MotoGP, Dovizioso e Morbidelli: destini incrociati

MotoGp
Sandro Donato Grosso

Sandro Donato Grosso

Nelle prove libere di Misano ci sono stati due importanti ritorni: quelli di Dovizioso e Morbidelli. Analizziamo com'è andata, anche in base alle impressioni dei piloti, che hanno chiuso rispettivamente al 24° e al 16° posto nella combinata. Il GP di San Marino è live su Sky: la gara di MotoGP domenica alle 14 su Sky Sport MotoGP e Sky Sport Uno

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Il venerdì di Misano ci ha fatto assaporare il doppio gusto dei ritorni di Dovizioso e Morbidelli. Destini incrociati, perché Andrea si è ritrovato la moto che era sino a 92 giorni fa era di Franco così come il suo staff tecnico, coordinato da Ramon Forcada. La storia ci insegna che le prime sensazioni sono importantissime. Per questa ragione diamo peso al fatto che Dovizioso abbia percepito la M1 larga e lunga nella posizione di guida, efficace in ingresso e centro curva cosi come nei cambi di direzione. La parte meno entusiasmante è sembrata essere l'uscita di curva, dove gli pare che la Yamaha generi poco grip.

Petronas

Dovizioso: "Posizione sulla moto da migliorare"

La dolcezza nell'erogazione di potenza invece è una caratteristica naturale naturale che anche Andrea ha potuto riscontrare. Ci sarà molto da lavorare a partire dall'ergonomia, prima di arrivare agli affinamenti elettronici. Per Dovizioso, che il prossimo anno avrà una M1 aggiornata, entrare in corsa può avere il valore di un percorso fruttifero in vista per campionato 2022.

Morbidelli, la gamba è andata meglio del previsto

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Morbidelli: "Che bello! La M1 sembra un'astronave"

Morbidelli ha iniziato bene la sua esperienza nel Team Ufficiale. Con la gamba è andata meglio di come si aspettava, pur non essendo oggettivamente al 100%. Franco avrà bisogno di ritrovare fluidità ed automatismi anche per potersi muovere come lui sa fare danzando con la moto. Una sorta di samba brasiliana, che oggi non ha il giusto swing. Dopo due mesi e mezzo di inattività gli è sembrato di salire su un'astronave e per questa ragione ad oggi non riesce a fare un paragone concreto tra la M1 che ha lasciato e quella ufficiale con la quale può tornare ad essere,  già tra qualche gran premio, tra i pretendenti al podio.

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