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05 maggio 2014

Recoba-Maniero, quando il Venezia fece il miracolo

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Filippo Maniero segnò 12 reti nella stagione 1998-1999. Tra cui una doppietta contro l'Empoli con un gol di tacco al volo

LA STORIA . Nella stagione '98-'99 la squadra allenata da Walter Novellino tornò in Serie A dopo 31 anni e si salvò con un girone di ritorno da primato. Grazie al “Chino” e all'attaccante veneto che racconta quei sei mesi da favola

di Roberto Brambilla

Dalla quasi retrocessione alle porte dell'Intertoto. Il tutto in poco meno di sei mesi. Un miracolo calcistico. Nel 1998-1999 il Venezia, al ritorno in Serie A dopo 31 anni, centrò la salvezza con una rimonta eccezionale. Con il campione-in-prestito -Alvaro Recoba e Filippo Maniero, professione attaccante, quattro stagioni in maglia arancio-nero-verde. Un'avventura che iniziò proprio in quell'estate 1998.

Una neopromossa con una rosa da metà classifica - “Arrivai al Venezia dal Milan nell'estate del 1998– racconta Maniero – la squadra era appena risalita dalla B e in città c'era un entusiasmo incredibile”. “La rosa poi – prosegue “Pippo” - era davvero di livello. In porta Taibi, in difesa Luppi, Pavan, Carnasciali e Dal Canto (attuale allenatore dell'Unione Venezia ndr), a centrocampo Pedone e Beppe Iachini, davanti insieme a me c'era un bomber Stefan Schwoch, 17 reti in B”. “Sulla carta ci potevamo salvare tranquillamente – spiega l'attaccante – ma l'avvio fu tutt'altro che facile”. Una vittoria nelle prime dodici giornate e l'esonero di Walter Novellino a un passo. “Il presidente Zamparini – ricorda Maniero – parlò con noi e ci chiese se volessimo proseguire con il mister. Noi rispondemmo compatti di sì e alla fine abbiamo fatto bene”.

L'arrivo del Chino e il golazo di Empoli –
A gennaio la classifica piange e il patron Zamparini fa un colpo ad effetto. Prende in prestito dall'Inter Alvaro Recoba. L'arrivo del fantasista uruguaiano da una scossa all'ambiente e alla città. “A Venezia – ricorda Maniero – era come se fosse arrivato Maradona. E a lui il fatto di essere visto come il più bravo non dispiaceva affatto”. Un impatto forte anche sul campo. Esordio il 17 gennaio contro la Juventus (pareggio 1-1) e prima vittoria 3-2 contro l'Empoli in rimonta. E' il 20 gennaio e al Penzo nasce la coppia Maniero-Recoba. “Perdevamo due a zero alla fine del primo tempo – ricorda Maniero – ed eravamo sotto di un uomo per l'espulsione di Bilica”. “Nella ripresa segnò Valtolina e poi due miei reti, entrambe su pennellate del Chino”. Il secondo di tacco al volo. “Mi arrivò il cross ed ero girato. - spiega - Potevo colpirla solo in quella maniera e mi andò bene. Se ci riprovo 100 volte mica mi viene..”.

Un filotto da Europa –
La partita con i toscani mette le ali alla squadra di Novellino. I veneti fanno 15 punti in otto partite, battendo Roma, Udinese e Fiorentina (con tripletta di Recoba) in casa e vincendo alcuni scontri diretti come contro il Perugia, trascinati dalla coppia padovano-uruguaiana. “Con il Chino mi sono trovato subito a occhi chiusi – spiega – non so perchè ma bastava guardarci e sapevo come dovevo muovermi e lui sapeva dove mettermi la palla”. Un'intesa migliorata anche dai rapporti fuori dal campo. “Alvaro – racconta – era il tipico simpaticone.. Gli piaceva scherzare.. Noi lo prendevamo in giro perchè agli allenamenti non era proprio puntualissimo e gli regalammo per il suo compleanno un bell'orologio, grande due metri da mettere alla parete”.

La salvezza con l'Inter e l'apoteosi – Con una serie di buoni risultati, alternati a qualche sconfitta (per esempio nel derby contro il Vicenza o con i diretti avversari come la Sampdoria) al Venezia servono 3 punti per arrivare alla salvezza matematica. Alla 33a giornata al Penzo arriva l'Inter di Ronaldo allenata da Roy Hodgson. Ed è un trionfo. Finisce 3-1 con il Venezia in vantaggio 2-0 dopo 3 minuti. Assist del Chino per il gol di Volpi e magia su punizione, il tutto in 180 secondi. E partita chiusa al 19' dalla 12a rete di Maniero in campionato (di testa su cross di Carnasciali). L'Inter accorcerà le distanza e il Venezia finirà in 10 ( con il rosso proprio a "Pippo") ma sarà salvo. Un traguardo impensabile con un segreto. “Eravamo davvero un grande gruppo – conclude Maniero – si stava uniti in campo e anche fuori. E se chiedete a un tifoso del Venezia che squadra ricordano con più piacere, vi parlerà quasi sicuramente di noi.."