Il caso Tony Arbolino: negativo al coronavirus, ma in quarantena ad Aragon. Salterà il GP

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Sul volo di ritorno da Le Mans, accanto a Tony Arbolino c'era una persona risultata positiva al coronavirus. Il pilota della Moto3 (negativo ai test per il Covid-19) ha ricevuto una comunicazione dalle autorità sanitarie italiane e spagnole: dovrà restare in isolamento per 10 giorni, è costretto quindi a saltare il primo dei due GP di Aragon. "Non abbiamo potuto fare nulla, mi dispiace molto, ma tornerò più forte di prima", ha detto in un video messaggio a Sky

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Tony Arbolino, pilota del team Snipers di Moto3, salterà la gara del Motomondiale di Aragon. Al pilota italiano è stata imposta la quarantena di dieci giorni dalle autorità sanitarie spagnole e italiane dopo aver saputo che sul volo di ritorno da Le Mans (da Parigi a Milano), seduta accanto a lui c'era una persona risultata positiva al Covid-19. Nonostante il doppio tampone negativo, per Arbolino niente fine settimana di gara in Spagna a scopo precauzionale. Il pilota, che ha comunicato di sua spontanea volontà alla Dorna di questa notifica, aveva avuto in precedenza il via libera dagli organizzatori, essendo risultato negativo a tutti i test a cui era stato sottoposto. Arbolino ha dovuto affittare una casa ad Aragon, dove trascorrerà la quarantena. 

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Tony Arbolino ha inviato un messaggio al nostro Sandro Donato Grosso per spiegare a tutti i tifosi l'accaduto: "Ciao a tutti, cari amici di Sky. Come sapete non correrò questa prima di Aragon, purtroppo. C'è stato un positivo nell'aereo tornando da Le Mans. Il giorno dopo ho fatto il test, non sapendolo, e sono risultato negativo. Sono arrivato qua ad Aragon, era tutto pronto ma è arrivata una mail. Non abbiamo potuto fare nulla, ho fatto tre test Covid-19 differenti e sono sempre risultato negativo. Non so cosa dire, dovrò stare in quarantena fino a mercoledì. Mi spiace molto, sono molto carico e tornerò più forte di prima. Ci vediamo, spero, alla seconda di Aragon". 

Cecchini: "Amareggiati, ma rispettiamo le regole"

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Questo il commento di Mirko Cecchini, proprietario del Team Snipers: “Siamo veramente amareggiati per ciò che è accaduto - ha spiegato sul sito ufficiale della squadra -. La cosa più importante è che Tony stia bene e non sia positivo. Ci dispiace tantissimo, per tutti gli sponsor e coloro che ci sostengono, ma la situazione di questo periodo difficile che stiamo vivendo è più grande di noi e purtroppo nessuno può farci niente. Per il resto non possiamo che rispettare le leggi, vogliamo e dobbiamo attenerci alle regole per il bene comune al di là degli interessi e delle ambizioni personali”.

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"Il protocollo è molto restrittivo per quanto riguarda Tony - ha spiegato il dottor Giancarlo De Filippo, medico della Federazione Internazionale Motociclismo, ai microfoni di Sky Sport -. Le autorità italiane e spagnole gli hanno notificato la positività di una persona che viaggiava con lui in aereo al ritorno da Le Mans. Viene considerato come un contatto stretto, per cui dovrà andare in isolamento per 10 giorni, nonostante tutti i test da lui effettuati siano negativi". Arbolino ha avuto il 'semaforo verde' dall'app Dorna, che gli avrebbe consentito di essere nel paddock, ma i protocolli vengono superati dalle leggi vigenti del paese ospitante: "Ci dobbiamo rimettere ai regolamenti dei vari paesi e qui si prevede un isolamento stretto di 10 giorni. La norma è restrittiva perché calcoliamo una eventuale positività dopo 7-8 giorni, sicuramente salterà la prima gara di Aragon". 

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"Ieri sera mi è stato comunicato da parte del Ministero della Salute che sul mio volo di ritorno da Le Mans è stato identificato un caso confermato di COVID-19 - ha scritto Arbolino in un post su Instagram -. Purtroppo la persona positiva in oggetto era seduta due file dietro alla mia e questo mi obbliga ad effettuare un periodo di quarantena, anche se ho effettuato 3 tamponi che confermano la mia negatività e anche se non sono stato a stretto contatto con questa persona a me ignota. Sono molto triste, arrabbiato e deluso per il fatto che dovrò saltare questa gara ad Aragon. Anche perché in tutti questi mesi ho sempre rispettato scrupolosamente tutte le misure ristrettive per tutelare la mia salute e quella altrui. Ad ogni modo, non posso e non ho potuto fare nulla per cambiare questa situazione e non mi resta che seguire le indicazioni del Ministero della Salute Italiana che ha a cuore, come tutti noi, la tutela della nostra Salute. Ci sono cose che non possiamo controllare, però possiamo sicuramente controllare come noi reagiamo alle cose: adesso farò questa quarantena per caricarmi al massimo e tornare ancora più determinato e con più fame di prima. L’obiettivo rimane chiaro. A settimana prossima". 

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