Formula 1, GP di Spagna, tutto sul circuito di Barcellona

GP SPAGNA

Cristiano Sponton

Temperature elevate e difficile gestione delle gomme: sembra essere questo il leitmotiv del GP di Spagna, che chiude la tripletta consecutiva di appuntamenti con il Mondiale di Formula 1. Ecco tutti i segreti del circuito di Barcellona e le novità tecniche attese da Ferrari e Mercedes. La F1 torna domenica con il GP di Spagna: diretta sul canale 207

Si attende un Gp molto caldo sulla pista di Barcellona. Caldo non solo per il meteo ma anche per quello che è successo a Silverstone dove, Mercedes, ha dimostrato di essere battibile. Il circuito del Montmelò è sicuramente la pista più conosciuta dai piloti e dagli ingegneri visto che è usata per i test invernali ormai da diverse stagioni. Difficilmente si è visto un Gp di Spagna spettacolare perché, la pista catalana, non favorisce i sorpassi ma è un bel banco di prova per valutare la bontà di una vettura visto che, gli ingegneri, la considerano una vera e propria galleria del vento a cielo aperto. Non sollecita troppo motore e cambio, tuttavia, i lunghi curvoni e l’asfalto

abrasivo sottopongono a forti sollecitazioni gli pneumatici

 

Le caratteristiche del tracciato

I tre settori che compongo il circuito hanno caratteristiche completamente diverse uno dall’altro. La linea di partenza dista oltre 700 m dal punto di staccata prima di “entrare “in una chicane di media velocità. Si può ritardare la staccata per entrare nella prima curva e mantenersi all'esterno per ritrovarsi così con una traiettoria più favorevole alla seconda, che si percorre in accelerazione. Sovversivamente i piloti devono affrontare la curva 3, leggermente in salita, piuttosto lunga e con raggio variabile dove è i molto importante stare attenti al sovrasterzo che si può avere in uscita. Un breve rettilineo conduce alla curva 4, la Repsol dove i piloti arrivano a circa 290 km/h e si entra in curva in terza marcia, a 130 km/h. Si prosegue poi in discesa verso la lenta curva 5 (Seat), a sinistra, e la 6, che invece si percorre in piena accelerazione, per poi ritrovarsi in uno dei punti chiave del tracciato. Il rapido cambio di direzione sinistra-destra, aperto dal tornante in salita della Wurth, e la Campsa. La Campsa immette nel rettilineo dove si può usare l'ala mobile, ma il disturbo aerodinamico già in uscita di curva rende difficile effettuare dei sorpassi. Il rettifilo porta alla Caixa, e alla combinazione di curve, la 11 e la 12, una chicane sinistra-destra di media velocità. La parte finale, è formata dalla curva 13, veloce a destra, e una lenta chicane sinistra-destra che porta alla curva New Holland, verso destra, che immette le vetture sul rettifilo di partenza.

 

Pirelli sceglie le gomme più dure

Per la prima volta nella storia del Gp di Barcellona si corre a metà agosto e questo andrà a creare parecchie difficoltà alle squadre e ai piloti. Proprio per questo, Pirelli ha deciso di utilizzare le tre mescole più dure della gamma: C1, C2 e C3 quali P Zero White hard, P Zero Yellow medium e P Zero Red soft. Seppur le condizioni ambientali saranno completamente diverse rispetto all’edizione 2019 corsa a maggio, il fornitore di pneumatici ha deciso di confermare gli stessi compound. Questo rappresenta una grande sfida per le gomme visti i carichi impressionanti a cui sono sottoposte nelle tante curve veloci che compongono il tracciato catalano. Visti i carichi maggiori rispetto al 2019 sono state leggermente alzate le pressioni rispetto alla stagione 2019. Siamo comunque su valori abbastanza normali rispetto a quanto successo a Silverstone 2. Pressioni elevate che hanno creato grossi problemi a Mercedes favorendo le performance di vetture come la Red Bull e la Ferrari.

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Barcellona, dove le (tre) stelle brillano di più

Mario Isola spiega la scelta Pirelli: “Con Barcellona si conclude la seconda tripletta consecutiva di gara, in una stagione finora molto intensa. I piloti scenderanno in pista al Circuit de Catalunya per la terza volta quest’anno, dopo le due sessioni di test prestagione, ma con condizioni meteo molto diverse e monoposto più evolute da allora. Le temperature particolarmente elevate aumenteranno il degrado termico su un tracciato impegnativo per gli pneumatici, quindi sarà particolarmente cruciale la gestione delle gomme e controllarne il surriscaldamento che può influire sulla trazione. Le prove libere saranno cruciali per capire il comportamento degli pneumatici in queste condizioni assai sfidanti. Come confermato dalle ultime due gare a Silverstone, le monoposto attuali sono le più prestazionali mai viste nella storia della Formula 1: se a questo fattore si aggiunge il fatto che a Barcellona non si è mai corso in agosto, dobbiamo aspettarci il Gran Premio di Spagna più impegnativo di sempre per quanto riguarda gli pneumatici”

 

Setup da alto carico e particolare attenzione all’affidabilità

A livello aerodinamico le vetture utilizzeranno degli assetti da alto carico per essere veloci nelle curve da alta e media velocità che caratterizzano il tracciato del Montmelò. Saranno avvantaggiate le vetture con un’ottima efficienza aerodinamica perché potranno utilizzare ali meno cariche per favorire la velocità massima nel lungo rettifilo principale. l circuito catalano non impegna troppo il motore, visto che la farfalla del gas resta completamente aperta solo per il 50% del giro. La temperatura ambientale, in questo fine settimana, sarà particolarmente elevata e questo potrebbe rappresentare un vero problema per l’affidabilità. Molto facile che i team utilizzino, sulle proprie vetture, diverse prese d’aria per cercare di raffreddare le componenti più sensibili al calore con l’utilizzo di carrozzerie con sfoghi posteriori extra large per dissipare una maggior quantità di calore. Per quanto riguarda i consumi non ci dovrebbero essere problemi per i piloti i quali potranno spingere per tutta la durata della corsa.

Ferrari senza grossi aggiornamenti

La SF1000 non dovrebbe montare nuovi componenti ma si continuerà a lavorare seguendo la rotta tracciata in Gran Bretagna. Abbandono dell’assetto rake e utilizzo di assetti più scarichi hanno reso la SF1000 una monoposto leggermente più competitiva rispetto a fine stagione. A Maranello, specialmente nell’area motori, stanno lavorando duramente per cercare di recuperare i cavalli persi. Questo sarà un parametro fondamentale su cui sarà costruito anche lo sviluppo 2020 visto i pochissimi tokens a disposizione per evolvere la vettura. Solo a settembre inizieremo a vedere degli sviluppi significativi e quella sarà l’occasione per farci un’idea di massima anche sulla competitività che si potrà avere nel 2021. Lato Mercedes c’è preoccupazione per quanto successo a Silverstone. Gli ingegneri dovranno studiare attentamente i dati per evitare che a Barcellona possa succedere una cosa analoga. Da una prima analisi sembra che il problema sia stato identificato ed è riconducibile ad un setup meccanico errato che per salvaguardare maggiormente le anteriori è andato a stressare molto quelle posteriori.

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