
Le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 dalla A alla Z: l'alfabeto olimpico
Chi ha stracciato quasi ogni record, chi invece ha sbagliato clamorosamente strada. Chi invece ha chiesto uno snack ai giornalisti e chi ha ballato la haka a bordo pista: il meglio delle olimpiadi invernali dalla A alla Z
di Alberto Pontara

A COME ARIANNA Fontana, da Berbenno, Valtellina. 11 medaglie olimpiche in 5 edizioni diverse. Il mito assoluto Edoardo Mangiarotti a due medaglie di distanza, Armin Zoeggeler a portata di mano. Ci sarà a Milano-Cortina? Da cronisti, non possiamo che registrare e darvi conto dello scontro tra l’azzurra e la federazione. Da italiani, ci auguriamo che il filo (perdonateci la citazione) del dialogo si ritrovi e che Arianna Fontana nel 2026 possa farci sognare ancora.
La replica di Gios alle parole di Arianna Fontana
B COME BRIGNONE. Due medaglie, un argento in gigante e un bronzo in combinata, entra nel club molto ristretto degli azzurri che hanno conquistato due podi nella stessa Olimpiade nello sci alpino. E se quel SuperG non fosse stato “banale”, come ha detto lei, forse sarebbero potute essere 3. Tutto il resto forse non sarà banale, ma forse è noia
Federica Brignone nel club dei plurimedagliati
C COME CURLING E CONSTANTINI. Due ori azzurri in questa spedizione olimpica, uno di questi è quello che non ti aspetti. La “curling mania” che ogni 4 anni ritorna, ma questa volta con una spinta decisamente superiore. E una testimonial perfetta per questo sport: Stefania Constantini. Ma dietro questa medaglia c’è più programmazione di quanto si pensi. Il movimento del curling azzurro c’è. E sognare non solo nel doppio misto, a Milano-Cortina, non è più cosa da visionari.
Tutto su Stefania Constantini e Amos Mosaner
D COME DELAGO. Nadia e Nicol. La medaglia l’ha vinta Nadia, ma l’immagine dell’abbraccio con la sorella Nicol è una di quelle cose che ogni genitore sogna nella sua vita. Sorellanza e non solo. C’è tutto e di più. Un bronzo in discesa e lacrime di gioia in famiglia
Nadia Delago: "Il giorno più bello della mia carriera"
E COME EILEEN GU. Tre medaglie erano pronosticate e tre sono arrivate. Anche se una non è d’oro ma d’argento. E’ sicuramente una delle icone (icona, non iconica!) di questa Olimpiade. Star dello sci freestyle, modella, studentessa a Stanford, regina dei social, ha deciso di gareggiare con la Cina e non con gli Usa. E a Pechino, che anche di propaganda si alimentano, non c’è manifesto pubblicitario che non abbia la sua immagine.
La storia di Eileen Gu, la star dei Giochi olimpici
F COME FEDERICO. Federico Pellegrino ha bissato l’argento di Pyeongchang nello sprint dello sci di fondo. Un altro della fortissima pattuglia classe 1990. Con lui Federica Brignone, Arianna Fontana, Dorothea Wierer. Tutti un po’ a sperare che non smettano, che riescano ad arrivare al 2026 ancora competitivi. Largo ai giovani si dice, ma quando hai un’annata così, fai come con una bottiglia di preziosissimo Romanée Conti: speri che invecchi benissimo. Lui intanto dice: "Deciderò ad aprile”
Federico Pellegrino: "2026? Deciderò ad aprile"
G COME GOGGIA. 23 giorni. Meglio di Baresi a Usa 94. Per il difensore tra i più forti di tutti i tempi furono 24. Sofia Goggia recupera dall’infortunio, si concede ai social durante tutta la riabilitazione. Piange di nascosto durante le prove. Poi esce dal cancelletto e piazza un argento che vale oro e questa volta non è una frase di comodo. E comunque, da vincente, non nasconde la rabbia per un oro che poteva arrivare. Ecco spiegato il concetto metafisico bergamasco del “Mola mia”
Infortuni e recuperi lampo nella storia dello sport
H COME HOLDENER. Wendy Holdener alla fine della combinata piange. E’ seconda dietro la compagna di squadra e amica Michelle Gisin. “Non sono una vincente” si lascia scappare tra le lacrime. La compagna Gisin: “Ti capisco, ma hai fatto una gran cosa. Non è affatto vero che non sei vincente, l’hai già dimostrato più volte”. La cosa più difficile del mondo deve essere trovare le parole per consolare una compagna che è arrivata dietro di te. Anche in questo la Gisin è stata da medaglia.
Combinata, doppietta svizzera: Gisn oro, Holdener argento
I COME ITALIA. Polemiche, rivalità, tutto quello che volete e di cui amiamo nutrirci, a maggior ragione in quest’epoca in cui tutto è social, tutto è “surmoderno” e quindi veloce, vorace e particolarmente suscettibile. Sta di fatto che la spedizione olimpica è la seconda più feconda di medaglie dopo Lillehammer. La prosecuzione dello “spirito del 2021”. E l’oro nel curling paragonato a quello di Jacobs da Malagò non è una boutade. C’è di che festeggiare, prima di rimettersi a programmare. Nel 2026 l’Olimpiade torna a casa nostra.
Malagò: "Olimpiade 2026 sarà un unicum nella storia moderna"
J COME JARL (MAGNUS RIBER). “C’è solo la strada su cui puoi contare” cantava Gaber. Ma se la sbagli è finita. Dove vai Jarl? Jarl Magnus Riiber, dopo aver dominato nel salto dal trampolino grande ed essere partito in testa nella gara di fondo, ha sbagliato strada quando si trovava in testa, perdendo una trentina di secondi che sono risultati fatali per la corsa all'oro e al podio. Esperienza terribile, già successa nel 2018 all’austriaca Teresa Stadlober. Anche queste sono le Olimpiadi.
Riiber sbaglia strada e perde la medaglia
K COME KIM. Il vento della gioventù e della spensieratezza. Discipline che alla Gen Z, o come si chiamano i teenager di oggi, piacciono da morire. Chloe Kim è una delle star dell’half pipe. Ha appena vinto l’oro conquistando il bis dopo Pyeongchang 2018. Si presenta in sala stampa e chiede ai giornalisti: “Qualcuno ha uno snack? Sto morendo di fame”. Ecco la merendina e i ringraziamenti: ora la conferenza stampa può iniziare.
Chloe Kim dopo la medaglia: "Qualcuno ha uno snack?"
L COME LOLLOBRIGIDA. Portabandiera alle cerimonia di chiusura. Un argento nei 3000 e un bronzo nella mass start. Aveva iniziato con i pattini a rotelle ma per il sogno olimpico si è buttata sul ghiaccio, trasferendosi da Frascati a Baselga di Pinè. Ha una prozia molto famosa di nome Gina, che non ha mai conosciuto. Nel 2018 fu protagonista di un cameo nel video della cantante Lena Lane, dal titolo "Superstar”. Quasi una profezia.
Lollobrigida, portabandiera "Superstar"
M COME MOIOLI. Portabandiera azzurra alla cerimonia d’apertura, a causa dell’infortunio della prescelta (e amica) Goggia, passa dalla delusione per la prova individuale alla gioia per la medaglia arrivata in coppia con Omar Visintin, già vincitore di un bronzo nell’individuale. La regina dello snowboard dopo il podio a Sky Sport ha detto: “Condividere il podio con qualcuno è bello”. Quell’abbraccio tra Omar e Michela (“Che quasi mi stritolava" ha scherzato la Moioli) è una delle immagini azzurre di questa Olimpiade.
Goggia-Moioli, il siparietto a Sky Sport
N COME NICO PORTEOUS. A 20 anni ha già due medaglie olimpiche in due edizioni. Bronzo a Pyeongchang e oro a Pechino. Hafl pipe anche qui. E sulla neve cinese sbarca la Haka, la danza tradizionale Maori, per festeggiare questo ragazzo neozelandese che fa cose straordinarie.

O COME OLIMPIADE. L’Olimpiade resta l’evento sportivo unico al mondo. Solo chi ha partecipato a un’Olimpiade, da medagliato, atleta, allenatore, giudice, giornalista, volontario, semplice spettatore presente, sa le emozioni che può scatenare. In gradi diversi ovviamente. Ma viverla è una fortuna. E noi tra quattro anni ce l’abbiamo in Italia: prenotatelo un biglietto, ne vale la pena.
Tutte le medaglie azzurre a Pechino 2022
P COME PENG SHUAI. L’abbiamo vista in tribuna con il presidente del Cio Bach. Abbiamo avuto rassicurazioni ufficiali sul suo stato di salute e di sicurezza della tennista cinese. Ma più di un dubbio resta sulla sua reale condizione. E’ davvero libera? O è sottoposta a continue pressioni dal Governo cinese? L’unica cosa certa è che le luci sul caso è meglio tenerle sempre accese
Oro Eileen Gu, in tribuna anche Peng Shuai
Q COME QUATTRO (ANNI). Quattro anni. Passano in fretta, e non ti accorgi che è già Milano-Cortina. E’ vero, c’è stata una pandemia terribile di mezzo, ma a girare per il capoluogo lombardo non si sente ancora lo spirito olimpico. Sarà l’atteggiamento ambrosiano pratico e poco propenso a esternare emozioni, ma un’Olimpiade è un’Olimpiade. L'evento più straordinario che una città possa ospitare. Ma è successo anche con Expo: poi l’entusiasmo, quando arriva, arriva.

R COME RAZZOLI. Veterano, ottavo posto nello slalom. L’oro di Vancouver 2010 ha onorato la disciplina come i veri campioni fanno. E ha pianto a fine gara. Emozione per un cerchio che si chiude, e forse anche perché ci aveva creduto e sperato fino alla fine nell’impresa. “Se avessi vinto una medaglia forse avrei smesso, adesso continuo un altro anno”.
Razzoli: "Medaglia era alla portata, ci credevo"
S COME SHIFFRIN. Ha perso tutto quello che doveva vincere e poteva perdere. Non il sorriso, quello è rimasto. Ha accettato il disastro sportivo con una calma davvero olimpica. Con una battuta che solo i grandi riescono a fare. Dopo la caduta in combinata le hanno chiesto: “Ci sarai al team event?”. La sua risposta è impareggiabile: “Non lo so, sarei l’anello debole della squadra”. Al suo fidanzato Kilde è andata un po’ meglio.
Shiffrin, la caduta della "Dea" in Cina
T COME TADE’. Marco Tadè: la sua intervista alla televisione svizzera ha avuto un successo quasi planetario. Uno sfogo dopo il diciottesimo posto nel freestyle: “E’ la copertina di una carriera lunga quindici anni piena di delusioni, con qualche lucina qua e là, in cui ho ingoiato tanto schifo in tanti anni nello sport. Vediamo se riesco a portarmi a casa qualche gadget”. Ecco l’ultima è l’impresa più difficile: impossibile trovarne…

U COME UCRAINA E RUSSIA. Ucraina e Russia sono sull’orlo della guerra. Una tensione mai stata così alta negli ultimi anni. Le diplomazie lavorano per scongiurare un conflitto che potrebbe avere esiti disastrosi. L’Olimpiade è nella sua stessa natura fondativa sinonimo di tregua. Per questo il gesto dell’ucraino Abramenko e del russo Burov sul podio del freestyle ha un significato vero, reale, sentito. I due si sono abbracciati, senza che bandiere e differenze contassero. Solo l’amicizia, il rispetto, il sogno olimpico. Purtroppo poi c’è la realtà.
L'abbraccio tra l'ucraino Abramenko e il russo Burov: le FOTO
V COME VALIEVA. E’ stato il caso di questa Olimpiade. Kamila Valieva. I sospetti di doping, la sospensione della cerimonia di premiazione della gara a squadre. La freddezza, per usare un eufemismo, dell’allenatrice dopo la prova sbagliata nell’individuale. Tanto da far dire allo stesso presidente del Cio Bach : "E' stato agghiacciante vedere come è stata accolta dall'entourage più vicino". E’ una ragazza di 15 anni. 15.
Bach: "Molto turbato dalle condizioni di Kamila Valieva"
W COME WIERER. Dorothea Wierer. Si è tolta un peso, per sua stessa ammissione, vincendo il bronzo nella prova individuale del biathlon. Un podio storico per l’Italia, la chiusura di un cerchio. Anche lei, vedi sopra, è classe 1990. Ma mancano 4 anni, il biathlon è uno sport di grande fatica, e poi ci sono anche sogni personali, come avere un figlio. “Deciderò in primavera” ha detto a Sky Sport. Qualsiasi sia la scelta, grazie.
Wierer: "2026? Bisogna essere realisti, deciderò in primavera"
X COME XI JINPING. Ha partecipato alla cerimonia di apertura e a quella di chiusura. Per il resto presenza silenziosa. Pechino è la prima città nella storia ad aver ospitato le Olimpiadi estive e invernali. Organizzazione rigida, protocolli sanitari severissimi, robot camerieri e robot sanificatori. Una Cina completamente diversa da quella del 2008, lo ha confermato anche Federica Pellegrini. Un paese che forse non conosciamo ancora abbastanza

Y COME SU YIMING. Su Yiming, classe 2004 e cinese. Se vogliamo capire come si spostano gli equilibri sportivi, generazionali, persino geopolitici, lui è un esempio perfetto. Oro nel big air e argento nello slope style. Discipline già nel presente ma che sembrano inarrestabili nel futuro. Basta andare in montagna e vedere come i più giovani siano attratti da tavole ed evoluzioni acrobatiche

Z COME ZOEGGELER. Nessuno ancora come lui tra gli azzurri, 6 medaglie in 6 olimpiadi invernali. A Pechino l’Italia torna sul podio nello slittino e lo fa con Dominik Fischnaller, terzo, dopo anche un po’ di paura dopo la positività al covid del cugino e compagno di stanza, che esulta mentre è in quarantena nell’hotel covid. E Armin, direttore tecnico azzurro, alza lo slittino come un trofeo. E sua figlia Nina, 21 anni, 15esima all’esordio.
Lo slittino azzurro è tornato: Fischnaller terzo