trovato difficoltà inattese e salite ripidissime all'arrivo in MotoGP. Probabilmente passare dalla Moto2 ad una Ducati è più difficile che farlo su una Suzuki o una Yamaha, ma dispiace e resta un po' un mistero questo vederlo così in difficoltà. Animo ragazzi le corse sono belle, chi le disputa per mestiere è un privilegiato, quindi divertitevi, approcciatele con più serenità, entusiasmo e consapevolezza della fortuna che avete, cancellate le sensazioni negative. Ripartite dalla gioia, dal bello. Potrebbe funzionare.

Yamaha giù

Vinales quarto a quasi 6 secondi, Quartararo quinto a quasi 9. Pur senza considerare che Marquez nel suo festeggiamento ha perso un paio dei secondi di vantaggio che aveva, direi che sono troppi, anche perché due Ducati sono tornate a stare davanti. In realtà questa non era la pista più adatta per aspettarsi exploit clamorosi da Yamaha, ma la prestazione in prova di FQ20, strepitosa, aveva ingolosito. Comunque i due si confermano il buono di Yamaha, mentre Valentino Rossi, ottavo a oltre 23" dal primo non può essere soddisfatto e difatti non lo è. Purtroppo i miglioramenti Yamaha, che ci sono stati e sono evidenti, non hanno espresso il massimo sulle moto di VR46 che ha ottenuto dei quarti posti, ma non più podi. E stavolta la sua gomma posteriore è durata soltanto 5 giri, poi soltanto difesa. Da cosa dipenda non so, ma azzardo: l'abitudine di un approccio scientifico e profondo ai problemi e alla messa a punto con tentativi in troppe direzioni rendono il suo lavoro addirittura troppo completo. Forse un atteggiamento un po' più sbarazzino sarebbe utile, ma cambiare approccio e metodo di lavoro a 40 anni forse è impossibile. Bisogna allora sperare che non ci siano turni bagnati ad accorciare i tempi di prova.

KTM senza piloti

Licenziare Zarco (che già, comunque non avrebbe continuato l'anno prossimo e che dichiaratamente non si trovava su questa moto) il giorno prima che si facesse male Pol Espargaro ha messo la casa motociclistica più grande d'Europa nella situazione di non poter schierare alcuno dei suoi piloti ufficiali. Così il solo Kallio, il collaudatore, ha corso coi colori ufficiali, mentre Oliveira finiva 13, Kallio 17 e Syahrin 21 e ultimo (a proposito, vabbè che è malese, ma che ci sta a fare uno come lui in MotoGP?). Un disastro. E dire che si stavano vedendo segnali di ripresa. Ripresa che si comincia a vedere in Aprilia con buone prove e un settimo in gara di Aleix Espargaro e un undicesimo di Iannone che però coglie l'occasione per accusare la squadra di non fornirgli lo stesso materiale tecnico del compagno: il suo sarebbe, ovviamente secondo lui, peggiore. Ma quando imparerà a lavare i panni sporchi in famiglia? Su Jorge Lorenzo usiamo il metro della solidarietà umana: è in profonda, profondissima difficoltà (ventesimo a 46 secondi dal compagno di squadra) eppure ci mette la faccia, spiega, ci prova. Umile e sincero. Morbidelli, invece, è proprio sfigato: centrato da Rins dopo 32 secondi di gara. Le scuse dello spagnolo sono state belle, ma Alex un po’ troppo spesso esagera per rimediare a qualifiche negative.

Vince chi lascia

KTM ha annunciato che a fine stagione abbandonerà la Moto2. Non si capisce perché lo faccia visto che Binder oltre a vincere qui ha ottenuto anche un'altra vittoria e due secondi posti. Per essere il primo anno col motore Triumph neanche male, direi. Lasciare da vincenti.

Fratelli da corsa

Marc che guarda in sala stampa la gara del fratello Alex Marquez e tifa per lui, terzo, ma probabile nuovo campione del mondo della categoria vista la caduta di Augusto Fernandez. Buon quarto Marini.

Canet con rabbia

Dopo il problema meccanico che lo aveva fermato a Misano, lo spagnolo di Max Biaggi si è arrabbiato e ha fatto sembrare la Moto3 una gara di altri tempi vincendo per distacco e manifesta superiorità. Dalla Porta arranca, si difende, viene ancora una volta penalizzato, perde 20 punti, ma mantiene il comando per soli 2 punti. Bello il primo podio di Dennis Foggia.

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