MotoGP in Spagna: l'analisi del circuito di Jerez, curva dopo curva
Il circuito andaluso ospiterà nel weekend il Gran Premio di Spagna, il primo in Europa del 2026: tutto in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW. Si parte venerdì con prove libere alle 10.45 e le pre-qualifiche alle 14.55, sabato alle 10.50 la pole e alle 15 la Sprint, domenica 26 la gara lunga alle 14. Sul tracciato iberico si frena in tutte le curve tranne che in una: l'analisi della pista
- Il circuito andaluso di Jerez - intitolato dal 2018 alla memoria di Angel Nieto - è un 'must' del Motomondiale. Costruito nel 1986, ha ospitato il suo primo Grand Prix l'anno successivo e si è sempre disputato dal 1989 a oggi.
- Nella gara del debutto - il 26 aprile del 1987 - successi di Wayne Gardner (nella classe 500), Martin Wimmer (250) e Fausto Gresini (125). In quell'anno il compianto pilota e manager romagnolo (nella foto) stravinse con la Garelli il suo secondo titolo mondiale, conquistando 10 vittorie consecutive sulle 11 prove previste dal calendario di quella stagione.
- Jerez è stato teatro di duelli passati alla storia e decisi all'ultima curva: indimenticabile la sfida tra Mick Doohan e Alex Criville nel 1996 e soprattutto quella del 2005 tra Sete Gibernau e Valentino Rossi, recordman del tracciato con 7 successi.
- Il record della pista (1'35.610) appartiene a Fabio Quartararo, firmato con la Yamaha nel 2025.
- L'anno scorso a Jerez è arrivata la prima vittoria in MotoGP per Alex Marquez. Sul podio anche Quartararo e Pecco Bagnaia. Soltanto 12° Marc Marquez, scivolato nel corso del terzo giro e al traguardo con la moto danneggiata.
- Il circuito è lungo 4.423 metri, largo 11, con 13 curve: 5 a sinistra e 8 a destra.
- Il rettilineo è piuttosto corto (607 mt) e il rischio di andare lunghi è dietro l'angolo: ecco perché curva 1 (Expo 92) va preparata con la massima concentrazione.
- Fondamentale mantenere la giusta traiettoria in funzione di Curva 2 (la Michelin, a destra) in cui si può provare l'attacco da dietro.
- Ma guai a entrare con troppo anticipo: la 3 è molto veloce (l'unica in cui non si utilizzano i freni) ed è determinante fare il pieno di accelerazione per affrontare al meglio la successiva curva 4.
- L'entrata in curva 4 va il più possibile ritardata e inforcata con una moderata inclinazione, per evitare di andare troppo larghi sul cordolo esterno e sfruttare al massimo il breve rettilineo che precede la 5.
- Curva 5 (la "Sito Pons") è caratterizzata da una certa pendenza e costituisce uno dei tratti più incisivi della pista.
- Curva 5 è 'preparatoria' al rettilineo più lungo del tracciato, uno dei punti favorevoli al sorpasso, in staccata alla 6.
- E la staccata più complessa tra le 12 frenate di Jerez è proprio quella alla sesta curva.
- Curva 6 - per la sua complessità - suggerisce un'analisi più approfondita, possibile grazie ai numeri e le grafiche fornite da Brembo: la velocità iniziale è di 299 km/h.
- Il pilota imprime sulla leva un carico pari a 5,9 kg sviluppando una potenza frenante di 12,7 Bar.
- Si percorrono 238 metri in 5,4 secondi: la velocità finale è di 68 km/h, la decelerazione massima di 1,5 g.
- Nel 2019 curva 6 è stata intitolata a Dani Pedrosa, uno dei 'maestri' di questo tratto del circuito.
- Curva 7 è piegata a sinistra e si chiude in accelerazione sul cordolo interno, verso la Aspar.
- Curva 8 a grande percorrenza, ben bilanciati: l'impostazione della traiettoria fa la differenza per arrivare veloci alla 9 e alla 10.
- La "Angel Nieto" (curva 9, nella foto) e la "Peluqui" (10) si impostano come se fosse un unico curvone.
- Alla 10 si 'scivola' dolcemente dal cordolo interno a quello esterno, per prepararsi alla fase decisiva del giro.
- Eccoci alle "Criville" (curva 11) e "Ferrari" (12), affrontate a oltre 200 km/h, frenando il tanto che basta.
- La curva "Ferrari" (12)
- Curva 13 ("Jorge Lorenzo") è strettissima: il modo migliore per immettersi a tutta nel rettilineo finale è arrivare sul cordolo il più tardi possibile.
- Ed eccoci arrivati al traguardo della pista di Jerez, che ospiterà appunto il quinto appuntamento del Motomondiale 2026, il primo in Europa di quest'anno. Si parte giovedì 23 aprile alle 16 con la conferenza stampa dei piloti; venerdì le pre-qualifiche alle 14.55, sabato alle 10.50 la pole e alle 15 la Sprint, domenica la gara lunga alle 14 preceduta da Moto3 (alle 11) e Moto2 (alle 12.15). Tutto da vivere in diretta tv su Sky Sport e in streaming su NOW.