Meregalli sul futuro di Valentino Rossi: "La passione lo spingerà anche nel 2021"

Yamaha
Antonio Boselli

Antonio Boselli

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Il Team Manager Yamaha sul futuro di Valentino: "La sua passione è immensa, potrebbe portarlo a correre anche l'anno prossimo". Ma prima c'è da pensare al 2020: "Dieci gare bastano per considerare valido il Mondiale, sono il numero giusto"

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Ciao Maio, come ci si sente a rimanere bloccati a casa, noi che giriamo tutto l'anno?

"Mi sembra un turno di qualifica, interrotta da bandiera rossa. Aspettiamo la ripresa, che però viene costantemente posticipata".

 

Peccato, perché la Yamaha era davvero in forma, vero?

"Dispiace sotto l'aspetto sportivo, perché comunque eravamo molto competitivi, abbiamo avuto degli ottimi risultati nei test invernali. Anche Rossi, a parte un consumo eccessivo della gomma posteriore in Qatar, era stato veloce. Diciamo che questo stop ci ha svantaggiato e potevamo contare su qualche problema altrui".

 

C’è stato un battibecco tra Honda e Ducati su questo fronte...

"Mi riferivo a questo, anche noi abbiamo avuto un fattore positivo perché Vinales si era fatto male durante un allenamento e questo stop gli aveva permesso di recuperare nel migliore dei modi".

 

In Giappone il reparto corse sta lavorando, giusto?

"A Iwata lavorano a pieno ritmo".

 

Come vi interfacciate con loro?

"Facciamo delle grandi simulazioni purtroppo senza certezze, nessuno sa quando si comincerà e quindi stiamo cercando di simulare un ipotetico inizio di campionato, a luglio o ad agosto, tanto per farci trovare pronti. Stiamo anche tenendo in considerazione l'eventualità che quest'anno non si possa correre".

 

È un’ipotesi sempre più probabile per voi?

"Lo stiamo tenendo in considerazione, noi vorremmo cominciare, personalmente vorrei iniziare domani ma ho anche paura. La situazione deve essere ben definita, sicura, perché non è semplice. Quando si inizia tutto deve essere ben ponderato, la sicurezza sanitaria viene prima di tutto".

 

C’è un numero minimo di gare, a parte le 13 da regolamento, per considerare il Mondiale valido?

"Io penso una decina di gare, non meno, il 13 non è un numero obbligatorio come ha detto Ezpeleta. Secondo me 10 gare sono un numero giusto".

 

Se decidessero ,vista la stagione, di congelare lo sviluppo delle moto anche nella prossima stagione sareste d’accordo?

"Secondo me è una decisione giusta se verrà portata avanti, vista la situazione mi sembra una soluzione ottima".

 

Per Valentino secondo te è un motivo in più per pensare di continuare, considerando che non si correrà una stagione intera, o secondo te sarà più probabile il ritiro?

"Difficile da dire, penso e spero che si inizi a correre il prima possibile, in modo che anche lui abbia tempo di decidere. Se deve decidere in base a quella che è la sua passione, mi viene da dire che ci riproverà sicuramente anche il prossimo anno. È una decisione che spetta a lui, ma che sicuramente non sarà facile".

 

Razali, capo del team Petronas, ha detto che se non si corre quest’anno le coppie rimarranno le stesse (Vinales e Rossi in Yamaha, Quartararo e Morbidelli in Yamaha). È un’eventualità?

"No, ho letto anche io, non voglio dire che sia un'idea priva di senso ma se la stagione 2020 va finire così, la 2021 partirà come è stato scritta che debba partire".

 

Con i contratti firmati?

"Esattamente".

 

La tua previsione è che vedremo queste coppie di piloti su moto diverse?

"Sicuramente è un’opzione, non credo ne abbiano già parlato ma è un’opzione fattibilissima".

 

C'è un termine temporale entro il quale la situazione di Rossi deve essere definita?

"È una questione che riguarda Petronas, noi come Yamaha siamo pronti a qualsiasi decisione che Vale prenderà".

 

Come sarà non avere Valentino Rossi in squadra, anche come italiano?

"Lavoro con Vale da quando lui è tornato in Yamaha, prima mi è già capitato di lavorare con piloti non italiani. Sarà diverso, strano non avere lui in squadra".

 

Secondo Max Biaggi Jorge Lorenzo non ha intenzione di correre perché la motivazione per correre deve essere al 100%, lo credi anche tu?

"Penso di sì, è molto interessato e contento di iniziare questo nuovo lavoro. Era anche dispiaciuto per la cancellazione di un test a cui doveva partecipare. Leggevo che il GP di Catalogna verrà probabilmente cancellato, e lui doveva correre in quella gara. Presumo che ci rimarrà male, potremmo pensare di fare un’altra wild card, ma non penso che lui voglia tornare a correre. Si è già immedesimato nel ruolo di collaudatore e penso che si stia ritagliando anche del tempo per sé, cosa che non aveva mai fatto".

 

Sempre Biaggi diceva che gli piace essere parte di un progetto, non vuole tornare a correre per cercare di essere il campione che era

"L’ho visto veramente voglioso di provare, di dare indicazioni anche se si deve snaturare. Lo vedo motivato, siamo in contatto più adesso di quando era pilota ed è comunque veloce. A Sepang ha fatto pochi giri, all'inizio gli mancava la confidenza ma giro dopo giro si vedeva che era naturale. Si vede che gli piace guidare la Yamaha, mi ha detto "è la mia moto e la guido come voglio io". Poi ovvio la confidenza all’anteriore gli manca ancora, così come la condizione fisica, più di 3 o 4 giri non riusciva a fare".

 

Riguardo a Quartararo non è più un rookie, ci sono grandi aspettative e deve anche fare lo sviluppo che prima non doveva fare. Sarà una stagione più complicata per lui?

"Sicuramente avrà più pressione ma è giovane, per come ha approcciato la stagione l’anno scorso e per come ha svolto i test fino ad ora, secondo me la può gestire molto bene".

 

Riguardo al mercato Yamaha, sei rimasto colpito dalla velocità con cui avete chiuso le operazioni?

"Mi è piaciuto, più che colpito, il modo in cui Yamaha ha fatto le operazioni".

 

Fa parte del processo che avete portato avanti negli ultimi mesi, avete cambiato un po’ il vostro DNA?

"Già dalla fine del 2018 abbiamo cominciato questo processo, i risultati li abbiamo cominciato a vedere da Barcellona dello scorso anno. È stato un cambio generazionale, per come hanno cominciato ad approcciare il lavoro, la determinazione, lo scambio di informazione costante, non eravamo così aggiornati su quello che succedeva in Giappone. Questo scambio di comunicazione, anche come modo di lavorare noi europei con i giapponesi e viceversa, ha formato un buon pacchetto. Ci siamo mossi per tempo, non potendo aspettare Vale, ma volendo tenerlo abbiamo trovato la soluzione per comunque dargli tempo di decidere e mettendogli a disposizione il pacchetto ufficiale, chiaramente nel team Petronas e non nel nostro. Secondo noi siamo riusciti ad avere tutto".

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