MotoGP 2021, Pol Espargaró: arriva l'Honda decisiva

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Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

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Il pilota spagnolo è ancora a caccia della prima vittoria in MotoGP: che Honda sia il team buono per farcela, il prossimo anno? Pol nel 2021 è chiamato a confermare i progressi visti nel 2020 dimostrando di meritare il posto al fianco di Marc Marquez

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Una volta, quando i due fratelli Aleix e Pol Espargaró passavano le giornate al muretto a guardare l'altro impegnato in prova o in gara in un'altra categoria, il più giovane era soprannominato Polyccio. Poi sono arrivati entrambi in MotoGP e non si guardano più, al massimo si incontrano sulla pista. Il che per dei fratelli da corsa (come Alex e Marc Marquez o Luca Marini e Vale Rossi) è il top: un sogno condiviso e vissuto da entrambi fin da piccolissimi che continua al massimo del massimo: in MotoGP. Pol nonostante la sua aria sbarazzina e da fratellino minore è un uomo di quasi 30 anni (li compirà il 10 giugno) che corre da 2006 (7 gare) in 125 prima con Derbi, poi con Aprilia, poi di nuovo con Derbi (che ai tempi erano la stessa moto rimarchiata, un po' come Gilera e Aprilia in 250) e che in quella categoria ha ottenuto 5 vittorie, 7 secondi e 9 primi posti. Passa in Moto2 nel 2011 con una FTR e nonostante la scarsa esperienza e una moto non supercompetitiva ottiene due podi (un secondo e un terzo). La svolta arriva quando sale su una Kalex: il primo anno (2012) fa 4 primi, 5 secondi e 2 terzi, finisce il campionato in seconda posizione. L'anno successivo vince il titolo con 6 primi, un secondo e 2 terzi il che lo propone giustamente come uno dei giovani più promettenti da portare in MotoGP. Lo prende la Yamaha e lo mette nel Team esterno Tech3. Resta tre stagioni e non ottiene neppure un podio.

In giorni recenti in un'intervista ha detto che non lo avrebbero mai ascoltato, che lo avrebbero sempre trattato da ragazzino che doveva prendere quello che gli davano senza voce in capitolo su nulla. Che sia andata proprio come la racconta lui forse è una visione un po' di parte, ma sicuramente in quei tre anni avrebbe potuto fare molto meglio se gli avessero dato più ascolto. Fatto sta che passa alla neonata KTM e pure lì, ma per motivi legati alla gioventù del progetto non ottiene che un terzo posto nel 2018. Ancora nessuno nel '19 e finalmente 5 terzi posti e 2 pole position nel disgraziato 2020. Non riesce a vincere, come invece fanno 2 suoi compagni di marca (Oliveira e Binder), ma mette in mostra una interessantissima costanza di rendimento finendo al 5° posto e prima delle 4 KTM schierate con soltanto 3 caselle su 14 senza punti. Insomma sembra che finalmente la sua velocità, la sua aggressività, la sua convinzione di essere un grande vadano al loro posto, si amalghino e diano come risultato quel pilota bello da veder guidare, quello stile molto simile a Marquez con la spalla sempre a sfiorare l'asfalto e il corpo appeso fuori dalla moto.

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Il tutto dà i suoi risultati visto che già molto presto in stagione Alberto Puig, boss di Honda HRC, lo prende per questa stagione come compagno di Marc Marquez. Ora si dice quando rientrerà, ma ai tempi del contratto le prospettive di Marquez erano molto più rosee, non c'erano ancora state tutte le complicazioni che sono poi sopraggiunte. Quindi Honda crede in lui e a questo punto lo spingerà anche molto visto che comunque MM93 non si sa quando rientrerà e come starà almeno nelle prime gare dopo una stagione intera di assenza. Si merita quel posto un pilota che in 7 stagioni di MotoGP non ha vinto neppure una gara? C'era di meglio sul mercato? Sono domande legittime, ma l'ultimo Polyccio visto nel 2020 potrebbe essere pronto per questo salto. Staremo a vedere.

PRO

  • Esperienza
  • Aggressività
  • Quella presunzione che non guasta se fai il pilota
  • Trovarsi in una squadra dove la parte spagnola è importantissima
  • Consapevolezza di essere arrivato dove voleva per scalare la vetta
  • Honda è pur sempre Honda
  • Chissà quanto simile è la Honda alla KTM

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CONTRO

  • Poco tempo per testare una moto per lui nuova e da sempre un po' difficile
  • Peso delle responsabilità
  • Rapporto con Marquez non buono fin dai tempi passati
  • Autostima e super-ego ai massimi: bene, ma possono tradire
  • Chissà quanto diversa è la Honda dalla KTM

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