MotoGP, 10 motivi per guardare il Motomondiale 2020

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Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

Inizia la settimana che ci porterà al GP di Jerez, prima gara della MotoGP 2020 (si parte il 16 luglio con la conferenza piloti su Sky Sport MotoGP). Sarà un Mondiale speciale, diverso, e proprio per questo unico. Sono tanti i temi interessanti di questo campionato: proviamo a individuare i 10 motivi principali per cui non bisogna perdersi neanche un appuntamento di questa stagione su Sky Sport MotoGP

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1) L'astinenza dalle gare

Beh, la prima motivazione è un po’ quella dell'astinenza di chi non sa più stare senza gare, senza MotoGP, Moto2, Moto3, SBK, SSP eccetera. D’altronde, sono oltre sette mesi che attendiamo, più o meno pazienti, di ricominciare a vedere i piloti in pista. Certo, non sarà come al solito, con molti di noi che vanno anche sulle tribune dei circuiti o che abbinano una vacanza europea, tropicale o lontana ad un GP. Ci dovremo limitare (così sembra) a vedere i nostri miti in TV. A parte che per la maggior parte delle persone è così sempre, ci mancherà soprattutto il calore delle tribune piene di colore e passione.

2) Il bisogno di adrenalina

La stessa, ma più forte necessità spasmodica, assoluta, di gare, corse, sorpassi, adrenalina, staccate, sportellate, derapate, pieghe, la dipendenza totale dal Mondiale ce l’hanno anche i piloti, reduci da un'astinenza unica, provati da tanti mesi di attesa.

3) L'importanza del mental coach

Non vedo l'ora di vedere come reagiranno piloti, squadre e organizzazione a questo Mondiale anomalo, atipico, concentrato. Bisognerà avere l’atteggiamento giusto, né troppo aggressivo, né troppo soft. Saranno tutti consci che un errore con gare così attaccate potrebbe essere molto più determinante del solito. E poi vediamo come reagiranno i piloti a questo tour de force, praticamente senza respiro fino alla fine: sarà dura sia fisicamente, sia psicologicamente. Stavolta il "mental coach" e un buon allenatore potrebbero servire davvero moltissimo.

4) Chi può battere Marc Marquez?

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Pol Espargaró alla Honda, Alex Marquez in LCR

Un’altra ragione fondamentale è vedere se quest’anno qualcuno riuscirà a battere Marc Marquez, l’8 volte campione del mondo, 6 nelle ultime 7 di MotoGP. Si fosse corso normalmente a marzo, avrebbe avuto problemi alla spalla operata in inverno, ora invece è fisicamente a posto. Anzi, ha sfruttato parte del molto tempo a disposizione per migliorare il suo lato debole: le curve a destra, girando per giorni su un supermotard in derapata sempre a destra, che poi è contromano per quel tipo di gare su ovale che sono tutte antiorarie. Vedremo, insomma se sarà riuscito a mettere a punto il suo approccio all’orologio. E poi con lui c’è Alex, il fratello che nel 2021 andrà nel team LCR di Cecchinello. Interessante.

5) Il talento di Vinales e Quartararo

Io personalmente desidero tanto capire se Vinales e Quartararo saranno finalmente davvero in grado di giocarsi il mondiale con Marquez. Saranno loro, credo, i più aggressivi e motivati, quelli che partono con più certezze e motivazioni. Yamaha, insomma. Vedremo.

6) I due italiani di punta: Rossi e Dovizioso

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Rossi-Petronas, i perché di un sì imminente

Sarà interessantissimo anche vedere le prestazioni di Valentino Rossi e di Andrea Dovizioso, entrambi alle prese con decisioni importanti oltre al Mondiale 2020. Rossi probabilmente continuerà con Petronas al posto di Quartararo, ma dovrebbe essere un contratto di un anno rinnovabile in eterno finchè Vale avrà voglia, cioè si divertirà e sarà competitivo. Dovizioso, invece, sembra non essere più così in armonia con Ducati, ma quest’anno correrà e sarà lui la prima guida, l’unico in grado di puntare al titolo. Per il 2021 per ora è senza contratto, unico tra i grandi e potrebbe anche smettere o fare un anno sabbatico. Ma per adesso godiamoci i due italiani di punta, sempre loro, Rossi e il Dovi, aspettandoci magari qualche bella sorpresa.

7) Le possibili sorprese

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La coppia Suzuki è tra le più interessanti. Outsider di lusso, soprattutto Rins, ma anche Mir saranno da tenere d’occhio, anche per alcune vittorie. Poi ci sono i piloti Pramac, Miller e Bagnaia, Morbidelli, le KTM e le Aprilia migliorate, insomma un Mondiale da sogno.

8) La nuova generazione della Moto2

Anche la Moto2, che pure ha già corso in Qatar, sta vivendo un anno molto interessante: nelle ultime stagioni tutti i migliori sono passati in MotoGP, compreso Alex Marquez. Sta quindi venendo a galla, come bolle in una pentola, una nuova generazione di giovani ambiziosi, anche italiani. E forse abbiamo ritrovato l’americano con Joe Roberts, un nome che dovrebbe essere una garanzia.

9) I ragazzini promettenti della Moto3

Come la Moto2, anche la Moto3 ha i suoi aspetti interessantissimi, soprattutto in prospettiva. Chi ha l’occhio lungo ed esperto coglie già qui, in questa categoria d’ingresso al Mondiale, i più promettenti, ragazzini che magari cadono spesso, ma che lasciano intuire che dentro hanno qualcosa di speciale.

10) La grande scommessa di Dorna

È un campionato speciale, diverso, sconosciuto anche per noi, per chi lo deve raccontare con meno contatti diretti con un paddock che per tradizione era ed è molto accogliente, quindi pieno di uomini, storie, notizie. Con meno contatti coi piloti. È anche la grande scommessa di Dorna, che ha cercato di salvare il salvabile, al meglio delle sue capacità. Vedremo quanto e come ci sarà riuscita. Per ora l’esperienza della Formula 1 promette bene.

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