MotoGP, Quartararo: "Campione grazie ai sacrifici della mia famiglia". Poi canta... VIDEO

L'intervista

Il campione del mondo della MotoGP si è raccontato a 'Talent Time': "È stato bellissimo festeggiare con il team, ho pianto e cantato fino a perdere la voce, ma ancora non mi sono reso conto di aver vinto il Mondiale". Ha ringraziato il capotecnico Gubellini ("determinante") e la famiglia, su cui  ha regalato anche una battuta: "Da papà ho preso l'arrabbiatura facile, dalla mamma la bellezza..."

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Fabio Quartararo a 360 gradi su "Talent Time", il programma di approfondimento di Sky Sport MotoGP. Dalle emozioni per la vittoria del titolo Mondiale all'affetto per la sua famiglia, le sue passioni (tra cui il canto e la cucina...), ecco l'intervista rilasciata dal francese ai nostri microfoni.

 

Come ci si sente da campione?

"Ancora non mi sono reso conto di aver vinto il Mondiale... È una sensazione davvero speciale".

 

Hai anche pianto a Misano, è stata un festa spettacolare.

"È stato bellissimo festeggiare con il team. La prima cosa che ho pensato quando ho tagliato il traguardo è il ricordo di me da piccolo e quando ho visto le immagini di me da ragazzino durante la festa è stato molto emozionante". 

 

Ci racconti un po' della tua famiglia?

"Mia madre è una parrucchiera, mio padre è un fabbro. Non avevamo tanti soldi, nel weekend andavo ad allenarmi con lui, facevamo 600 chilometri in macchina ogni volta. Abbiamo fatto tanti sacrifici, ma ne è valsa la pena". 

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Cosa hai preso da mamma e papà?

Da papà ho preso l'arrabbiatura facile... ma mi passa molto velocemente. La bellezza e la capacità di concentrarmi dalla mamma!".

 

L'educazione, il rispetto sono due dei tuoi tratti distintivi

"Grazie... Tutto merito dei miei genitori. Anche con i fan è molto importante essere riconoscenti. Vengono a seguirci ed è giusto ricambiarli con foto e autografi". 

 

Hai avuto tanti momenti complicati nel Motomondiale

"Fino al 2019, prima di entrare in MotoGP, è stato difficile. Sentivo la pressione della vittoria. Quando nel 2018 in Moto2 ho incontrato Luca Boscoscuro, alla Speed Up, è cambiato tutto, mi ha aiutato moltissimo. Era l'unico che credeva in me. Ho vinto a Barcellona e Assen e da lì è partito tutto. Determinante è stato anche  l'incontro con Diego Gubellini (capotecnico di Quartararo alla Yamaha ndr), una persona di grande spessore, umano e professionale".

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