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11 novembre 2009

Ferrara: la Juve può solo crescere. Elkann: serve continuità

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Ciro Ferrara è nato a Napoli l'11 febbraio 1967

Il tecnico bianconero analizza il momento della squadra: "Dopo la sosta torna Del Piero e punteremo allo Scudetto". Sugli avversari: "Che bel gioco Bari e Samp". E il videpresidente della Fiat: "Siamo forti, ma serve costanza". GUARDA I GOL DELLA JUVE

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"Dopo la sosta riavrò Del Piero, così come tutti gli altri. Per i rapporti che ho con Alessandro, sarà una scelta di testa, non di cuore. Posso aver fatto qualche errore e lo ammetto, ma credo che questa squadra possa solo crescere. L'Inter è la squadra da battere e noi dobbiamo provarci fino all'ultimo. Il campionato per noi è la priorità". Così Ciro Ferrara, tecnico della Juventus, in una lunga intervista pubblicata oggi sul quotidiano 'La Repubblica'.

"Mi aspettavo un Milan di nuovo in gioco? Leonardo è stato più criticato di me e oggi sono contento per lui. Se non solidarietà, credo ci sia un forte senso di vicinanza tra noi". Ferrara individua le sorprese del campionato: "Per la qualità del gioco la Samp, in assoluto il Bari e i suoi giovanissimi difensori centrali".

Ferrara analizza poi la sua lunga carriera da calciatore. "Ho giocato in A 500 partite tonde, 247 nel Napoli, 253 nella Juve. Mi sento napoletano, felicemente ambientato a Torino. Direi che Napoli è la mia casa, Torino il mio ufficio, ma suona un po' riduttivo perché a Torino ho anche amici veri. Napoli è la vacanza, la famiglia allargata. Lì come calciatore ho avuto tutte le soddisfazioni. Torino è il lavoro, qui mi sono rimesso in gioco e sono arrivate altre soddisfazioni. Maradona? Mi ha chiamato quand'ero da poco allenatore della Juve per darmi scherzosamente dal catenacciaro. Quando ha 'beccato' sei gol dalla Bolivia gli ho detto che forse un po' di catenaccio gli sarebbe servito".

Sul rendimento dei difensori italiani, Ferrara spiega: "E' venuta a mancare la scuola della marcatura a uomo quando si è deciso di privilegiare la zona. Sacchi non mi ha convocato a lungo perché mi riteneva incapace di difendere a zona, poi ha cambiato idea, e questa é una delle maggiori soddisfazioni della mia vita sportiva. Tanto più che la zona mi ha allungato la carriera. E' molto più facile passare da uomo a zona che viceversa".

"Se mi chiamano creatura di Lippi non mi risento. Ho giocato 8 anni con lui, ero suo assistente in Germania, posso aver assorbito qualcosa dal suo lavoro sul gruppo. Altri mi trovano più simile a Capello. A me pare che sia troppo presto per i paragoni". Sulle possibili introduzioni nel mondo del calcio, il tecnico bianconero spiega: "Ho proposto una domenica senza moviola e, da parte nostra, senza una parola sull'arbitro. Una, giusto per vedere l'effetto che fa. La ripropongo. Quanto al resto, esistono le dichiarazioni in tv e per la stampa, ma a contare davvero è quello che ci si dice, in squadra, ogni giorno. Anche se so che un mio giocatore ha sbagliato, e lo sa anche lui se non è stupido, non andrò mai a colpevolizzarlo in pubblico. Non serve a nulla".

Una tirtatina d'orecchie alla Juventus arriva però da John Elkann, vicepresidente della Fiat: "La squadra è forte ma deve essere costante", ha detto in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Torino. "Quando si vede la squadra come l'altro giorno - ha commentato facendo riferimento all'ultima vittoria in campionato ottenuta per 5-2 in trasferta con l'Atalanta - è segno che è forte. Ora è importante che lo sia in modo costante".



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