MotoGP, Pol Espargaró a Sky: "Difficile gestire i fratelli Marquez nello stesso box"

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Antonio Boselli

Antonio Boselli

Il pilota spagnolo intervistato in esclusiva da Sky Sport: "Marc e Alex dovranno essere bravi, come siamo noi fratelli Espargaró, a lasciare la rivalità nel box. Mi piacerebbe lavorare con Dall’Igna. Zarco ha sbagliato a lasciare la KTM. Per Quartararo aumenterà la pressione in questa stagione. Il ritiro di Lorenzo? Io non avrei fatto come lui…"

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La KTM è una delle squadre che ha mostrato prestazioni in crescita nei test prestagionali. Non è un caso che proprio Pol Espargaró, alla quarta stagione con la casa austriaca, sia particolarmente dispiaciuto del rinvio del Mondiale. Ne abbiamo parlato con il pilota spagnolo, collegato dalla sua casa di Andorra.

 

Ciao Pol, come stai?

"Bene, chiusi in casa ma bene".

 

Come vivi questa situazione? È tutto così strano…

"Sono un po’ spaventato, qui ad Andorra la situazione è abbastanza sotto controllo, in Spagna all’inizio non sembrava così grave. La gente ha sottostimato il problema e non era preparata, anche quando vedevamo le notizie dall’Italia, pensavamo che quelle misure di contenimento fossero esagerate. Quando il virus è scoppiato il in Spagna, nessuno era preparato".

 

Cosa succede ora? Avete idee sui programmi di lavoro?

"Abbiamo iniziato la stagione due mesi fa per il Qatar, ma per adesso non si corre, quindi non ha senso prepararsi intensamente. Dobbiamo stare tranquilli, pensare al fatto che siano delle vacanze, ma dobbiamo rimanere in forma. Mi alleno la mattina, non troppo duramente, ma è importante non perdere il lavoro fatto in inverno per arrivare pronti alla prima gara".

 

È un peccato perché KTM e Aprilia sembra abbiano fatto un passo in avanti quest’inverno, però non potete mostrarlo in pista.

"È un peccato perché siamo migliorati tanto, abbiamo fatto un gran passo in avanti. Ero sicuro che quando avremmo corso in Europa, saremmo stati veramente forti. Ora siamo tutti fermi, noi, l’Aprilia, la Yamaha, la Honda, la Ducati e la Suzuki: partiremo tutti da zero. Il reparto corse KTM ha chiuso, farà poco e così vale un po’ per tutti. Riprenderemo dove eravamo rimasti".

 

Tu sei un po’ il capitano della KTM, sei lì da diversi anni, i passi in avanti sono arrivati anche grazie al tuo lavoro. Pensi di proseguire con questo progetto? Quali obiettivi ti sei dato con questa moto?

"È una situazione complicata per chi come me non ha un contratto per l’anno prossimo, chiuderemo la stagione molto tardi e per il contratto dovremo aspettare. Io sono contento di stare in KTM, i ragazzi hanno lavorato tantissimo, quest’anno gli ingegneri hanno lavorato molto, soprattutto sull’aerodinamica perché eravamo un po’ indietro, il motore è più potente, l’elettronica è migliorata come il nuovo telaio. Abbiamo un buon pacchetto. Dobbiamo cominciare a stare davanti, perché all’inizio di questa avventura eravamo sempre indietro, ma siamo migliorati. Quest’anno dobbiamo fare dei buoni risultati per capire se il mio posto è qui o se in un’altra squadra".

 

Hai avuto contatti con altre squadre?

"Si parla con tutti i team, per capire quali siano le intenzioni di tutti per l’anno prossimo. Devo dire che la mia priorità è rimanere in KTM e vedere quali risultati avremo, per capire se sono ottimi come spero, per capire cosa fare della mia carriera. Ho 28 anni ed è un momento cruciale per la mia carriera, perché i giovani alla Quartararo stanno arrivando su in fretta. Non è facile stare davanti con una moto che non è al top".

 

Dal punto di vista dello sviluppo, la KTM sarebbe disposta a usare materiale mai provato prima?

"Siamo aperti a tutto, per noi la competitività è la cosa più importante. Per la KTM vincere è uno strumento di marketing essenziale, per cui se bisogna cambiare le sospensioni (da WP che sono di proprietà della KTM alle Ohnlins, ndr) si può fare, non credo che KTM avrà dei problemi a farlo. Il telaio nuovo non è tanto diverso dal passato, mantiene il traliccio in tubi non perché non voglia cambiare, ma perché è la sua filosofia e non sa farli diversamente. Se bisogna cambiare si può fare, ma ora le cose stanno funzionando".

 

Un direttore tecnico come Gigi Dall’Igna ti piacerebbe?

"Eh! (ride, ndr). Tutti sappiamo che Gigi non è solo una persona che sa tanto di tecnica, di moto. È furbo, intelligente, cerca sempre nuove strade che altri non seguono. Basta vedere com’era la Ducati prima di lui, e ora con lui, sono diventati vincenti. Mi piacerebbe sicuro, ma lo staff che abbiamo in KTM è fortissimo, sono molto contento e anche con loro potremo fare bene".

 

Ti aspettavi una Honda così in difficoltà?

"Honda è radicale, non è una squadra che porta piccoli sviluppi. Honda porta una moto completamente nuova ogni stagione, e a volte funziona, altre no. Anche per questo Marquez ci mette sempre qualche gara a ingranare, ma quando arriva in Europa la moto migliora tantissimo. Ovviamente questa filosofia te la puoi permettere se sei molto grande, e noi non siamo in questa condizione".

 

Tu corri con tuo fratello in MotoGP da qualche anno, la situazione di Marc e Alex però è diversa, sono nella stessa squadra. Non è rischioso, anche perché la Honda non è una moto facile?

"Sarà difficile per tutti e due, non solo per Alex. Alex è al primo anno, su una moto difficile, oltre a tutto questo correrà di fianco a suo fratello, che conosce molto bene ovviamente, ma c’è una rivalità speciale con il fratello. A me non piace correre con mio fratello in MotoGP, immagina nello stesso team, non mi piacerebbe per niente. E poi il suo compagno di squadra è il pilota più forte del campionato, è una situazione per Alex molto difficile, ma anche per Marc, che vorrebbe vedere il fratello fare bene nella Honda ufficiale. Secondo me sarà difficile da gestire dentro il box, ma hanno un buon capo come Alberto Puig che sa cosa fare. Sicuramente faranno dei bei risultati, sono curioso".

 

E se per esempio tuo fratello cade in gara, come reagisci? Oltretutto Alex è su una moto difficile

"È rischioso, perché sono molto vicini come fratelli, è una cosa molto bella, stanno sempre insieme in casa, si allenano insieme. Questo rende le cose ancora più complicate, perché se Alex fa settimo o ottavo sarebbe un buon risultato, ma se Marc fa primo non lo è più. Loro dovrebbero lottare alla pari in ogni gara, con la stessa moto e questo aumenterà la rivalità. Dovranno essere bravi, come siamo noi fratelli Espargaró, a lasciare la rivalità nel box per continuare ad avere un rapporto normale fuori. Questo non è facile perché devi impegnarti".

 

In che senso?

"Ci sono delle volte che sto con mio fratello e ci sono delle emozioni che non puoi annullare, non sei completamente a tuo agio. Ci vuole tempo, bisogna parlarsi, anche se noi abbiamo la fortuna di avere dei bimbi, è una scusa per vederci quando le cose non sono molto felici. Ma sarà dura, perché la gente non sa quanto sia grande la rivalità in MotoGP, e se hai un fratello nella stessa categoria o figuriamoci nella stessa squadra sarà difficile, io non l’avrei mai voluto".

 

Chi sarà la rivelazione del Mondiale, secondo te?

"Secondo me la rivelazione sarà la Suzuki, mai vista così competitiva. Sono andati forte in tutte le condizioni, mi piace molto come squadra e la moto funziona bene, soprattutto quando c’è meno aderenza. Nelle sere in Qatar, quando aumentava l’umidità, andavano molto forte. Rins ha sempre tenuto un gran passo. Quartararo non è stato così competitivo come l’anno scorso, anche perché ora è un pilota ufficiale e come tale sta cominciando a provare tante cose nuove e questo ti complica le cose. Vinales è andato molto forte, bisogna sempre considerare Rossi e poi Dovizioso, che si nasconde sempre ma poi in gara lotta per la vittoria".

 

Quartararo, dopo un primo anno senza aspettative, ora è pilota ufficiale. Cambierà il suo atteggiamento? E sarà lui il prossimo campione del mondo?

"È possibile, è un pilota molto forte, è giovane, ha fame, non ha paura di niente ed è in una grande squadra. Ma adesso il suo lavoro sarà difficile, perché non è semplice selezionare il materiale nuovo da montare sulla moto e andare subito forte. Farà probabilmente degli errori e ora dovrà far lavorare la testa, per lo sviluppo, per gestire la pressione, per fare i risultati. Ora c’è tutto questo e in più si deve confrontare con due top rider come Vinales e Rossi, non sarà facile".

 

Ti sei sorpreso quando la Yamaha ha fatto i contratti a Vinales e Quartararo e non a Rossi?

"La Yamaha deve guardare al futuro, focalizzarsi su cosa farà nei prossimi anni. Il presente è Valentino, va ancora forte, è una forza dal punto di vista del marketing, ha una popolarità gigantesca. Ma la Yamaha vuole vincere puntando sui giovani come hanno fatto tutte le squadre, Ducati con Bagnaia, Honda con Alex Marquez, Yamaha con Quartararo, Suzuki con Mir, KTM con Binder. Tutti vogliono talenti giovani per il futuro, la Yamaha ha fatto bene a chiudere in tre giorni tutto il mercato".

 

Ti ha sorpreso Lorenzo che dopo aver annunciato il ritiro, poi ci ha ripensato?

"Sì, perché noi piloti vorremmo correre per sempre, anche quando ti ritiri probabilmente ti rimane dentro qualcosa, pensiamo a Pedrosa… Lorenzo è ancora giovane, ha ancora voglia di correre, sapevo che voleva fare il tester. Ma quando ti ritiri, la decisione deve essere definitiva per cambiare vita. Anche se non conosco le motivazioni di Lorenzo, magari voleva essere lui, per primo, a chiudere con la Honda. Per la Yamaha è un colpo averlo come tester. Ma per il mio ritiro, penso più a come ha lasciato Pedrosa, perché è una scelta che deve essere definitiva, soprattutto se lo fai davanti alla gente".

 

Cosa ne pensi invece di Zarco? Ha sbagliato a lasciare a metà stagione, anche alla luce dei miglioramenti che state facendo?

"Secondo me sì, Zarco si era fissato delle aspettative troppo alte con la KTM. Probabilmente, vedendo i risultati che facevamo io e Smith, pensava di essere molto più forte di noi e di fare risultati di gran lunga migliori. Quando è arrivato, si è reso conto che io non andavo male e si è scontrato con la realtà, si è innervosito e ha voluto chiudere subito per trovare un’altra opportunità per salvare la carriera. Secondo me ci vuole pazienza, non puoi pensare di fare risultato alla prima o alla seconda gara, guarda Lorenzo in Ducati… Zarco spingeva dalle prove libere, andava forte, bastava un errore per metterlo in crisi. L’esperienza e la pazienza contano, ma alla fine KTM e Zarco hanno trovato un accordo conveniente per entrambi, quindi meglio così".

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