Marquez dopo la vittoria: "Per il Mondiale serviva un weekend perfetto, siamo lì ma...."

il vincitore

Marc Marquez è sempre più il Sachsen-king: lo spagnolo, dopo aver firmato la pole e vinto la Sprint Race, ha centrato il decimo successo in top class sul circuito tedesco. Dopo la gara il vincitore ha commentato la sua giornata su Sky Sport

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Sei a diciotto punti dalla testa del Mondiale...

"Non è male... non so perché siamo lì (ride, ndr). Cinque gare fa eravamo a 103, ora siamo qui. L'ho detto giovedì: se volevo avere qualche chance in questo campionato, qui avrei dovuto fare un weekend perfetto. Lo abbiamo fatto. Sono molto contento per com'è andato il weekend, ma non al 100%. Sai che un fratello è un fratello, oggi Alex, per come ha lavorato dopo l'incidente in Catalunya, meritava di salire sul podio. Avrà più opportunità, se già in una pista sinistrorsa era vicino a me, a Silverstone che gira verso destra farà paura. Ora ho voglia di rilassarmi mentalmente, ma quest'estate dovrò lavorare sul braccio destro per fare uno step". 

 

Ci sono weekend che tolgono le parole e questo è uno di quelli. Ti chiedo se davvero, come ti ho sentito dire nel retropodio, pensavi che Alex potesse essere addirittura pericoloso per il tuo primo posto. 

"Ieri nella Sprint, sì. Oggi nel Warm up mi sentivo bene, ma in gara il feeling era diverso con la moto. Non so ma lui era il pilota Ducati che gestiva meglio la gomma dietro e che aveva più grip a fine gara con gomma usata. Stava guidando molto bene, ma anche parlando con lui ieri gli ho detto: 'Se domani facciamo 30 giri con il passo con cui abbiamo fatto la Sprint, uno dei tre cade'. Ieri siamo andati molto forte, come in tutto il weekend. Oggi in gara sono arrivate le Aprilia, non me le aspettavo lì. Fortunatamente alla fine avevo due secondi e mezzo di vantaggio su Ogura".

 

In questo Marquez-ring ti trovi bene. Volevo sapere se è il tuo circuito preferito perché vinci spesso o se ti riesce bene per le tue capacità? È il tuo preferito?

"No. Mi viene bene, poi quando i circuiti ti vengono bene ti diverti. Ma non è un circuito nel quale ti diverti molto, perché tutta la prima parte è molto lenta. Quando hai il feeling giusto ti diverti molto di più ad Aragon, Phillip Island, quei circuiti mi piacciono di più". 

 

Anche tu avevi problemi con l'anteriore come tanti altri piloti?

"Sì, ed è per questo che a inizio gara, quando ho visto che l'anteriore si muoveva troppo, ho rallentato un po'. Per capire cosa stava succedendo. Dopo sono tornato all'attacco perché ho visto che era tutto sotto controllo". 

 

Come gestisci questo periodo di stop della pausa estiva?

"Non vedevo l'ora che arrivasse. Anche se sono andato molto bene al Balaton, a Brno e qui, non vedevo l'ora. Soprattutto perché mentalmente le prime cinque gare sono state un disastro perché non capivo cosa succedeva nel mio corpo, nel mio braccio. Cadute strane, cadute che non erano nel mio stile. Lo abbiamo capito e ora non vedo l'ora di liberarmi un po' la testa e soprattutto lavorare sui punti deboli".

 

Visto che sei un appassionato di calcio, hai più chance tu di vincere il Mondiale o la Spagna?

"La Spagna è più vicina, sono solo due partite. A me mancano ancora 11 gare, può succedere di tutto. Noi ancora abbiamo tanto da fare: la nuova MotoGP ha 44 gare, succede e succederà di tutto. Sono tante gare di fila, quello che è successo a Bezzecchi in questo weekend, a me, ad Alex, può succedere. E non salti una gara, ma due-tre perché nella seconda parte della stagione sono tutte ravvicinate". 

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