Coronavirus, Agostini: "Terrificante, solo con il sacrificio di tutti ne usciremo"

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Vera Spadini

Vera Spadini

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Il pluricampione del mondo vive a Bergamo, nella zona più colpita dal coronavirus: "Mi viene il nodo alla gola quando di notte sento le sirene che passano, la situazione è terrificante"

CORONAVIRUS, GLI AGGIORNAMENTI DEL 24 MARZO

È il pilota più vincente della storia, con i suoi 15 titoli mondiali. Di sfide ne ha affrontate parecchie, giocando sul filo del fuorigioco tra rischio e pericolo. Ma la battaglia che tutta l'Italia sta affrontando in questi giorni è qualcosa di inimmaginabile, che spaventa e atterrisce chiunque. Una guerra contro un nemico invisibile, che si è accanito nella zona di Brescia e Bergamo, dove Giacomo Agostini vive.

 

Abiti in una delle zone più colpite d’Italia. Com'è la situazione vissuta da vicino? 

"Terribile. Io ero via, ma ho deciso di tornare a Bergamo e chiudermi in casa, stare agli 'arresti domiciliari' qui perché ci sono tutte le mie cose, c'è la casa dove ho vissuto tanti anni, quindi non volevo stare lontano. Ma la situazione è molto critica: mi viene il nodo alla gola quando di notte sento le sirene che passano. È una condizione molto triste, soprattutto a Bergamo che è l'epicentro".

 

Vediamo immagini strazianti venire da lì…

"Sì, terrificanti, come i camion dell'esercito che portano via le bare. Penso anche ai famigliari che si vedono portare via un loro caro verso qualche destinazione… È un momento veramente difficile, non avremmo mai pensato nel 2020 di vivere una situazione simile".

 

Hai paura?

"Certo, un po' la paura c'è, vista la sofferenza che provano i malati, il modo in cui si muore… Però ho anche fiducia, perché mi sono chiuso in casa, rispetto le regole, e tutti dovrebbero rispettarle. È un grosso sacrificio ma se lo facciamo tutti insieme ne veniamo fuori, altrimenti continueremo a trascinare il problema per molti mesi. Penso che sia giusta un'ulteriore stretta sulle chiusure per un periodo. È una grande perdita, ma la vita è più importante dei soldi. Se ci sono aziende ancora aperte la gente continua ad andare in giro, invece dovrebbero rimanere aperte solo quelle strettamente essenziali per vivere, come farmacie e supermercati, negozi alimentari. Il resto è superfluo. Bisogna stare fermi. È uno sforzo enorme, ma dobbiamo renderci conto che è un momento veramente drammatico".

 

Come passi le tue giornate? 

"Io mi sono chiuso in casa, fortunatamente ho la mia sala trofei, ho migliaia di fotografie da sistemare. Le sto riordinando tutte da quando ho iniziato. Le sto classificando per cartelle: i viaggi, gli amici, e mia moglie mi ha permesso di fare anche una cartella di amiche (ride)".

 

Sarà stracolma!

(ride) "Sì, ma in generale è piacevole ricordarsi di alcuni luoghi, alcuni persone, che erano lontani nella memoria. Ho fatto anche una cartella di ‘personaggi’, che raccoglie ad esempio Presidenti che mi hanno scritto, onorificenze che ho ricevuto…E poi ho qui anche una decina di moto: le pulisco, carico la batteria, le accendo… Le curo, insomma. Ho messo a posto il giardino, ho sistemato il sentiero di ciottolato… Ho un po’ di cose da fare. Certo non è come uscire, ma le occupazioni non mancano.

 

Dal punto di vista del pilota, come vedi questo stop del motomondiale improvviso e impensabile? Anche il fatto di non sapere quando partirà…

"Per me che amo questo sport è un colpo al cuore. L'emozione che ancora oggi mi danno le gare, anche solo guardarle… L'attesa della domenica per vedere chi vince, chi è il più bravo… Tutto questo mi manca molto, ma dobbiamo renderci conto che è stata una disgrazia inconcepibile: io non avrei mai pensato che, dato il livello della medicina e della tecnologia, un virus potesse metterci in ginocchio. Ce la faremo a sconfiggerlo, ma per ora vediamo solo morti, ogni giorno c'è solo un grande dispiacere. Ne usciremo, ma sarà ancora lunga, perché quando passerà non potremo subito tornare alle vecchie abitudini. Anche per i Gran Premi, gli eventi sportivi: non si può pensare di riunire decine di migliaia di persone, perché tutto il mondo è in crisi, non solo l'Italia. Questo è il grande problema: anche quando i contagi inizieranno a calare comunque ci sarà ancora gente malata, quindi dovremo aspettare non solo che la trasmissione si fermi, ma che tutti siano guariti".

 

Come vedi la posizione dei piloti in attesa?

"Giustamente sono tutti chiusi in casa. I più fortunati hanno la loro palestra privata, gli altri si terranno comunque allenati. Anche se, onestamente, va bene la parte atletica, ma l'allenamento vero è quello con la moto…"

 

Quindi, quando ripartirà, il Mondiale sarà condizionato da questo? 

"Si ripartirà allo stesso livello, nel senso che saranno tutti un po' meno allenati: anziché girare in 1’30 si girerà in 1’31, va bene, ma il migliore vincerà sempre. Poi sono tutti giovani, questo fa la differenza".

 

E cosa pensi della necessaria compressione delle gare, che saranno tutte molto ravvicinate?

"Da questo punto di vista il problema più grande è non farsi male, perché con i GP attaccati un piccolo infortunio può farti perdere molte gare. Poi bisogna anche capire quanto potranno effettivamente essere ravvicinate, perché ci sono le moto da mettere a posto, non è facile".

 

E fisicamente per il pilota? 

"È faticoso, ma una gara alla settimana si può fare".

 

Noi a Sky diciamo che si può vincere questa battaglia ‘comportandosi da campione’. Tu che sei il Campione per eccellenza, cosa vuoi dire alle persone? 

"Voglio dire che dobbiamo stare tutti uniti, rispettare le regole, perché sono importanti. Come hanno fatto in Cina, dove hanno chiuso tutto, c'era il coprifuoco, tutti si comportavano secondo le indicazioni. Qui vedo ancora gente cha va in giro, va a correre, persino gente che va in spiaggia. Se andiamo avanti così prolunghiamo l'agonia: lo sport riprenderà ancora più avanti, le aziende si riprenderanno chissà tra quanti mesi. È un sacrificio per tutti ma dobbiamo renderci conto di quello che sta succedendo".

 

Infatti sono state necessarie ulteriori limitazioni per le attività all’aperto: cosa ha pensato chi, come te, vive nella situazione devastante di cui abbiamo parlato, guardando la gente al parco e in spiaggia? 

"Che sono stupidi. Non conta dire 'tanto sono solo': certo, sei solo perché c'è qualcuno che, al contrario di te, rispetta le regole! Non lo trovo corretto. Ognuno di noi deve fare il suo personale sacrificio. Solo restando uniti, tutti, riusciremo a vincere questa guerra".

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