MotoGP, Ducati: se con Andrea Dovizioso non va, ipotesi ritorno di Jorge Lorenzo

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Sandro Donato Grosso

Sandro Donato Grosso

Tra Dovizioso e la Ducati la trattativa per il rinnovo è difficile, mentre Danilo Petrucci ha firmato un contratto biennale con KTM. Ecco allora che la casa di Borgo Panigale potrebbe pensare a un clamoroso ritorno di Lorenzo dal 2021: sarebbe stato lo stesso Jorge a parlare di questa ipotesi con Dall'Igna

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Una storia infinita. Ducati e Jorge Lorenzo si parlano ancora, ad oggi non possiamo nemmeno escludere un suo ritorno alle corse con Borgo Panigale dal 2021. "Sto bene, datemi una moto, possiamo ancora vincere assieme": sarebbero state queste le parole pronunciate da Jorge ai vertici Ducati nei giorni scorsi. Un amore non del tutto consumato, che riaffiora nel momento in cui tra Andrea Dovizioso e Borgo Panigale la trattativa è difficile, mentre Danilo Petrucci ha firmato un contratto biennale con KTM rompendo gli equilibri.

Il legame tra Lorenzo e Dall'Igna

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Lorenzo, collaudatore Yamaha sino al 31 dicembre, è da sempre legato a Gigi Dall’Igna ed è proprio a lui che avrebbe proposto un suo ritorno. Non sappiamo se sia stata imbastita un’ipotesi contrattuale reale. Il possibile ingaggio si baserebbe, però, su una fiducia reciproca, frutto della consapevolezza che assieme si può portare a termine un matrimonio spezzettato, caratterizzato da uno stop proprio quando Jorge, dopo aver faticato molto, iniziava a vincere con la Rossa. Un ritorno di nuovo accennato un anno fa in piena estate, mentre tribolava con la Honda.

Lorenzo-Ducati, ecco perché riprovarci

Riprovarci avrebbe una sua logica: Lorenzo sarebbe pronto a rimettersi in piena forma fisicamente e ad “accontentarsi” di un ingaggio decisamente più umano, in linea con le corrette revisioni aziendali Ducati post Covid, mentre la struttura tecnica sarebbe altresì pronta a riprendere uno sviluppo della moto (per quel che si può) che si adegui al suo stile. L’accoppiata con un Jack Miller a briglia sciolta avrebbe forse un suo fascino, anche se pilota italiano che vince con moto italiana ha un altro sapore.

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Per Andrea Dovizioso, invece, dopo otto anni in Ducati è davvero arrivato il momento cruciale? Cosa sta succedendo? Le nostre sensazioni: tra il campione di Forlì e i vertici della Ducati oggi c’è aria di sufficienza. L’impressione è quella che le parti stiano vivendo un momento non proprio facile. Dopo la trattativa per la riduzione del budget dell’anno in corso (confermata da Paolo Ciabatti a Sky Sport 24), l’altra trattativa sul futuro non ha fatto grandi passi in avanti. Entrambi le parti evidentemente rivendicano qualcosa: Ducati un’apertura ed una disponibilità che vadano al di là degli accordi contrattuali, mentre Dovi rivendica attenzioni e centralità a fronte di tantissimi sacrifici e soprattutto tre secondi posti di fila nel Mondiale, che la dicono lunga sul suo valore.

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Se il piano B della Ducati (qualcuno sostiene possa diventare il piano A) è il ritorno di Jorge Lorenzo, riesce difficile immaginare quello di Dovizioso, pilota in grado di battere Marquez ma che di fatto si ritrova, dopo le scelte KTM, con un mercato chiuso escludendo l’Aprilia. In questo scenario "il brutto anatroccolo" Danilo Petrucci in pochi giorni è diventato un osservatore felice. Passare dall’essere appiedato con l’unica ipotesi Superbike ad alfiere KTM è stato un attimo. Nulla però arriva a caso: evidentemente le qualità tecniche e umane del ternano, oltre che un ingaggio molto contenuto, hanno fatto breccia nel cuore degli austriaci che stanno preparando il comunicato ufficiale "KTM ad Petrucci Join… " che accoglieremo con un bel sorriso.

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