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21 agosto 2009

Moratti: difficilissimo il quinto scudetto consecutivo

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La festa scudetto dell'Inter pochi mesi fa, ripetersi per Moratti sarà un'impresa difficile

Il presidente dell'Inter guarda alla stagione che sta per cominciare: "Siamo sempre la squadra da battere? Accetto il ruolo ma dentro di me so che sarebbe memorabile... Sneijder? Non c'è niente di definito"

A pochi giorni dall'esordio in serie A dell'Inter campione in carica, Massimo Moratti fa il punto sui movimenti di mercato che vedono ancora protagonista la società nerazzurra. In un'intervista pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, il numero 1 del club nerazzurro sul possibile arrivo dell'olandese Sneijder, spiega: "Non siamo né vicini né lontani, è una cosa che può accadere ma al momento non c'è niente di defini­to e quindi può darsi che alla fine non se ne faccia nulla anche per­ché esiste una precisa esigenza che si chiama sfoltimento dell'or­ganico. Stiamo valutando tanti aspetti, non ultimo quell'equili­brio economico a cui ci siamo ispirati per tutto il mercato. E poi c'è il discorso di una reale neces­sità di quel tipo di giocatore: ma­gari ci accorgiamo che un Balotel­li può fare bene pure in quel ruo­lo, per esempio. E c'è in arrivo l'anno prossimo il giovane Coutinho, un fenomeno. La seconda cosa che mi preme dire è che non entro nella questione Mou­rinho-Lippi", ha dichiarato Moratti sul botta e risposta fra il tecnico dell'Inter e il ct della Nazionale.

"Siamo sempre la squadra da battere? Accetto il ruolo ma dentro di me so che vincere il quinto scu­detto di fila sarebbe un'impresa memorabile, quindi difficilissi­ma, ed è normale che gli sforzi compiuti vadano in questa dire­zione. La Champions League? La Coppa vale il campionato, co­me obiettivo. Il trequartista è un'esigenza manifestata dal tec­nico in relazione alle caratteristi­che di Eto'o e Milito che vanno serviti bene. Il ragionamento con­vince, vedremo come risolvere la questione".

Capitolo mercato. "Cassano mi piace ma non l'ho mai tratta­to. E, a quanto so, non è in vendi­ta. Via Ibra, ora ci vorrà il gioco. Lo svedese decideva da solo - chiude Moratti - perciò vedremo un'Inter diversa. Ma non mi sento inferiore a nessuno, nemmeno al Real di Ronaldo e al Barcellona di Ibra. Che rimane un giocatore fantastico, per certi aspetti unico, ma è il passato".

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