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19 gennaio 2017

Mahrez "steso" da Mathlouthi, eroe della Tunisia

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Mathlouthi (LaPresse)

Aymen Mathlouthi, 32 anni, capitano e portiere della Tunisia applaudito a Franceville (LaPresse)

Protagonista nel derby contro l'Algeria vinto 2-1 a Franceville, il portiere e capitano tunisino ha blindato il risultato con interventi eccezionali. Classe 1984, bandiera dell'Etoile du Sahel, è soprannominato "Balbouli" per la somiglianza con il pugile Taoufik: in effetti ha messo gli avversari al tappeto

Miracoloso su Slimani da distanza ravvicinata, attento su Guedioura e Mahrez, puntuale nelle uscite e un fastidio muscolare che l’ha escluso dalla partita da imbattuto all’87’. Un taccuino immacolato quello di Aymen Mathlouthi, portiere e capitano della Tunisia uscito tra gli applausi nel 2-1 contro l’Algeria: un derby del Maghreb che rilancia in Coppa d’Africa le Aquile di Cartagine, ora a quota 3 punti nel gruppo B dopo lo stop all’esordio contro il Senegal. Il ct Kasperczak s’aggrappa quindi al suo totem difensivo, numero ‘1’ non nuovo a trionfi ed exploit in carriera tra club e Nazionale dove risulta il leader assoluto.

Stella dell’Etoile - Classe 1984, forse tradito dai centimetri ma non dalla muscolatura (182 centimetri per 84 chili), Mathlouthi è da sempre legato alla Tunisia pure a livello di club: dopo gli esordi nel Club Africain, dal 2003 milita nell’Etoile de Sahel ovvero una delle squadre più titolate del Paese. Basta guardare la bacheca di Aymen, impressionante per titoli a livello nazionale e continentale compresa una Champions League africana nel 2007 sollevata da protagonista. Punto fermo in patria, quindi, nonché in Nazionale con 64 caps quando 22enne venne lanciato da Lemerre per sostituire l’infortunato Nefzi. Lo accompagna un sogno, quasi un’ossessione come ha dichiarato: “Disputare un Mondiale con la mia Tunisia”. Effettivamente sulla strada verso Russia 2018 sta alimentando il suo desiderio con il primo posto nel gruppo A (accanto alla Repubblica Democratica del Congo) e nessuna rete al passivo. D’altronde per mezzi, leadership e reattività è indicato tra i migliori portieri del continente. Se n’è accorto pure Mahrez, ultimo pallone d’oro africano.

Algeria al tappeto - E pensare che nello 0-2 all’esordio contro il Senegal, match frustrante per la Tunisia uscita a testa alta, Mathlouthi non era rimasto esente da colpe in occasione del raddoppio di Mbodji. Amnesia prontamente archiviata nell’incrocio tutto nord-africano a Franceville, vinto contro i cugini algerini negando qualsiasi velleità alla squadra di Leeskens. Al resto hanno pensato lo sfortunato Mandi e il rigore di Sliti, reti successive ad un primo tempo eroico. Meno fortunato il vice Jeridi, sua alternativa dall’88’ e superato 3’ dall’acuto di Hanni. Non è un caso che Aymen sia stato ribattezzato "Balbouli”, omaggio al pugile franco-tunisino Taoufik campione del mondo nei pesi massimi leggeri nel 1989: una somiglianza davvero impressionante, guardare per credere. Non è invece andato ko all’altare lo scorso maggio durante il suo matrimonio, evento mediatico in Tunisia al quale parteciparono compagni come Abdennour. Popolare in patria e decisivo a Franceville nonostante l’infortunio, un fastidio muscolare che l’ha tormentato dalla mezz’ora di gioco e lo pone in dubbio verso il match decisivo di lunedì contro lo Zimbabwe. Non abbiamo dubbi che l’orgoglio di capitano in Coppa d’Africa, la sesta disputata in carriera e la quarta da titolare, lo spingerà tra i pali nella gara più importante della Tunisia. Del resto “Balbouli” è uno abituato a incassare sul ring, no?

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