Aumentare la dipendenza dalla parte elettrica significa introdurre importanti rischi, come l’impossibilità di alimentare in maniera continuativa il motore elettrico. Proprio per questo, è nata l'aerodinamica attiva. In che cosa consiste? Parliamo di un sistema con due modalità:
- La Z-mode: che è la modalità standard, ovvero la parte aerodinamica a massima downforce (in frenata e in curva).
- La X-mode: che potremmo definirla come la modalità a bassa resistenza in rettilineo, in cui una volta attivata i flap dell'ala posteriore e dell'ala anteriore si muoveranno. Il motivo del perché far muovere sia la parte anteriore che quella posteriore è legato alla volontà di avere delle macchine più bilanciate.
Un pilota, dunque, avrà la possibilità di scegliere di passare da una modalità da alto carico a una a basso carico, ovviamente seguendo le indicazioni della Fia,che indicherà in quali zone della pista si potrà passare alla X-mode. L'aerodinamica attiva non serve solo per i sorpassi o per l'aria sporca, ma è fondamentale per l'efficienza del motore: senza l'X-mode, la parte elettrica della Power Unit esaurirebbe l'energia troppo velocemente. L'introduzione di parti mobili nell'ala anteriore non rallenterà i cambi muso ai box. La FIA ha confermato l'uso di connettori idraulici a sgancio rapido (dry break). Anzi, con nuove ali più piccole e leggere, i pit stop potrebbero diventare addirittura più veloci una volta che i meccanici ci avranno preso la mano.