Marquez: "Nuovo format? O accetti o vai via. Acosta ha ragione, accorcerà le carriere"
MotoGpIl pilota Ducati molto critico dopo l'ufficialità del nuovo format dal 2027 con la doppia qualifica, una per la Sprint e una per la gara lunga. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Jorge Martin: "Così aumenterà il rischio. Non ci hanno chiesto nulla, finché noi piloti non saremo uniti...". Cambio regolamentare, invece, promosso da Marco Bezzecchi: "Mi piace, almeno non si compromettono due partenze con una sola qualifica"
Il 2027 sarà un anno di grandi cambiamenti per la MotoGP. Sul piano tecnico con l’introduzione di moto di cilindrata e potenza inferiori, nel format del weekend con l’inserimento della doppia qualifica, una per la Sprint del sabato e una per la gara di domenica, oltre all’abolizione del warm up. I giudizi dei piloti divergono, di sicuro quelli dei tre protagonisti in lotta per il titolo, a cui è stato chiesto un commento nella conferenza stampa di giovedì a Mandalika.
Marc Marquez critico sul nuovo format
Il più critico è stato Marc Marquez. "Qualunque sia l’obiettivo, di sicuro per noi il weekend sarà più impegnativo. Secondo me l’attuale formula era sufficiente, ma non possiamo farci nulla, se non adattarci, non dipende da noi". I piloti non sono stati interpellati nel modo in cui Marc si sarebbe aspettato. "Hanno deciso i team e l’organizzazione. O accetti o te ne vai". Secondo Acosta, il nuovo format rischia di accorciare le carriere dei piloti. "Sono c’accordo con Pedro, ma d’altronde la mia è già finita...".
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Martin: "Avrebbero potuto chiederci qualcosa, invece..."
Meno critico il commento di Jorge Martin: “Dovremo adattarci, e controllare di più i rischi perché avremo tanti momenti per attaccare. Avrebbero potuto chiederci qualcosa, fino a quando i piloti non saranno uniti tra di loro non cambierà nulla". Un dato positivo però Jorge l’ha già trovato. Scherzando ha aggiunto: "Senza il warm up della domenica potrò dormire un po’ di più...".
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Bez promuove la doppia qualifica
Molto più convinto il parere di Bezzecchi. "Mi piace il nuovo format, è molto impegnativo fisicamente, ma è meglio avere due qualifiche, perché non rischi di compromettere tutto il weekend con un venerdì sbagliato (quando si disputa la Pre-qualifica, ndr) o con una sola qualifica negativa il sabato".
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Diggia: "Alcuni piloti si fermeranno per burnout"
Di Giannantonio ha parlato nel media scrum di queste novità: "Non sono né soddisfatto né insoddisfatto di questo cambiamento. Secondo me, alla fine, cambia poco. Sinceramente speravo si riuscisse a trovare un modo per farci guidare un po' meno al limite, ma al tempo stesso va benisimo così. Oggi è veramente molto impegnativo essere un pilota ad alto livello. Il nostro sport, rispetto ad altri, ha un'altra componente: gli impatti. I nostri infortuni arrivano soprattutto dalle cadute. Devi mischiare continuamente tutto: curare l'immagine, avere sempre la miglior immagine possibile, essere presente a tutti gli eventi col mega sorriso e allo stesso tempo dormire il più possibile, mangiare nella miglior maniera possibile. Secondo me arriveremo a un punto in cui alcuni piloti si fermeranno non tanto per la condizione fisica ma per burnout, e le carriere saranno molto più corte. Come è successo in passato con Stoner".
L'opinione degli altri piloti
Pedro Acosta è stato critico nei confronti di questa novità: "Non importa cosa pensiamo, tanto non possiamo scegliere - ha commentato nel media scrum -. Sapete quanto stress abbia un pilota MotoGP, ci sono già tante sessioni in cui dobbiamo rischiare. Abbiamo 22 GP e 44 gare, non so se sia la cosa migliore fare il venerdì delle qualifiche per la Sprint con 22 piloti in pista e lo stesso nel Q1 del sabato. Capirei un format del genere se corressimo le Sprint solo nella metà del GP. Se guardate i piloti, non ce ne sono molti che non si sono infortunati in stagione e penso che questo peggiorerà. Non sono contento, ma non abbiamo scelta. Continuando così, la carriera dei piloti si accorcerà". Più positivo, invece, Luca Marini: "Penso possa essere interessante, il format si migliora e per noi piloti diventerà più difficile. La proposta è arrivata dai team per migliorare lo spettacolo, penso che possa essere un cambiamento positivo". Stessa linea di pensiero di suo fratello per Alex Marquez: "La nostra opinione non cambierà quello che è stato deciso, nessuno ce l'ha chiesta. O lo accetti, o te ne vai. Quando ci avevano comunicato l'introduzione della Sprint, avevamo spinto perché ci fosse solo nella metà dei GP, ma alla fine è in tutti. Posso dire quello che voglio, ma non cambierà le cose". Ancora incerto, invece, Enea Bastianini: "Non so cosa aspettarmi, sarà tosta. Potrebbe essere un po' troppo questo format per 22 GP, sono tanti. Non so se sono completamente contento, non tanto per le qualifiche ma perché ci saranno sempre più cose da gestire. Il Warm-up a me serviva, l'ho sempre usato molto". Infine da Estoril, dove è impegnato con la Superbike, anche Nicolò Bulega, futuro pilota VR, ha commentato il cambio di format: "Sarà impegnativo, molto stressante, in particolare per un rookie – le parole a GpOne– dovrò andare subito forte e molte piste del calendario non le conosco, di conseguenza non hai tempo di imparare".