Miller a Sky: "Ducati, sono pronto a lottare per il titolo"

L'intervista
Antonio Boselli

Antonio Boselli

Dal 2021 in pista con il team ufficiale, Miller non si nasconde: "Ho maturato una grande esperienza, punto al titolo". L'appello a Dovizioso, il cui futuro è diviso tra KTM e Ducati: "Insieme ci divertiremmo molto, saremmo una grande coppia". Infine, un consiglio a Bagnaia: "Studiare meno e divertirsi di più"

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Ciao Jack, in questo periodo così strano è arrivata una gran bella notizia, la tua promozione nel team ufficiale

"Sono molto felice, con la Ducati mi sento a casa e starò con loro per un altro anno. È un sogno che si avvera, soprattutto di quando ero bambino. È un grande onore correre in rosso, ci è voluto tempo e dedizione ma ora che ho firmato mi sento leggero".

 

Sei cresciuto tanto in questi anni, ti senti pronto non tanto ad essere un pilota ufficiale ma a lottare in tutte le gare per il podio, la vittoria e in ultima istanza il titolo mondiale?

"Certo, sono pronto ovviamente si può sempre migliorare ma mi sento in grado di guidare la squadra per lottare per ogni traguardo, come è successo nella seconda parte della passata stagione. Mi sento pronto per guidare il team a diventare un pretendente al titolo, il Mondiale ne ha bisogno. Come ho detto, ho maturato una grande esperienza negli ultimi anni e sono pronto. Bisognerà vedere quando inizieranno le gare, ma mi sento sicuro".

 

Quando hai firmato il contratto da ufficiale, hai scritto una bella lettera in cui racconti di far parte di una nuova generazione di piloti che hanno Marquez come riferimento. Pensi di poterlo battere?

"Certo, perché sennò non farei quello che faccio e poi sì, sto crescendo e maturando in MotoGP. Certo, Marquez è stato straordinario, è saltato su una MotoGP ed ha vinto subito il titolo mondiale al debutto, ma io credo di essere sulla strada giusta, mi ci vuole semplicemente più tempo".

 

C’è una grande tradizione di piloti australiani in Ducati, come Bayliss e Stoner, in cosa ti rivedi in loro e in cosa sei diverso?

"Siamo tutti diversi, Stoner era diverso da Bayliss e io sono differente rispetto a loro. Forse mi sento più simile a Bayliss, ho uno stile mio, diverso rispetto agli altri. Casey era un talento naturale ed era bellissimo vederlo correre. Vorrei avere le loro qualità, ma ognuno è diverso anche se abbiamo in comune questa tradizione in casa Ducati".

Non è mestiere tuo gestire gli altri piloti, ma sappiamo che Dovizioso sta negoziando con Ducati e allora ti chiedo quanto ti piacerebbe averlo come compagno di squadra e cosa gli diresti per convincerlo a rimanere in squadra?

"Come hai detto, non ho voce in capitolo sulla scelta del mio compagno di squadra, ma sono sicuro che ci divertiremmo un sacco insieme e credo che saremmo una grande coppia. L’unica cosa che gli posso dire è che i miei ex-compagni di squadra dicono che sono un ottimo compagno".

A proposito di compagni di squadra, hai un suggerimento a dare a Bagnaia, perché sembra un po' bloccato, forse dovrebbe sciogliersi anche per adattarsi meglio al team Pramac e alla Ducati?

"Non credo sia qualcosa legato al team Pramac o alla Ducati, io vedo solo che a volte è troppo esigente con sé stesso. Sulla sua tuta ha impresso la scritta 'go free', sii libero, ma non vedo una persona libera. Vedo che lavora tantissimo, è determinato ed è un pilota con un gradissimo talento, ma ogni giorno finita la sessione si siede davanti al computer e guarda la telemetria per ore. Intendiamoci, è importante farlo ma non sei un ingegnere, c'è già chi fa quel mestiere, penso solo che debba rilassarsi, forse come faceva una volta. Sono sicuro che in passato non era così, era meno sui dati e più sul fatto di divertirsi in moto".