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11 settembre 2008

Zenga contro la sua Inter: entrerò nella storia del calcio

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Walter Zenga, tecnico del Catania

"Vincendo, lo farei". Il tecnico del Catania torna a Milano per affrontare la squadra che lo ha consacrato campione da giocatore e che vorrebbe allenare in futuro

Match particolare - Sarà il derby personale di Walter Zenga, che sarà applaudito però soltanto dai suoi ex tifosi,  perché sabato sera al Meazza quelli del Catania non ci saranno,  come anticipato dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni. L'ex  portiere neroazzurro e della nazionale gioca contro il suo passato e non dimentica "le emozioni vissute con quella maglia  indossata per 22 anni" anche se per lui "adesso contano quelle rossazzurre". Zenga sa che "sarà impossibile restare insensibile" ai  ricordi del Meazza ma, spiega, "il dovere di un tecnico è di  separare le emozioni personali dall'obiettivo della squadra che allena". E l'obiettivo del Catania a Milano è di non perdere.  "Se l'Inter alla fine vince 3-0 - osserva il tecnico - pazienza, ma il Catania si batterà per entrare nella storia del calcio e vincendo lo farebbe". Per Zenga l'Inter è il passato ma potrebbe essere anche il futuro e confessa che gli "piacerebbe un giorno tornare con lo 'zio' Beppe Bergomi e a Ferri" ad occuparsi del suo primo e unico 'amore' sportivo. Il posto è adesso occupato da Mourinho al quale, dice, "finalmente potrò stringere la mano" visto che "fin'ora non ho avuto l'opportunità di incontrarlo". Sulla squadra che schiererà però nessuna anticipazione, anche se spera di potere  recuperare Carboni, neppure sul modulo che utilizzerà.

Pazzo calendario - Per uno strano scherzo del calendario il Catania, alla  seconda giornata di campionato, approderà a Milano primo in  classifica con due punti di vantaggio sull'Inter. Una situazione che fa sorridere l'amministratore delegato dei siciliani, Pietro Lo Monaco, che parla di "partita proibitiva sulla carta, da  disco rosso: una gara tra la prima classe contro chi lotta per  salvarsi ma noi - annuncia - daremo il massimo comunque".
Ma il Catania non potrà contare sull'appoggio dei tifosi ai quali, ha reso noto il ministro Maroni, è stata vietata la trasferta a Milano per problemi di ordine pubblico. Una scelta che la società etnea, per voce di Lo Monaco, dice di "rispettare ma di non capire". "Oramai non mi meraviglio pià di alcunchè - aggiunge il dirigente - e, lo devo dire, non trovo alcunchè di serio nel vietare, autorizzare e poi vietare nuovamente anche perché i nostri tifosi sono i più tranquilli d'Italia". Il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, parla di "decisione carica di pregiudizi"; l'eurodeputato de 'La Destra', Nello Musumeci, si chiede se la decisione è legata "a una scelta di Maroni di non volere terroni a Catania" e Antonino Speziale, uno dei due imputati per la morte dell'ispettore Filippo Raciti, definisce "ingiusta la decisione del ministro".