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Inter, Chivu: "Certi drammi solo con noi. Bastoni era in stampelle: ci ha messo la faccia"

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L'allenatore nerazzurro è tornato sulla delusione mondiale dei suoi italiani: "Hanno già reagito dopo l'amarezza, i ragazzi hanno valori e qualità oltre alle certezze del gruppo". Sul clima contro l'Inter: "Quando si tratta di noi è gogna mediatica, ma nessuno dice nulla sugli episodi a sfavore". E su Bastoni: "Ha messo la faccia, si è presentato in stampelle per rappresentare il sogno dell'Italia. Il suo futuro? Sarei felice rimanesse con noi"

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Chivu: "Non sono preoccupato, i miei sono uomini di valore"

Termina qui la conferenza stampa di Cristian Chivu

Che consigli ti senti di dare a Bastoni?

"Devo dargli serenità e fiducia come a tutti gli altri. Poi non posso controllare il suo futuro: io so che è contentissimo di stare all'Inter e dare sempre il 100%. Starà a lui decidere quello che è il suo futuro. Ognuno è responsabile delle proprie decisioni, ma finché è qua darà sempre il massimo. Sarei felice rimanesse e sarei felice se io rimarrò. Le incognite nel mondo del calcio sono queste. È vaccinato, saprà prendersi le decisioni giuste e il calcio mondiale continuerà a goderselo"

Come ha trovato Thuram?

"Si parla di lui nelle ultime conferenze... Sono contento abbia segnato in Nazionale, perché è un momento importante per la Francia e c'è bagarre in attacco in quella Nazionale. Marcus è una costante importante per loro e l'ha dimostrato anche contro la Colombia. Deve farsi trovare pronto per quando la squadra avrà bisogno di lui"

Le sembra normale che gli arbitri chiamati fuori da partite del Napoli come Maresca e Guida possano far parte della terna di gare dell'Inter?

"Tengo le mie energie per mettere in campo la migliore formazione possibile. Il resto non mi compete e non mi interessa. Voglio una squadra che sia dominante e che dia il massimo. Poi, se analizziamo altro significa che vediamo i fantasmi. Io mi affido al buon senso: la mia unica preoccupazione è portare questa squadra ad esprimersi al massimo"

Pio Esposito si è preso la responsabilità di calciare quel rigore...

"Mi interessava sapere se avesse chiesto lui di calciarlo: mi ha risposto di sì. E a me basta questo: chi si prende quella responsabilità a quell'età, è sufficiente"

Qualcuno pensa che la colpa del fallimento mondiale sia dell'Inter...

"Questo me lo dovete spiegare voi. Io vedo e sento cose che non sono i valori dello sport che io ho. Penso all'episodio post Juve e alla gogna mediatica che non ho più visto: finché si tratta dell'Inter allora è gogna mediatica, ma quando si tratta di episodi a sfavore nessuno dice più nulla. Siete voi che mi dovete rispondere. Noi accettiamo tutti i pensieri esterni, consapevoli del fatto che chi è prima in classifica in Italia è la squadra più odiata. Noi cerchiamo di mantenere un livello alto anche per chi va in Nazionale. La colpa non è sicuramente dei giocatori dell'Inter, abbiamo 5 o 6 convocati con l'Italia. Anzi, per noi è un orgoglio averne così tanti perché cercano di regalare qualcosa di importante. Si cerca di dare sempre il meglio"

Come sta Bastoni?

"Quello che conta nel mondo del calcio è il rispetto dei compagni. Sono convinto che sia dispiaciuto per quanto accaduto, ma contento che ha ricevuto il sostegno dei compagni. La faccia l'ha messa, si è presentato in stampelle e con quello che aveva per rappresentare un Paese e il sogno degli italiani. E nonostante le sue condizioni fisiche ha dato la sua disponibilità. Questo per me vale tanto. E poi conta quello che ricevi dai compagni: loro sanno che la faccia l'hai messa e hai dato la disponibilità"

Cosa ti senti di dire in questo momento alla squadra?

"Ho parlato di valori e qualità umane. Il gruppo ha imparato dagli errori del passato: ciò che conta è quello che siamo oggi. Nonostante le difficoltà abbiamo rialzato la testa mettendoci sempre la faccia. Accettiamo le critiche, penso in questo momento a Bastoni. Di riconoscenza ce n'è poca nel mondo del calcio. I ragazzi hanno imparato dagli errori del passato e saranno pronti per il finale di stagione"

Cosa è cambiato rispetto alla partita d'andata? E che Roma si aspetta?

"Conosciamo la loro forza e quella dell'allenatore. Sappiamo che è una partita importante, dobbiamo essere pronti a ritrovare un po' di condizione e accettare ciò che la Roma propone in campo. Servono personalità e ambizione in una gara complicata"

Cosa cambia col rientro di Lautaro? Quale carica porta?

"Per me i risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato. Io parlo di 18 gare vinte, credo sia un ritmo buono. Certi drammi per un pareggio si fanno solo con l'Inter e non con altre... Ovvio che volevamo di più, ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato. Siamo primi in classifica, ovvio che a livello individuale ognuno è indispensabile. È importante avere tutti a disposizione e pronti non solo fisicamente"

È preoccupato dalla delusione mondiale degli italiani dell'Inter?

"Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano. Me l'hanno mostrato quest'anno ma anche negli scorsi. Dopo aver assaggiato l'amarezza hanno reagito: sanno che far parte di un gruppo è possibile cascare e non raggiungere l'obiettivo. Ma ciò che conta è la reazione e quello che riescono a mettere in mostra per i compagni e i tifosi. Lo sanno che le delusioni fanno parte del gioco. Non sono preoccupato: me l'hanno fatto vedere in questi mesi insieme, hanno valori e qualità oltre alle certezze del gruppo"

Quale messaggio ha trasmesso al gruppo?

"La partita arriva dopo la sosta, chi è rimasto si è allenato bene. E chi è andato in Nazionale ha staccato un po': purtroppo qualcuno di loro non è riuscito a raggiungere l'obiettivo. Ma tornati sono consapevoli che ci aspetta un finale competitivo"

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