MotoGP, le pagelle del GP Austin: Marc Marquez voto 10, Pecco Bagnaia voto 8

MotoGp
Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

Marquez si conferma "capitan America" con 11 vittorie su 12 GP negli Stati Uniti. Quartararo è maturato: ha corso come chi sta per vincere il titolo e si può concedere alcune libertà, ma senza esagerare. Bravo Pecco, sempre il migliore dei ducatisti. Terza gara eroica di fila per Enea Bastianini: partito 16° in griglia, ha chiuso 6° in Texas. Senza voto l'incidente in Moto3: bisogna modificare le categorie monoprestazione perché aiutano lo spettacolo, ma anche le tragedie

QUARTARARO CAMPIONE SE... LE COMBINAZIONI

Austin è Texas senza dubbio alcuno, ma è anche qualcosa in più, di diverso. Soprattutto per la musica dal vivo. La sua main street è una serie quasi infinita di bar, dove si alternano senza una logica o un senso locali dove si suona qualsiasi tipo di musica rock, blues, jazz, rap, dj. Qualsiasi cosa desideriate, anche se di nicchia lì c’è, basta cercare. Austin, poi, non è soltanto questo, è anche un pezzo di Texas che si fa dominare da Tex Marquez, un ranger venuto da fuori che non soltanto lì, ma in generale negli USA comanda a bacchetta: ha infatti messo tutti in riga l’ultima volta che si è corso a Laguna Seca (2013), le ultime tre di Indianapolis (2013-2015) e 7 volte su 8 ad Austin, appunto. Pista infame per via dell’asfalto e delle buche, ma alla fine bel Gran Premio con rivoluzioni in classifica nelle categorie minori, pubblico, festa e nostalgia gialla abbondante e meritata.

Marquez "Texas Ranger": voto 10

honda

Marquez 777: ad Austin 7 vittorie, 7 podi, 7 pole

Marc Marquez 11 volte vincitore su 12 in America. Vero che là hanno la sua stessa predilezione per i circuiti “counter-clockwise” ossia antiorari, visto che lo sono sia Laguna, sia Indy, sia Austin. Si tratta di una minoranza che però non è così rara (in Italia c’è Imola e c’era Misano originale) e "Tex Marc" ne approfitta quasi sempre, soprattutto ora che non è ancora fisicamente a posto anche in quel braccio destro ferito e operato. Ha detto che ancora non si è saldato del tutto l’omero per via delle infezioni che ha avuto, ha fatto fare una tuta asimmetrica sulle spalle per aiutarlo a guidare, ha ammesso di essere stanco, a fine gara ha alzato bottiglia e coppa col sinistro. Insomma, Marquez è così tanto Marquez da riuscire a vincere (quando ce ne sono le condizioni) anche in questa fase di sofferenza e guarigione. Tornerà quello di prima? Perlomeno quasi, molto vicino. Intanto ad Austin ha stracciato tutti i piloti Honda insieme agli altri. Il che significa che se miglioreranno lui e la moto nel 2022 saranno beghe su beghe per tutti. Voto 10, gara perfetta dall’inizio alla fine senza il minimo errore. E le altre Honda non pervenute.

Quartararo, maturo e quasi campione: voto 9

la classifica

Quartararo consolida la vetta: è a +52 su Bagnaia

Fabio Quartararo ha fatto il Diablo come giusto che fosse e come annunciato, ma ha evitato di bruciarsi la coda e diventare autolesionista. Ha corso come chi sta per vincere il titolo e si può concedere alcune libertà, ma senza esagerare. Così ha marcato Marquez da lontano, tanto lui quest’anno non conta per il titolo e ha controllato le tre Ducati più le due Suzuki dietro senza patemi. Una dimostrazione di forza e maturità che è esattamente quello che gli serve in questa fase del mondiale. Vice Ranger, voto 9. Pure nel suo caso vale la differenza enorme con le altre Yamaha, dovuta a vari motivi come il fine carriera di Rossi (comunque a punti), la necessità di studiare la moto di Dovizioso e il fisico non ancora pronto di Morbidelli.

Bagnaia, non si può sPeccare sempre: voto 8

ducati

Bagnaia: "Ho dato tutto, più di così non potevo"

Francesco Bagnaia ha disputato un giro di prova magico, mitico, indimenticabile. Poi in gara ha raggiunto il podio gestendo le gomme e risalendo alla fine con un aiuto di Miller suo compagno di squadra (legittimo) e approfittando di un errore di Martin, che gliela avrebbe resa più dura. L’idea di vederlo campione del mondo era un bel sogno, ma mi sa per quest’anno irrealizzabile, anche se ancora non è sicuro. Bravo Pecco, comunque sempre migliore dei ducatisti e per ora vicecampione. Voto 8.

Enea è il nome giusto: Bastianini voto 8

esponsorama

Bastianini rimonta da 16° a 6°: "Mi sono ripreso"

Anche se lui preferisce chiamarsi la Bestia (da Bastianini), è la terza gara eroica che disputa di seguito. Riepilogando 6°, 3°, 6° al traguardo partendo dietro e con una moto non del tutto aggiornata. Bravo insieme a Martin, Miller, Bagnaia fa sognare la Ducati anche per il futuro. Un po’ meglio anche Luca Marini, invece ancora a terra Zarco: ormai è chiaro, con lui il Mondiale non si vince. Comunque voto 8 di squadra.

Da Suzuki a "Giùzuki": voto 4

l'episodio

Austin, scintille con Miller: Mir retrocesso

Bhè, insomma, dalla moto campione del mondo ci si aspetta molto di più, soprattutto se consideriamo che due anni fa ad Austin ha vinto Rins (certo Marquez è caduto mentre era davanti, ma tant’è...) e che Mir ha pure sportellato Miller nel finale beccandosi una posizione di penalità. Voto 4

Aleix Espargaró, troppe cadute: voto 3

Aleix Espargaró ha dato il peggio di sé ad Austin: cinque cadute e pure atteggiamenti da professore con altri piloti, vizio che lo accompagna da tutta la sua lunga carriera. Peccato, ma la pista texana non è proprio gradita né a lui né all’Aprilia. Voto 3

Raul "Casadei" Fernandez: voto 10

In realtà si chiama Raul Fernandez, ma visto come suona tutti gli avversari e come rende liscio un asfalto come Austin, bhè il capobanda rischia di diventare davvero lui. Ora, dopo la caduta di Gardner, tra i due ci sono soltanto 9 punti e visto come vanno le cose ultimamente l’esordiente potrebbe far ballare tutti facendo addirittura meglio (potrebbe) di Marc Marquez. Voto 10. Molto bene Di Giannantonio secondo e Bezzecchi terzo. Finalmente un bel po’ di Italia anche in Moto2. Voto 8 per i due azzurri.

Incidente terribile in Moto3: senza voto

foto-video

Pauroso incidente in Moto3: piloti escono illesi

La Moto3 merita un discorso a parte, senza pagelle che tanto stavolta non contano, perché non è stata una gara normale. L’incidente innescato da una manovra che definire spregiudicata è poco di Oncu ha colpito la ruota anteriore di Alcoba, che è caduto in pieno rettilineo coinvolgendo Migno e Acosta. Fortuna ha voluto che la sua moto abbia protetto Alcoba dall’investimento e che gli dei della moto abbiano protetto gli altri nonostante voli agghiaccianti. Alla fine di tutto ad Oncu sono state inflitte due gare di sospensione (poche considerando quelle date a Fenati anni fa per aver tirato il freno di Manzi), ma ancora il problema non è questo. La tensione era grande per via della recente tragedia di Dean Berta Vinales, che però è completamente diversa. Quindi meglio ragionare con razionalità e freddezza: dal mio punto di vista 40/42 o più partenti in gare dedicate ai giovani e con moto molto simili nelle prestazioni sono troppi. Meglio farne correre la metà, oppure al massimo 25. Meglio modificare le categorie monoprestazione perché aiutano lo spettacolo, ma anche le tragedie. Insegnare l’educazione sportiva, il rispetto per l’avversario ai giovani, anche a quelli che già corrono nel Mondiale e infliggere a chi sbaglia o addirittura compie manovre pericolose di proposito sanzioni esemplari. Ma mi raccomando, senza esagerare, lasciando anche quella componente spettacolare dell’aggressività insita in questo sport e ricordando che correre in moto, giriamola come vogliamo o volete, ma resta uno sport pericoloso.

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche