Moto3, Paolo Simoncelli': "Marco, un'altra coincidenza. Ci segue sempre da lassù"

MOTOGP

Nell'11esimo anniversario della vittoria del titolo in 250 del 'Sic', i due piloti del team di papà Paolo, Antonelli e Suzuki, conquistano la prima fila a Motegi: "E' un'altra coincidenza, Marco continua a guardarci da lassù. Abbiamo iniziato per lui e ora siamo diventati forti"

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Il ricordo di Marco Simoncelli rimane indelebile nella memoria di tutti gli appassionati di motociclismo. E anzi, si rafforza, grazie ad alcune coincidenze. Come quella accaduta sul circuito di Motegi. Nel giorno dell'11esimo anniversario della conquista del titolo in 250 del 'Sic', i due piloti del team di Paolo Simoncelli, padre di Marco, conquistano entrambi la prima fila. Pole position per Nicolò Antonelli, terzo tempo per Tatsuki Suzuki

"Un'altra coincidenza"

 

"Un’altra coincidenza di quelle strane - ha detto Paolo Simoncelli a Sky Sport MotGP -  Oggi abbiamo fatto un lavoro straordinario. Marco continua a seguirci da lassù, è una cosa che ci fa piacere". E proprio nel ricordo del pilota, tragicamente scomparso il 23 ottobre 2011 a Sepang, Paolo Simoncelli ha iniziato l'avventura nel Motomondiale: "Sicuramente abbiamo iniziato per Marco, ora siamo qui perché siamo diventati una squadra forte, Ci ho messo tanto impegno, insieme ad un po’ di fortuna nel conoscere due persone fondamentali con l’aiuto di Fausto (Gresini, ndr). Fabio Balducci e Marco Grana, i due pilastri del nostro team. Poi abbiamo una squadra di meccanici giovani, che sono fantastici. Era arrivato Arbolino, che doveva essere la nostra punta di diamante, e ci ha tradito". Parole particolarmente sentite sono quelle con cui Paolo Simoncelli si è espresso sui suoi piloti del team Sic58 Squadra Corse: "Quando è arrivato Suzuki, direi che per me è stata la medicina giusta. Quando corre mi emoziono. Poi è arrivato anche Antonelli, un ragazzo che più conosci e più gli vuoi bene".

Grana: "Sic58 è una storia vincente"

Paolo SimoncellIi esalta anche il lavoro dei suoi collaboratori, uno in particolare. "Quando io e Marco Grana ci siamo conosciuti, lui mi ha detto: "Tu pensa ai soldi, che al resto ci penso io". E ora facciamo davvero così, io mi impegno a cercare budget, e anche nel CEV, in cui abbiamo 5 piloti. Trattare i ragazzini, bambini, è il mio vero lavoro, mi riesce benissimo, forse perché sono diventato papà".  E anche dalle parole di Grana emerge l'atmosfera positiva all'interno del box: "Per me è un bel regalo di compleanno. In questa categoria sono partito forte, diventando vice-campione del mondo con Bastianini. Poi quando ho incontrato Paolo subito ho notato in lui la voglia di vincere, ed è una cosa fondamentale oltre al budget e a tutto il complesso. I risultati arrivano quando si lavora bene nel complesso, ovvero quando i meccanici non fanno errori nel montaggio della moto, quando i telemetristi anaizzano al meglio i dati. Io cerco di dare qualcosa di positivo, nel set up e nel complesso". Grana non nasconde anche una certa ambizione: "Sono contento di portare la Sic58 dove merita, perché è una storia vincente. Per questo si merita di fare le cose in grande. Ce la sto mettendo tutta, e spero che non finisca qua".

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