Incidente Sophia Floersch, parla il coach: "Ho pensato subito al peggio, all'inizio ho mentito al padre"

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Parla il pilota Facu Regalia, coach della 17enne pilota protagoinista del terribile schianto in F3 a Macao: "C'era gente disperata e quando ho capito che era lei sono impallidito. All'inizio non ho detto al padre tutto quello che avevo visto"

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L'incidente, la paura e un sospiro di sollievo dopo l'operazione. Sono stati giorni difficli per la 17enne pilota Sophia Floersh, protagonista di un terribile crash al GP di Macao (Cina), durante una prova della Coppa del Mondo di F3. Al 4° giro la sua monoposto è schizzata oltre la curva Lisboa a 276 Km/h, sfondando le reti di protezione e impattando contro una torretta occupata dai fotoreporter. È durato 11 ore ed è andato bene il delicato intervento al quale la pilota è stata sottoposta: la buona notizia è che il midollo spinale non sembra essere stato danneggiato, ma c'è una frattura della settima vertebra cervicale. a parlare ora è il suo coach, Facu Regalia, che al quotidiano spagnolo AS ha raccontato quegli attimi terribili. L'argentino, secondo classificato della GP3 nel 2012 dopo Kvyat, ha creato lo scorso marzo il 'Road to Success', un progetto di coaching con Máximo Cortés, Borja García e la Van Amersfoort Racing, ovvero la squadra della Floersch. 

Subito dopo l'incidente

"Abbiamo visto che sulla curva di Lisbona c'era una macchina tra il guardrail e la torretta dei fotografi - ha raccontato -. Quando ci siamo avvicinati alla telecamera abbiamo visto il numero 25 e ci siamo preoccupati molto perché la radio non aveva detto nulla e non ha risposto. Non c'erano replay e non sapevamo cosa fosse successo. Dopo 10 o 15 minuti ho visto che i commissari erano raggruppati insieme, urlando eimpressionati da qualcosa che stavano vedendo sui telefoni cellulari".

"Ho mentito al padre di Sophia"

"Quando l'ho vista sono diventato pallido e ho immaginato il peggio - ha aggiunto -. Ho iniziato a pregare. Poi è arrivato il padre di Sophia e ha cominciato a urlare: "Facu, cosa hai visto? Dimmi cosa hai visto." Gli ho mentito, gli ho detto che non sembrava serio l'incidente. C'erano i meccanici che piangevano ed erano attimi orribili, il peggiore della mia vita nelle gare. Mezz'ora dopo sono arrivati i medici della FIA e hanno detto che erano riusciti a parlarle e che l'avevano portata all'ospedale di Macao. Lì ci siamo un po' calmati. E' passato ancora un po' di tempo poi hanno confermato che non aveva gravi lesioni alla testa o alla spina dorsale e che il problema era alla cervicale e nella colonna vertebrale. Il protocollo della FIA è stato molto buono".

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