La IndyCar vola a Detroit: domenica il GP nella città dei motori
GUIDA TV Fonte: Penske Entertainment - Chris OwensNiente pausa per la IndyCar, che dopo la spettacolare Indy500 corre a Detroit l’ottava gara stagionale. Diretta dello storico Gran Premio domenica 31 maggio alle ore 18:40 su Sky Sport F1, in live streaming anche su NOW
La memorabile 500 Miglia di Indianapolis, vinta da Felix Rosenqvist nella volata record contro David Malukas, fa da trampolino per il Gran Premio di Detroit, ottavo round della IndyCar 2026, nonché altra grande classica delle corse americane e non solo. Nella sede della General Motors i 25 piloti della IndyCar si preparano ad affrontare 100 giri nello strettissimo e insidioso circuito cittadino da 1.6 miglia - pari a 2,5 km – situato nel cuore del Renaissance Center, teatro in cui la IndyCar è tornata nel 2024 in luogo di Belle Isle.
Palou sempre leader della classifica
La classifica piloti vede ancora in testa Alex Palou, settimo nella Indy500, a cui sono stati decurtati cinque punti dopo aver fallito l’ispezione tecnica post-gara per un malposizionamento del musetto. Ciò nonostante, lo spagnolo continua a guardare tutti dall’alto verso il basso grazie ai 273 punti accumulati in sette gare, 37 in più di un David Malukas sicuramente amareggiato per aver perso la 500 Miglia quando tutto sembrava apparecchiato per il grandioso risultato. Il #12 del Team Penske è però determinato a rifarsi, spostando l’obiettivo su Palou e sul titolo. Terzo Kyle Kirkwood, il cui ritardo dalla vetta è salito a 49 punti dopo l’opaco 16° posto di Indianapolis.
Felix Rosenqvist galvanizzato dalla magia della Indy500
Rosenqvist, invece, ha festeggiato alla grande insieme a tutta Meyer Shank Racing. L’ultimo giro di Indy è stato strepitoso, un qualcosa di mai visto nella mitica gara; pertanto, lo svedese non può che sbarcare a Detroit spinto da un morale alle stelle. Il successo gli ha permesso di assestarsi al settimo posto a –97 (54 i punti disponibili in un weekend), mettendosi nella scia di Christian Lundgaard, Pato O’Ward e Scott McLaughlin.
Voglia di riscatto, invece, tanto per Scott Dixon, la cui strategia a Indy non ha funzionato, quanto soprattutto per Josef Newgarden e Will Power. A tal proposito, nell’incidente occorso nella ripartenza del 125° giro, Newgarden ha riportato una contusione ad un piede, ricevendo poi il via libera dai medici. Anche Alexander Rossi, infortunatosi a mano e caviglia nelle prove di Indy e in gara con il tutore fino al ritiro per problemi tecnici, ha confermato di sentirsi pronto per gareggiare a Detroit.
Asfalto dissestato, curve strette e un rettilineo infinito
Il disegno è molto più corto del vecchio layout, prevalentemente composto da curva a 90° tra Jefferson Avenue, Bates Street, Atwater Street, St. Antoine, Franklin Street e Rivard. L’unica parte riutilizzata del circuito anni ’80 e ‘90 è St. Antoine, curva 8 e 9, le vecchie curve Ford. La caratteristica più singolare si ritrova nella pit road su doppia corsia. Dalla curva 2 alla 3 rettilineo di 0.7 miglia (1,1 km), il dritto più lungo tra i cittadini in calendario e punto principali per i sorpassi.
La storia del GP di Detroit
Nel 1989 la CART prese il posto della F1 e, fino al 1991, corse nel Renaissance Center. Il debutto a Belle Isle avvenne poi nel 1992 e la corsa si svolge fino al 2001, quando scadde il contratto con la CART. Niente rinnovo per i vari problemi legati a posto e pista, considerati non all’altezza da promotori e spettatori. Solo nel 2007 e 2008 la corsa rientrrò nel calendario in concomitanza con l’ALMS, ma la crisi economica comportò l’eliminazione dal calendario 2009. L’IndyCar ci riprovoò e dal 2012 iniziò l’era del Dual in Detroit, doppia gara a inizio giugno appena dopo l’Indy500. Solo nel 2020 la gara non si è corse causa del Covid. Dopodiché, i dubbi legati alle operazioni logistiche nell’isola di Belle Isle e la volontà di far correre la IndyCar nel centro città hanno riportato la serie nel Renaissance Center in occasione del GP del 2023.
Numeri alla mano, il pilota più vincente è Scott Dixon, forte di quattro successi. Otto i protagonisti ancora in attività a vantare almeno un successo. Oltre al poker di Dixon contiamo le tre vittorie di Will Power, i due di Graham Rahal nella doppia gara del 2017 e le singole affermazioni di josef Newgarden, Marcus Ericsson, Pato O’Ward, Alex Palou e Kyle Kirkwood. Quanto alle squadre, nove trionfi per il Team Penske, seguito a quota sette da Chip Ganassi Racing, mentre cinque sono le firme apposte da Andretti. Il team Rahal ha vinto tre volte, mentre Schmidt-Peterson – acquisita nel 2020 da McLaren – ha vinto due volte. Un trionfo, invece, per Dale Coyne Racing.
Come e dove seguire il GP di Detroit su Sky Sport
Il Gran Premio di Detroit della IndyCar sarà trasmesso in diretta domenica 31 maggio alle ore 18:40 su Sky Sport F1, in live streaming anche su NOW.