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05 dicembre 2018

Superbike. Haslam, l’uomo delle due vite in SBK

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Leon Haslam ai test SBK (foto: WorldSBK.com)

Dopo sette campionati disputati con Ducati, Honda, Suzuki, BMW e Aprilia, Leon Haslam ritorna nel mondiale SBK da vincitore dell’ultimo British Superbike. Nel 2019 sarà in sella alla Kawasaki, dividendo il box con il “campionissimo” Rea già suo compagno di squadra nel 2013-14 in Honda

CALENDARIO 2019

Le corse, un affare di famiglia

Quando Leon Haslam viene chiamato dal team Renegade Ducati per sostituire Sean Emmet, prima della fine del Mondiale Superbike del 2003, ha appena vent’anni. Per lui le corse sono un affare di famiglia, entra quindi presto nel “business” seguendo la scia del padre, la leggenda Ron “The Rocket”.
Haslam senior è stato un grande del road racing degli anni ‘70/80 (oltre all’IoM Tourist Trophy conta ben 6 vittorie a Macau) e per quasi un decennio valido pilota nel Motomondiale, non un top rider, ma sicuramente uno che ci sapeva fare. In molti lo ricordano in sella alla sperimentale Honda ELF 500 con sospensioni mono-braccio, autore di partenze fantastiche, che però non bastarono per regalargli la gioia del successo.

Dal motomondiale al British Superbike

Haslam Junior debutta in 125 GP nel 1998, prima di passare alla 500, quindi alla 250 e successivamente al mondiale delle derivate di serie. La sua prima stagione completa nel WorldSBK risale al 2004 con una Ducati privata, portata all’ottavo posto in classifica generale.
Con il passaggio del team Renegade alla Honda, contestuale alla decisione di schierare un solo pilota, Haslam si vede costretto a ripiegare sul British Superbike. I quattro anni, dal 2005 al 2008, passati a correre sulle piste di casa, mettono in risalto le sue qualità. I risultati non tardano ad arrivare ed i primi podi e le prime vittorie regalano il secondo posto nella classifica finale del BSB del 2006 e del 2008 (4 stagioni sempre nella top-4).

Dentro e fuori il mondiale Superbike

Il rientro di Leon Haslam nel mondiale Superbike è datato 2009. In sella alla Honda del team Stiggy, l’inglese ben figura e chiude il campionato al sesto posto, primo tra i “privati”.
Dal 2010 al 2015 per “Pocket Rocket” è un susseguirsi di moto e team differenti, con i risultati migliori che arrivano in sella alla Suzuki, la quattro cilindri giusta che gli permette di lottare per le vittorie di manche e per il campionato. La stagione 2010 è combattuta fino alla fine, con Haslam e Biaggi, su Aprilia, a suonarsele di santa ragione. E’ il romano alla fine a laurearsi campione del mondo.  
Nei successivi cinque anni Leon corre con BMW, Honda e Aprilia portando a quattro le case per le quali è sceso in pista in carriera, prima di arrivare a quella che sarà la quinta, la Kawasaki.
La sua prima vita nel mondiale Superbike si chiude con 4 vittorie e 39 podi all’attivo.

Dal “purgatorio” BSB, al rientro nel mondiale

Lasciato il WSBK, il rifugio sicuro per Haslam è il British Superbike. Sulle piste di casa, il primo anno è subito secondo (con nove vittorie) con la Kawasaki, chiudendo alle spalle del campione Shane Byrne (Ducati). Il titolo, che per un motivo o per l’altro sembra sempre sfuggirgli, arriva finalmente nel 2018 quando si riaprono anche le porte, quelle importanti (non solo wild card), del mondiale Superbike.
Il team, 4 volte campione del mondo, Kawasaki Provec lo vuole al fianco del “cannibale” Jonathan Rea.

Il resto è storia recente con i test pre-season ad Aragon e Jerez, che hanno visto Haslam protagonista di un ottimo inizio, senza strafare, ma mettendosi nelle posizioni che contano. La conoscenza con la ZX10RR del mondiale SBK è solo all’inizio, ma i presupposti per far bene nella “seconda vita” ci sono tutti. Rea permettendo, ma questo vale per tutti.

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