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E' morto Nicky Hayden, in coma da 5 giorni dopo l'incidente in bici

Motori
E' morto a 35 anni Nicky Hayden: il pilota statunitense è stato travolto in bici da un'auto (Foto Getty)

Un incidente mentre era in bici nel Riminese il 17 maggio e un impatto terribile con un'auto: il 35enne pilota statunitense non ce l'ha fatta. Campione MotoGP nel 2006, in questa stagione correva nella Superbike. Era rimasto in Italia dopo la gara di Imola. Ripercorriamo la storia e la carriera di un ragazzo amato e rispettato da tifosi e colleghi

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Lo sport deve dire addio a Nicky Hayden: il pilota statunitense, dal 17 maggio in rianimazione, si è spento a Cesena all'età di 35 anni. Un incidente in biciletta, come accaduto qualche settimana fa a Michele Scarponi, se l'è portato via dopo un impatto terribile con un'auto nel Riminese. Un ciclista e un pilota di moto accomunati da un feroce destino che lascia sgomento il mondo del sport, non solo quello dei motori dove Nicholas Patrick (questo il suo nome per esteso) ha lasciato il segno. Lo ha fatto soprattuto nella MotoGP, dove aveva vinto il titolo nel 2006, e ora ci stava riprovando nella Superbike (terza stagione della sua carriera, seconda consecutiva).

L'INCIDENTE

Attorno alle 14 di mercoledì 17 maggio, il pilota ha impattato con una Peugeot - guidata da un 30enne residente a Morciano di Romagna e rimasto illeso - per poi essere scaraventato sul cofano dell'auto, sfondandone il parabrezza. Le condizioni sono apparse gravi sin dal ricovero in prognosi riservata all'ospedale "Infermi" di Rimini. Hayden, stava pedalando, da solo e non in gruppo come si pensava inialamente, e dopo l'impatto la sua bici è finita in un fosso a lato della strada. Stabilizzato all'ospedale di Rimini è stato poi trasportato con l'elisoccorso al "Bufalini" di Cesena, trauma center di riferimento dell'area vasta dell'Ausl Romagna. Le lesioni accertate hanno subito evidenziato un trauma addominale con fratture multiple al bacino una delle quali esposta e un grave trauma cranico che ha generato una vasta emorragia cerebrale (8 millimetri) non operabile. Era in stato di incoscienza dal momento dei primi soccorsi. Quanto all'impatto con la Peugeot 206 in via Tavoleto, non si sarebbe trattato né di un tamponamento né di uno scontro frontale, ma di un impatto perpendicolare tra la bicicletta e l'auto. Hayden contrariamente a quanto emerso nelle prime ore non era in gruppo ma stava pedalando da solo. Il grave politrauma con conseguente gravissimo danno cerebrale hanno reso impossibile l'intervento chirurgico.

L'INDAGINE

Lesioni stradali. È questo il reato per cui è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica il 30enne morcianese. Lo riporta il Corriere di Romagna che stamattina ha anche pubblicato la notizia di un video, di buona qualità, che mostra l'incidente fra Hayden e la Peugeot 206 avvenuto lungo la strada Riccione-Tavoleto. Questo video, acquisito dalla Polizia Municipale di Riccione, confermerebbe - secondo le indiscrezioni di un'altra testata locale, Rimini today - la ricostruzione delle autorità secondo cui sarebbe stato proprio Hayden a non rispettare uno stop, tagliando la strada all'automobile. Gli inquirenti stanno valutando se la Peugeot che ha investito Hayden rispettasse o meno i limiti di velocità. Il pubblico ministero Paolo Gengarelli, titolare del fascicolo, nominerà un proprio perito per chiarire la dinamica dell'incidente dopo i rilievi eseguiti dall’Infortunistica del Corpo intercomunale della polizia municipale. E' probabile che la stessa cosa facciano il legale della famiglia Hayden e quello dell'automobilista. E' poi stato trovato e sequestrato anche un ipod acceso: probabile che mentre stava pedalando, il campione americano stesse ascoltando musica. Inoltre si dovrà capire, con un sopralluogo fatto nella stessa ora dell'incidente, se il sole possa avere disturbato e limitato la visibilità di Hayden o dell'automobilista.

PERCHE' ERA IN ITALIA?

Staunitese di Owensboro, nel Kentucky, Hayden si trovava in Italia dopo aver corso a Imola il 14 maggio per il Mondiale Superbike. Qui aveva chiuso gara-1 con un ritiro e gara-2 al 12esimo posto. Lo scorso anno, inoltre, aveva terminato la stagione 5° in classifica generale. 

IL TRIONFO NELLA MOTOGP

Dal 6 novembre 2015 Kentucky Kid, questo il suo soprannome, era nella Hall of Fame del Motomondiale per aver vinto il Mondiale 2006 con la Honda (davanti a Valentino Rossi), e dal 2009 al 2013 è stato pilota ufficiale della Ducati, sempre in MotoGP.

LA FAMIGLIA

Nato il 30 luglio 1981terzo di 5 figli (tre maschi e due femmine) anche i due fratelli di Nicky - Roger Lee e Tommy -, sono piloti professionisti. Anche mamma Rose e papà Earl sanno bene cosa sono le piste. Quest'ultimo è proprietario a Owensboro di un negozio di auto usate, il "Second Chance" (denominazione piuttosto diffusa negli States). Non solo, in un libro intitolato "The First Family of Racing", Eral ha raccontato la passione tutta "casalinga" per le moto. Tommy e Rose erano arrivati giovedì a Cesena, la fidanzata Jackie è stata accanto a lui dal primo ricovero a Rimini.

La famiglia e alcuni momenti della sua infanzia in un casco indossato nel 2006

LA CARRIERA

Nella MotoGP ha esordito nel 2003 con la RC211V del team Repsol Honda, nella classe regina, come detto, ha vinto 1 Mondiale su 218 gare disputate; 3 le vittorie con 28 podi e 7 pole (1.698 punti). Nel 2002, invece, il suo primo anno nella SBK, dove era arrivato con wildcard per guidare una una Honda RC51. Ha disputato 38 gare, vinta e podi (304 punti).

Hayden in Ducati con Valentino Rossi

IL PERSONAGGIO

Atipico rispetto a tanti suoi colleghi. Carattere solare, amatissimo da tifosi, ragazze e colleghi, ma rispetto a questi meno mediatico. Per scelta verrebbe da dire. Chi lo ha conosciuto, poi, lo descrive come un ragazzo molto determinato e dedito al lavoro. E quel suo sguardo, solo apparentemente rude, in realtà spiega quanta concentrazione ci sia stata in tutto ciò che ha realizzato nel Motorsport. Amante della musica, nel suo tempo libero giocava a basket, ma praticava anche motocross e ping pong, senza disdegnare di tanto in tanto un giro a cavallo. Una passione per lo sport e per i motori trasferitagli dal papà e da tutto l'entourage familiare. Hayden gareggiava con il numero 69, lo stesso usato dal padre quando correva, 'tradito' per l'1, da iridato, nella stagione 2007 di MotoGP. Inutile dire che lascia un vuoto notevole. Non aggiungiamo altro, non serve. Ciao, Kentucky Kid!