MotoGP, GP Germania, le pagelle: Marquez cannibale più dolce e maturo

GP Germania
Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

Il Marquez che festeggia l'11^ vittoria di fila al Sachsenring è apparso un cannibale meno ringhioso ma forse addirittura più forte, più completo di prima. Alle sue spalle al traguardo Oliveira, che fa volare la KTM: merita un 9 pieno. 8 a Quartararo, male le altre Yamaha. Ducati, gara in difesa: voto 7 a Bagnaia

LA GARA - LE LACRIME DI MARQUEZ - L'INTERVISTA - LE 11 VITTORIE

Che dire? Un Gran Premio bellissimo, divertente, regolare con sorprese e conferme positive e negative, una gara, il sessantesimo GP nella località tedesca (prima era un tracciato stradale) che ha detto molto in tutte le categorie, cominciando a suggerire, a instillare nella mente i favoriti da battere per tenere aperta, incerta la lotta per i titoli. Quartararo ha ragionato ed è finito davanti alle Ducati senza farsi prendere dal fascino ingannevole di una vittoria impossibile e consolidando la sua leadership. Gardner jr ha vinto mentre Raul Fernandez è caduto, perciò 25-0 per l’australiano alla terza vittoria consecutiva. In Moto3, dopo qualche ramanzina dura le cose sono andate meglio ed è tornato a vincere Pedrito Acosta, il futuro, l’erede, il fenomeno esploso come un capodanno a Rio proprio quest’anno. Bene, insomma, ma c’è dell’altro che alla fine mette in secondo piano, anche un po’ sfuocato, tutto il resto: il ritorno alla vittoria di Marc Marquez.

Il Re di Sassonia

I numeri

Marquez bomber col n.11

Marc Marquez ha conquistato l’anello da Re del Sachsen con la sua undicesima vittoria consecutiva su quella pista strana, stretta, sinistrorsa, ma così fascinosa e dal sapore d’antico, di classico, dal profumo di grigliate, dai colori delle tende sparse nel verde. Quanto riuscito al fenomeno MM93 è semplicemente bellissimo, incredibile eppure vero, solido. Marc è tornato a vincere dopo 11 mesi e 1 giorno dall’infortunio di Jerez 2020, a più di un anno e mezzo dall’ultimo successo (Valencia 2019), ma soprattutto dopo un periodo difficilissimo, pieno di scelte affrettate (il ritorno in moto a 4 giorni dall’operazione), di dolore (altre due operazioni, l’infezione all’omero ferito), attesa, dubbi, paure, determinazione, crescita. Il Marquez di questa domenica è un uomo più maturo, il pilota "non ancora quello vecchio", ma sufficientemente tosto, e in forma per approfittare della prima vera occasione che gli si è presentata. Il fatto di girare molto più a sinistra che a destra del tracciato tedesco gli ha messo meno in crisi la parte ancora non perfetta del suo corpo. Dire che il circuito lo abbia favorito è un’ingiustizia nei suoi confronti: semplicemente non lo ha penalizzato, ma il Sachsenring è lo stesso per tutti, perciò onore al merito, alla caparbietà, all’intelligenza, alla forza di questo cannibale apparso meno ringhioso, ma forse addirittura più forte, più completo di prima. Ora sa molto più profondamente cosa siano sofferenza, sacrificio, dolore, incertezza, pazienza, amicizia, solidarietà e aiuto, come quello che gli ha dato Mick Doohan, 5 volte consecutive campione della 500, ripresosi ai suoi tempi dopo un incidente gravissimo con abnegazione, sacrificio, volontà e aiuto (soprattutto nel suo caso del Dr. Costa). Questo Marquez che sta crescendo così tanto come uomo (avreste mai creduto di poterlo veder piangere dopo una vittoria?) secondo me diventerà più forte ancora anche come pilota. Di giornate così, se riuscirà a controllarsi dove dovrà farlo, ne vivrà ancora molte. È proprio vero: SachsenKing, corona d’oro senza voto che sarebbe 11.

Portogallo alla riscossa

Aveva appena perso 4-2 con la Germania, la sua nazionale di calcio e lui proprio in terra tedesca ha conquistato il suo terzo podio consecutivo con una KTM che nelle sue mani (a volte anche in quelle di Brad Binder come qui: 4°) semplicemente vola. L'essere riuscito a mettere dietro tutti quelli che partecipavano alla gara normale (Marquez qui non conta) e sono in lotta per il titolo lo fa salire fino al confine di quelli che potranno giocarselo. Un grande merito suo, della Casa austriaca e dei consigli di Dani Pedrosa. Ora sembra essere in lotta per diventare la prima forza del campionato. Peccato per Lecuona e Petrucci uno dietro e l’altro ancora per terra. Olio di Oliveira, 9.

L’intelligenza del talento

La classifica

Quartararo resta leader, dietro di lui tre Ducati

Fabio Quartararo (8) fa terzo dopo essere rimasto un po’ imbrigliato all’inizio, ma mette dietro tutti i suoi inseguitori più vicini, ossia le Ducati. Quello che serviva, il massimo possibile senza troppi rischi. Malissimo invece le altre Yamaha, la meno peggio delle quali è Rossi 14° a 22” dal primo (4) mentre Morbidelli è penultimo (NG) con il morale sotto i tacchi visto la scarsissima competitività della sua M1 2019. Ultimo invece Maverick Vinales (2), che con la stessa moto di Quartararo fa queste figure. Non si sa cos’abbia: nella vita è felice, è appena diventato papà, ma nelle corse è al terzo capotecnico cambiato con risultati sempre peggiori e non riesce a trovare una strada, una base, ma ultimo è davvero troppo poco. Speriamo che ad Assen vada meglio.

Ducati in difesa

Ducati

Bagnaia 5°: "Impossibile essere soddisfatto"

Bagania dopo una partenza così così riesce a finire 5°, migliore delle Ducati, davanti a Miller e al pole-man Zarco. Insomma buona gara (7), ma avrebbe potuto raccogliere di più se… Ma non era questa la pista dove Ducati avrebbe potuto fare molto di più. Ora arrivano tracciati amici e vedremo l’assalto al Diablo Quartararo se riuscirà ad ottenere risultati importanti. Essere in 3 a seguirne uno solo può essere un vantaggio, ma può risolversi pure in un continuo portarsi via punti a vicenda, vedremo.

Aprilia nuova come quella vecchia

O quasi, visto che Aleix ha preso la prima fila nelle prove, ma poi è finito soltanto 7° in gara. Qui contano anche le qualità del pilota da sempre velocissimo sul giro secco, meno in gara. Finire nei primi 10 a meno di 10” dal vincitore è comunque un bel segnale per la Casa di Noale.

Wayne Remy Gardner

Perché qualcosa del papà campione del mondo della 500 nel 1987 e pilota spettacolare, coraggioso e tosto ce l’ha anche Remy arrivato al settimo podio su otto gare e alla terza vittoria consecutiva. Considerando che il suo compagno e avversario più tosto Raul Fernandez, è caduto diciamo che questo del Sachsenring è un bel passo avanti verso il titolo Moto2 dove in ballo ci sono anche Bezzecchi, Lowes e Di Giannantonio, ma si devono dare una mossa, altrimenti ciao. Remy-Wayne 9.

Viaggio nel tempo

Guardi Pedro Acosta e ti sembra di vedere Marquez da piccolo, anzi un po’ meglio considerato che è un esordiente. Il suo modo di correre, di vincere, di gestire ogni situazione, la sua capacità di rimontare e di stare alla larga dai sicuri problemi del gruppone, il fatto che sia l’unico a non avere neppure uno 0 e anzi 4 vittorie e un secondo posto su 8 gare la dice lunga sulla solidità mentale e il talento del ragazzino che è già una piccola stella destinata ad accrescersi masticando chi gli passa vicino per diventare, così sembra, un buco nero gigante pronto ad inghiottire vittorie e titoli a iosa. Vedremo, ma così sembra: Speedy Pedrito, 10 con lode.

 

Stavolta alla prossima gara manca pochissimo: già domenica 27 si torna in pista ad Olanda. Nel frattempo auguri a Marco Lucchinelli e Max Biaggi entrambi nati il 26 giugno, sotto il segno di Assen.

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