MotoGP, le pagelle del GP di Misano: Morbidelli e Bagnaia voto 10

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Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

Gran Premio storico per l'Italia a Misano, con una doppietta di piloti italiani in MotoGP e addirittura una tripletta in Moto2. Merito dell'intuzione di Rossi e della sua VR46 Academy, che sforna i nuovi talenti del presente e del futuro. Per Morbidelli e Bagnaia è doveroso dare il massimo dei voti, mentre a Valentino assegniamo il titolo di rettore dell'università delle moto. Il massimo dei voti va anche a questo Mondiale spettacolare con Dovizioso in testa

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Il karma di una domenica fantastica. Passione, atmosfera, sensazioni, passato, presente e futuro, tutto adagiato, sparso come una brezza viva eppur leggera sulla rider’s land, su quel pezzo di terra che da Bologna arriva a Pesaro e produce piloti, entusiasmo, vittorie, storie, vite, sconfitte, gioie, tragedie come da nessun’altra parte. A Misano circuito Marco Simoncelli, alla riviera, alla magia di una giornata di pista ed emozioni fantastiche voto 10.000, come le persone che potevano entrare al circuito.

Franco Morbidelli

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Le pagelle di Misano: Morbidelli e Bagnaia voto 10

Il passato, l’intuizione, la crescita, la consacrazione. La prima vittoria, proprio lì dove lo aveva portato da Roma suo papà per farlo crescere come pilota, un inizio di carriera nel giro delle moto di serie, poi l’intuizione di Rossi che lo porta alla VR46 Academy, la crescita continua, progressiva, costante, il Mondiale in Moto2, la MotoGP e finalmente la sintesi di questo percorso, della sua personalità: magari con calma, ma quando si fa un passo, non si torna più indietro. E il trionfo proprio a Misano, dopo la lotta col Maestro, dopo un motore che lo ha tradito in Spagna, dopo prestazioni magnifiche un po’ oscurate dall’esplosione del suo compagno nel team esterno Yamaha Quartararo. Lui sensibile, dolce, impegnato, profondo con quella parte sognante, poetica, musicale, di strada, quel suo saper accettare le difficoltà lottandoci contro che rappresenta la sua parte brasileira che viene dalla mamma di Recife. Insomma la soddisfazione doppia di veder vincere proprio lui, il “Morbido” che sa anche essere duro come l’acciaio. 10, naturalmente.

Pecco Bagnaia

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Bagnaia: "Bello essere 1^ Ducati. Futuro? Vedremo"

Un’altra intuizione, un altro “emigrato” delle moto che da Torino arriva al Ranch, all’Academy, alla possibilità di essere cresciuto da Valentino Rossi e da uno staff completo, competente, appassionato. Anche lui campione del mondo Moto2, stavolta chiude 2° dopo cinque settimane di convalescenza, ancora dolorante, ma migliore delle Ducati, al suo primo podio soltanto adesso soltanto per sfortuna. Un altro tranquillo, intelligente, educato, ma determinato, cattivo, ma soprattutto capace di mantenere, pure lui, quel livello più alto quando lo raggiunge, Un altro che non torna indietro, che va e guarda avanti. Pure lui, voto 10.

Valentino Rossi

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Vale ironico: "Ora basta, chiudiamo l'Academy..."

Ancora lì per sé, a sfiorare il podio, battuto da un altro giovane Mir (voto 9, pure alla Suzuki) alla fine dell’ultimo giro, che si chiede con la solita geniale ironia se abbia fatto davvero bene a creare la VR46 Academy, visti i risultati che i suoi allievi ottengono, cioè di batterlo. Un’ironia che non copre la delusione per il podio sfumato, ma che esalta la soddisfazione totale per la sua intuizione, il suo impegno, il suo investimento coronato già prima di Morbidelli e Bagnaia da Marini e Bezzecchi, primo e secondo in Moto2 con le moto del Team Sky Racing Team VR46. Insomma una laurea ad Honorem in comunicazione ce l’ha già. Ora è pure rettore dell’università della moto, sede unica al Ranch di Tavullia. Il voto al rettore non si dà, ma l’oro sì.

Andrea Dovizioso

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Dovizioso: "Non abbiamo le carte per giocarcela"

Il settimo posto di Misano porta Andrea Dovizioso e la Ducati in testa al Mondiale per 6 punti su un irriconoscibile Quartararo, che dopo le due vittorie iniziali è andato sempre peggiorando fino allo zero di Misano 1. Terzo Miller, pure lui altalenate con la Ducati. Poi un sempre meno efficace Vinales, Rossi e Morbidelli, tutti racchiusi in soli 19 punti. Questo significa che il Mondiale è apertissimo per tutti questi piloti, nonostante evidenti contraddizioni. D’altronde quest’anno ci sono stati 5 vincitori diversi su 6 gare e ben 4 vincitori del primo GP della propria carriera: Quartararo, Binder, Oliveira e Morbidelli. L’altro è Dovizioso. Il che diverte, ci piace, significa che sta crescendo una nuova generazione di piloti vincenti, che Ducati e KTM devono diventare più costanti, che Suzuki è cresciuta molto, che Yamaha sembra dominare, ma poi non così tanto. L’altra volta che ci furono 4 neovincitori di GP nella massima categoria (allora la 500) fu nel 1949. Il motivo? Semplice: quello era il primo Campionato del Mondo della storia, più che logico che chi vinceva fosse alla sua prima vittoria. Adesso, più di 70 anni dopo, siamo ancora a questo punto. C’è nell’aria qualcosa di strano, di diverso, un profumo di cambiamento forse epocale, di generazione. L’idea è che senza il gatto, molti topi abbiano imparato a ballare molto bene e che per Marquez l’anno prossimo sarà più complicato di prima. Vedremo, intanto godiamoci questo campionato e Misano 2 domenica prossima. Che ce n’è per divertirsi da matti.

Luca Marini, Marco Bezzecchi, Enea Bastianini

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Doppietta Sky VR46: 1° Marini, 2° Bezzecchi

Il tris tricolore della prima domenica di Misano. La Moto2 dominata, con l’esperto fratello di Valentino, che dopo una bella lotta con il giovane amico e sfidante Bez va e vince di forza, il Bestia che dopo aver firmato per la MotoGP 2021 si prende un podio importante. Grazie all’assenza di Martin per Covid-19 i tre italiani dominano anche la classifica. E il bello è che quella solidarietà di squadra, l’amicizia per il momento non cala tra il Bez e Maro. Avversari amici, voto 10. Il Bestia, 9.

Tatsuki Suzuki

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Mondiale MotoGP, Dovizioso passa in vetta

Questa volta è stato così bello per l’Italia e i piloti legati alla Romagna che Tatsu Suzuki, pilota del team SIC58, terzo dietro a McPhee e Ogura, suo connazionale, si è detto deluso per non essere il primo dei giapponesi, ma felice per essere il migliore degli italiani. Lui, giappo-riccionese, così integrato, affascinato, legato a questa atmosfera unica, da volerne diventare il portabandiera quando serve. Voto 10 per la battuta, 9 per la gara. E qualcosa di indefinibile per aver portato ancora una volta qualcosa di Marco Simoncelli nel circuito e nella terra del Sic.

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